Cultura, serve riforma della formazione . In commissione anche gli assessori Bobbio e Nocentini

Da sinistra Sara Nocentini, Enrico Rossi ed Emmanuele Bobbio

I tempi, si qui alla fine della legislatura, sono necessariamente stretti ma comunque utili per definire alcuni temi che la commissione Cultura ritiene centrali, come la Fondazione unica della cultura e un rinnovato rapporto tra istruzione e formazione professionale. È quanto si è discusso nella seduta della commissione guidata da Nicola Danti (Pd), che questa mattina ha incontrato gli assessori Sara Nocentini (cultura) ed Emmanuele Bobbio (istruzione).

Nelle parole di Nocentini le prime questioni affrontate dal recentissimo insediamento, tra cui il rapporto stretto tra cultura, turismo e commercio confermato, ha detto, negli atti di programmazione in ciascun settore. Importante in questo senso è l’attivazione di sinergie sui territori, di una rete che, a livello regionale, deve essere incoraggiata e valorizzata. In questo senso un primo passo è la previsione di una premialità per iniziative culturali che accendano una “connessione concreta” con attività turistiche o commerciali. L’assessore ha indicato tra le “priorità” anche la razionalizzazione dell’intero settore coperto dalle tre fondazioni attualmente presenti nella nostra regione (Fondazione Toscana Spettacolo, Fondazione Sistema Toscana e Ort): “Da rapide verifiche – ha detto – risulta che assorbono circa un terzo del bilancio della cultura in Toscana”. Da una parte quindi una questione di “liquidità, su cui inciderà il patto di stabilità”, e dall’altra la necessità di razionalizzare per avere “un interlocutore unico: la Fondazione Toscana Cultura”. Nocentini ha assicurato anche rapidi passi avanti sulla celebrazione del 70° della Liberazione della Toscana.

Danti ha definito “un grandissimo risultato” quello di portare a compimento alcune riforme di qui a fine legislatura: “L’assessore si è messa a lavorare in maniera forte – ha detto – e apprezziamo il suo impegno”. In particolare “il rinnovato slancio su un tema, quello delle fondazioni, che pareva un po’ assopito e che alla commissione sta a particolarmente a cuore”.

Nell’intervento dell’assessore Bobbio il punto sulle politiche dell’istruzione e formazione alla luce anche di vari interventi dei commissari, su aspetti sviluppati dalla stessa commissione in questi anni. Giovanni Donzelli (FdI) ha chiesto un approfondimento sulla gestione (efficienza) dell’Azienda del diritto allo studio, sulla scorta di quanto avvenuto in Lombardia e Veneto: “Lì si sono fatti grandi risparmi e si sono migliorati i servizi; anche qui bisognerebbe capire quanto di quel che si spende va speso per il diritto allo studio e quanto invece per il mantenimento dell’Azienda stessa”. Daniela Lastri (Pd), ha sottolineato “l’errore di tenere separate istruzione e formazione, come si è fatto per lungo tempo: una distorsione dovuta a scelte politiche”. Un errore che, oltretutto, “incide sulla dispersione scolastica”. Per la consigliera “è importante agire anche sulla scuola” congiuntamente con la formazione professionale. “Su questo versante – ha aggiunto - ci aspettiamo molto”. Tra gli argomenti sollevati, quello di una legge sull’istruzione e la richiesta di “lavoro più consistente per l’educazione permanente degli adulti”. Resta centrale il settore della prima infanzia, sul quale la commissione sta per concludere l’approfondita indagine conoscitiva svolta consegnando all’aula la relazione finale.

"Sono convinta che occorra percorrere la strada della razionalizzazione del sistema delle fondazioni culturali toscane – sottolinea l'assessore regionale alla cultura Sara Nocentini – ma non ho affermato oggi in sede di commissione consiliare che l'unica soluzione sia la a creazione di una sola fondazione ".

"Ho messo subito al lavoro un gruppo tecnico perché rispettosa delle indicazioni venute dal Consiglio regionale – prosegue l'assessore -, non sono ancora in grado però di affermare con certezza quale potrà essere la forma giuridica del possibile interlocutore unico auspicato dalla proposta di legge consiliare. Resta certamente chiaro l'obiettivo da raggiungere di un forte coordinamento dell'azione programmatoria sul sistema culturale regionale

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