L'avvocato Ciari, nuovo governatore della Misericordia: "Faremo il possibile per raccogliere l'enorme eredità di Giovanni Pagliai"

Pierluigi Ciari

“Un’eredità bellissima e importantissima, ma molto gravosa”. Sono state queste le prime parole del nuovo governatore della Misericordia di Empoli, l’avvocato Pierluigi Ciari, nominato ieri sera, lunedì 24 marzo, dopo la scomparsa di Giovanni Pagliai.

“Io non sono un uomo come Giovanni – spiega l’avvocato, dal 1991 sempre vice governatore a fianco dell’amico Pagliai - lui aveva una visione delle cose e un carisma unico. Oltre ad avere molto tempo da dedicare a questa istituzione importantissima e storicamente presente nella città”.

“Faremo il possibile, tutti insieme – spiega a gonews.it l’avvocato Ciari -. Il mio mandato? Certamente nella strada già tracciata da Giovanni Pagliai saremo sempre più presenti nel territorio al fine di servire al meglio chi ha bisogno. Come detto ho chiesto la collaborazione da parte dei componenti del magistrato e del personale dirigente. L’auspicio è quello di mantenere il livello a cui siamo abituati da anni. Ovvero un alto livello nei servizi e nella presenza dell’Arciconfraternità nella comunità. In questo solco vogliamo essere sempre più vicini a coloro che hanno bisogno. D’altra parte  è quello che ci viene chiesto da tutto il territorio, noi siamo pronti per rispondere a queste domande. Siamo consapevoli e allo stesso tempo entusiasti dell’impegno che ci viene richiesto. Ci siamo e ci saremo, cerchiamo di fare del nostro meglio sempre col sorriso stampato volto da regalare al nostro prossimo per farlo sentire più vicino a noi”.

“Queste sono solo parole – aggiunge Ciari – adesso contano i fatti”

Ma da dove nasce l’amicizia fra Ciari e Giovanni Pagliai: “Sono stato chiamato dal Governatore 23 anni fa a fare il vicegovernatore. Abbiamo iniziato insieme questa avventura. Io sono figlio di una persona, Antonio  commercialista, che Giovanni conosceva molto bene. Ma anche io sono legato nel Dna alla Misericordia – diciamo così. Il nonno di mia madre, che pensate, si è spenta la notte del funerale di Giovanni, Luigi Tamburini, sulla lapide della cappella Tamburini Ciari presenta scritto Capoguardia emerito della Regia Arciconfraternita della Misericordia, si parla degli inizi del ‘900”.

“Insomma, sono onorato  di questo riconoscimento eccezionale in confronto alla mia modesta persona. Nella mia vita non ho fatto niente di particolare per ottenere tutto questo”.

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