
Oxfam lancia un appello ai cittadini fiorentini e toscani, affinché ciascuno si attivi nella lotta contro i cambiamenti climatici sia attraverso le scelte di tutti i giorni, che chiedendo al Governo Renzi, di concerto con gli altri leader europei, di arrivare all’adozione di un piano ambizioso su energia e clima, che metta fine al cambiamento climatico che causa la fame nei paesi più poveri ed impatta in maniera determinante sulla vita di ciascuno di noi.
La lotta contro la fame sta infatti tornando indietro di decenni a causa dei cambiamenti climatici e l’attuale sistema alimentare è del tutto inadeguato ad affrontare la sfida. E’ quanto evidenziato dal nuovo rapporto di ricerca di Oxfam ‘Un clima che affama: come impedire che i cambiamenti climatici facciano deragliare la lotta alla fame’. Uno studio che dà i voti ai governi per la loro azione su 10 dimensioni chiave nella lotta alla fame e al cambiamento climatico. Oxfam rileva come, nell’ambito di ciascuna delle aree prese in esame, tutti i paesi sono impreparati ad affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici e che esiste un grande divario tra ciò che i governi stanno facendo e ciò che dovrebbero fare per rendere sicuro il nostro sistema alimentare. Sottolineando inoltre come andando avanti così, vi sia il concreto rischio che si arrivi ad avere 25 milioni di bambini malnutriti in più entro la metà del secolo. Un calo della produttività agricola del 2% a fronte di una domanda del 14% per decennio. E come sarebbe sufficiente impegnare il 5% del patrimonio delle 100 persone più ricche al mondo per l’adattamento climatico nei paesi poveri. Un allarme che arriva all’indomani della Giornata Mondiale dell’Acqua, proprio mentre i governi sono riuniti in Giappone per discutere il nuovo rapporto dell’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici), da cui emergerà che il riscaldamento globale avrà un impatto sulla disponibilità di cibo ben più grave del previsto.
L’appello: cosa può fare ciascun cittadino
Milioni di persone in tutto il mondo si stanno già attivando per fermare il cambiamento climatico e i suoi effetti sulle loro vite. Oxfam Italia, ong nata in Toscana, auspica quindi che anche i cittadini del nostro territorio, si attivino per far sentire tutti insieme la necessità di un urgente cambio di politiche. Aderendo all’appello di Oxfam ciascun cittadino potrà infatti chiedere al Governo italiano di impegnarsi per una politica dell’UE che abbia come obiettivo la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e piani nazionali vincolanti per le energie rinnovabili sostenibili e l’efficienza energetica. Sostenendo inoltre i produttori di cibo e le loro famiglie nei paesi più poveri ad affrontare i cambiamenti climatici così che possano produrre cibo a sufficienza per tutti. Ma le modalità per dare il proprio contributo a fianco di Oxfam non finiscono qui. Anche piccoli accorgimenti nello stile di vita di ciascuno, nel modo di comprare, cucinare e mangiare il cibo adottando ad esempio il metodo COLTIVA proposto da Oxfam, possono fare una grande differenza. Oppure ci si può unire alla campagna di Oxfam Scopri il Marchio, prendendo coscienza di come agiscono grandi multinazionali del settore alimentare che hanno un potere enorme nel contrastare il cambiamento climatico e nel permettere ai produttori di cibo di adattarsi ad esso.
Scopri come dare il tuo contributo su: http://www.oxfamitalia.org/coltiva/coltiva/stop-al-cambiamento-climatico
"I cambiamenti climatici sono la più seria minaccia alla nostra sfida di vincere la lotta contro la fame – spiega Elisa Bacciotti, Direttrice Campagne di Oxfam Italia - A essere a rischio è la disponibilità e la qualità del cibo di cui tutti abbiamo bisogno. Ma attualmente i governi del mondo non sembrano in grado di cambiare le loro politiche. La fame non è inevitabile. Se i governi agissero sui cambiamenti climatici, si potrebbe sradicare la fame nel prossimo decennio e garantire cibo ai nostri figli e nipoti per la seconda metà del secolo. Per finanziare l'adattamento climatico, per esempio, non servono grandissime risorse,ai paesi più poveri servono circa 100 miliardi di dollari all'anno – che è appena il 5% del patrimonio delle 100 persone più ricche del mondo"
NOTE
Il rapporto di ricerca
Nell’ambito di ciascuna delle aree prese in esame, Oxfam ha rilevato che esiste un grande divario tra ciò che i governi stanno facendo e ciò che dovrebbero fare per rendere sicuro il nostro sistema alimentare; tutti i paesi sono impreparati ad affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici, ma i più esposti sono drammaticamente i paesi poveri dove già esiste un alto tasso di insicurezza alimentare.
Le dieci aree di indagine che individuano nel riscaldamento globale un forte avversario della lotta alla fame nel mondo:
- Finanza internazionale per l’adattamento (voto: <1/10): i paesi ricchi si erano impegnati ad aiutare quelli poveri a finanziare progetti di adattamento ai cambiamenti climatici, ma a ora solo il 2% della cifra necessaria è stato messo a disposizione.
