Il Minsitro Orlando presenta a Strasburgo il piano carceri. Presente il consigliere Brogi (Pd): "L'Italia non può permettersi multe"

Una foto dell'incontro a Bruxelles

A Strasburgo, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, ha affrontato la complessa questione delle carceri italiane di fronte alla Corte dei diritti umani, che in assenza di provvedimenti efficaci, dal 28 maggio farà scattare pesanti sanzioni per l’Italia. Il ministro Orlando ha poi incontrato alcuni membri della delegazione italiana al Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, in corso a Strasburgo, alla quale ha confermato il suo massimo impegno su una questione ormai stringente.

“Il ministro si trova ad affrontare in poco tempo una situazione di emergenza che va avanti da anni, nonostante i ripetuti richiami e i tanti appelli, anche da parte del Presidente della Repubblica. L’Italia non può permettersi multe da decine di milioni e una condanna per trattamento inumano dei detenuti e violazione dei diritti umani, che arriverrebbe proprio all'inizio del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'unione europea, e questo sarebbe davvero un pessimo avvio. Il ministro Orlando ha rivolto un appello alle amministrazioni locali, che condividiamo, perché si impegnino a creare condizioni di lavoro socialmente utile per i detenuti. E in tal senso, ha evidenziato che la Toscana e la Liguria, sono le uniche regioni ad aver attivato percorsi di reinserimento per i detenuti tossicodipendenti" – dichiara Enzo Brogi, consigliere regionale Pd e membro del Congresso in rappresentanza della Regione Toscana. - “Adesso l'Italia dovrà dimostrare alla Corte che le misure adottate nei mesi scorsi e quelle che partiranno a breve, non sono solo compensatorie ma avranno effetti strutturali. La direzione intrapresa è quella giusta, i numeri parlano di una positiva, seppur lenta, inversione di tendenza nei dati del sovraffollamento carcerario. Spero quindi che il piano del Ministro funzioni e ci permetta di evitare la condanna. Ma sarà davvero efficace solo se riuscirà a mettere finalmente fine all’emergenza, e se sarà il primo passo verso una radicale revisione del nostro sistema giudiziario e penale, che punti sul massimo ricorso alla pene alternative al carcere, al lavoro per i detenuti, riporti al centro della detenzione la dignità umana e il fine unico della rieducazione del condannato”.

Fonte: Gruppo PD - Toscana Consiglio Regionale

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