La spaccatura del PD è conclamata. C'è chi pensa a una nuova lista. Sostegni: "Chi va contro è fuori dal partito"

Il segretario del Pd Empolese Valdelsa Enrico Sostegni (al centro) con Simone Terreni (alla sua destra) e Giacomo Tizzanini (foto gonews.it)

La cronistoria dei fatti e la domanda finale che il Comitato per Giacomo Tizzanini propongono hanno la sensazione di essere qualcosa di molto simile ad una spaccatura. Uno spaccatura all’interno del PD di Montelupo Fiorentino. Del resto il risultato delle Primarie lo aveva dimostrato, il partito era ed è praticamente fifty fifty: 50% +34 voti (1424 voti – 50.6%) a Terreni, 50% - 34 voti a Tizzanini (1390 voti - 49.4%).

Gli ultimi eventi hanno riacceso, se possibile, ancora di più le tensioni, le differenze e le rivalità di paese.

Come faceva la canzone del “Ballo del pinguino”? “Destra destra, sinistra sinistra, avanti indietro, avanti avanti avanti”, forse non è stato proprio così, ma quello che è emerso nell’ultima settimana da parte del candidato Simone Terreni non poteva non acuire angoli che erano già sufficientemente acuminati.

Non lo diciamo solo noi. Lo spiega anche Enrico Sostegni, segretario del PD Empolese Valdelsa, chiamato in causa anche insieme all’onorevole Dario Parrini, segretario regionale, nell’ultimo weekend fatto di rinunce e ripensamenti.

“Diciamo che le ultime decisioni e poi il ritornare sui propri passi - commenta Sostegni - non ha contribuito a rasserenare gli animi. Posso dire che quello di oggi, da parte del Comitato di Tizzanini, sia un legittimo sfogo di un gruppo di iscritti in una fase ancora non chiara. Io posso dire che ad oggi il candidato sindaco a Montelupo Fiorentino è Simone Terreni. E’ chiaro che da parte mia, del mio ruolo, ci deve essere la volontà di andare a ricucire e a far riavvicinare le due parti come rientra sempre nella dialettica propria del PD. La situazione è indubbiamente molto complessa. Prendo atto della posizione e della domanda finale del comitato Tizzanini”.

Al segretario Sostegni poniamo anche un’altra questione, un altro scenario che potrebbe delinearsi a Montelupo.

Infatti il partito degli ‘scontenti’ del risultato delle Primarie, dei delusi da tutto quello a cui si è assistito nel post 9 marzo, sta crescendo e vedrebbe in prima linea dirigenti del PD, amministratori o comunque un bel gruppo di Democratici. Gruppetto che starebbe pensando a costruire una lista da contrapporre a Terreni, una lista alternativa di centrosinistra.

La risposta del segretario territoriale è chiara: “Una cosa è manifestare un disappunto legittimo con l’intenzione di non collaborare, magari momentaneamente, con un comitato con cui ci sono state delle tensioni, delle incomprensioni. Un conto è parlare di una lista civica in contrapposizione al candidato del PD. Intendiamoci, chi va contro il PD è fuori dal PD”.

Tutto questo avviene mentre a Roma, sul tavolo della Commissione di Garanzia Nazionale, come spiegato da gonews.it appena emersa la novità, c’è un ricorso contro Terreni e il suo comitato.

Chiaramente il ‘tiraemolla’ montelupino è legittimo, se vogliamo, e rientra nella dialettica piddina. Ma la sensazione è che si stia esagerando, che la corda a forza di tirarla si possa rompere e con essa si asciughi anche quell’ultima goccia di pazienza che la dirigenza del PD ha avuto fino ad ora assistendo a tutte queste diatribe e ai cambi di rotta.

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