- Assicurazione sui raccolti (voto: <1/10): solo l’1% - e anche meno – degli agricoltori dei paesi poveri (come per esempio il Malawi), ha assicurato i propri raccolti: sarà difficile per loro sopravvivere in caso di perdita del raccolto a causa degli shock climatici. Negli Stati Uniti, ad esempio, è il 91% degli agricoltori ad avere un’assicurazione di questo tipo.
- Irrigazione (voto: <1/10): in California viene irrigato l’80% della terra coltivabile. In Niger, Burkina Faso e Ciad, colpiti duramente da siccità cicliche, l’irrigazione riguarda meno dell’1% della terra coltivabile.
- Ricerca e sviluppo (R&S) in agricoltura (voto: <2/10): la diversità dei semi è diminuita del 75% negli ultimi 100 anni, riducendo la varietà delle colture più resistenti ai cambiamenti climatici. I paesi poveri spendono 1/6 di quanto spendono quelli ricchi in R&S per l’agricoltura.
- Previdenza sociale (voto: <3/10): In caso di mancanza di cibo o prezzi alimentari alti, solo il 20% della popolazione mondiale ha accesso a programmi di welfare adeguati, come mense scolastiche gratuite e assegni familiari.
- Previsioni meteo (voto: <3/10): le informazioni dalle stazioni meteo aiutano gli agricoltori a salvare il proprio raccolto. In California esiste una stazione ogni 2.000 chilometri quadrati, in Ciad una ogni 80.000, vale a dire la superficie dell’Austria.
- Discriminazione di genere (voto: <5/10): nei paesi in via di sviluppo, le donne rappresentano il 43% della forza lavoro in agricoltura, ma solo in rari casi sono proprietarie della terra, non hanno quindi la possibilità di cambiare, adottando metodi di coltivazione più adatti a contrastare i cambiamenti climatici.
- Riserve alimentari (voto: <5/10): Le riserve di grano mondiali sono ai minimi storici. Se i fenomeni meteorologici estremi e imprevedibili distruggeranno i raccolti in paesi produttori chiave, i prezzi del cibo potrebbero aumentare vertiginosamente, causando gravi crisi alimentari.
- Investimenti in agricoltura (voto: <7/10): solo 4 dei 20 paesi africani presi in esame da Oxfam hanno dichiarato di voler impegnare il 10% del loro budget nazionale in agricoltura.
- Aiuti umanitari (voto: <6/10): i cambiamenti climatici determineranno crisi alimentari sempre più gravi, ma gli aiuti umanitari già non riescono a tenere il passo con la domanda. La differenza tra l'importo dell'aiuto necessario e l'importo a disposizione è triplicato dal 2001.
Solo alcuni paesi come il Ghana, il Vietnam e il Malawi sono in controtendenza in settori come la previdenza sociale, l'irrigazione e gli investimenti agricoli, e ciò li antepone in classifica ad altri come Nigeria, Laos e Niger in tema di sicurezza alimentare, nonostante i livelli di reddito e rischio climatico siano simili.
Quest'anno, la siccità ha distrutto i raccolti nel Sud-Est del Brasile, compreso quello del prezioso caffè, e in California dove si coltivano i vegetali e si allevano gli animali che sfamano il paese. Senza un'azione urgente per ridurre le emissioni di gas serra, le conseguenze saranno devastanti: si stima, per esempio che potrebbero esserci 25 milioni di bambini in più malnutriti sotto i cinque anni nel 2050, che è l'equivalente di tutti i bambini sotto i cinque anni di Stati Uniti e Canada.
Il Quinto Rapporto di Valutazione su Impatti climatici, Vulnerabilità e Adattamento dell’IPCC, che sarà pubblicato il 31 marzo, metterà in evidenza che entro la fine del secolo i cambiamenti climatici causeranno cali della produttività media globale dei raccolti agricoli del 2% a fronte di una domanda di cibo che invece crescerà del 14% ogni decennio. Si registreranno un aumento e una maggiore volatilità dei prezzi alimentari: Oxfam stima che il prezzo mondiale dei cereali potrebbe raddoppiare entro il 2030, e la causa sarebbe per metà da addebitare ai cambiamenti climatici. Mentre l’aumento di temperatura di 1,5 gradi avrà gravi ripercussioni sul nostro sistema alimentare, l'IPCC avverte che superata la soglia dei 3-4 gradi, avremo crisi alimentari globali totalmente fuori controllo. Allo stato attuale, siamo sulla buona strada per raggiungere questa soglia nella seconda metà di questo secolo.
Oxfam chiede ai governi e alle imprese di agire subito per fermare i cambiamenti climatici, sostenendo l’adattamento climatico delle comunità più povere, riducendo le emissioni di gas serra e garantendo accordi internazionali che aiutino a scongiurare il pericolo fame in tutto il mondo. Si può aderire alla campagna globale per la giustizia climatica.
Fonte: Oxfam Italia - Ufficio Stampa
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