
Il Silp per la CDIL di Firenze condivide la preoccupazione, traspirata chiaramente in questi giorni, circa la probabile chiusura di alcuni uffici della polizia di stato nella provincia di Firenze. “Ci sembra assolutamente importante che la società civile, le organizzazioni che da sempre si occupano di legalità e la politica fiorentina abbiano compreso che la “logica” dei tagli, che ora arriva addirittura a chiudere i presidi di polizia sul territorio, sia assolutamente inopportuna e non consapevole dell’importanza che il lavoro quotidiano degli operatori ricopre nell’attività’ di contrasto a tutte le forme di criminalità presenti in ogni ambito del tessuto urbano, differenziandosi e mimetizzandosi nell’ambiente scelto come campo d’azione per il malaffare.”
La squadra a cavallo di Firenze, composta di 17 addetti, dal 2000 svolge una intensa attività di vigilanza e controllo del territorio in abito cittadino, caratterizzandosi per una presenza costante all’interno dei parchi pubblici, cascine e non solo, consentendo la riqualificazione di luoghi per molto tempo ritenuti non fruibili e poco raccomandabili. La presenza della squadra a cavallo ha consentito di gettare le basi per la realizzazione, d’intesa tra ministero dell’interno e Comune di firenze, del progetto “cascine 2020”; un progetto che vede il parco cittadino di oltre 400 ettari proiettato verso una nuova vitalità sociale e culturale, diventando sempre più fonte di attività e di promozione della città stessa. L’attività’ di controllo del territorio ha riguardato anche ambiti più ampi, spesso regionali, in ogni luogo fosse necessario od opportuno la presenza della professionalità del poliziotto cavaliere. Tra l’altro, eccetto la polizia municipale che conserva un presidio a cavallo, la polizia di stato e’ rimasta la sola ad avere ancora una squadra a cavallo a Firenze.
Ci preoccupa anche la chiusura del posto polfer di Pontassieve perché, invece di potenziare un ufficio di polizia che vigila su un crocevia ferroviario tra Mugello, Valdarno e Firenze , che accoglie ogni giorno migliaia di pendolari, si decide di chiuderlo, lasciando agli utenti, ai lavoratori , ai cittadini il problema della sicurezza e del rispetto della legalità.
La politica della sicurezza non passa attraverso la chiusura degli uffici di polizia; non si razionalizzano le risorse “tagliando” l’operatività’ e la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. e’ ora che il buon senso porti tutti, chi la sicurezza l’amministra e la politica che la deve rendere possibile, a fare uno “sforzo”, fuori dalle demagogie e dagli slogans del momento, per dotare questo paese di una polizia pronta a contrastare, in modo organico, la criminalità; criminalità che, al contrario dei nostri politici o “tecnici”, non applica la stessa politica dei tagli ma che, al contrario, sempre più si radica nel territorio, si espande, si specializza, crea alleanze e collaborazione in ambito malavitoso ed “investe” in strumenti e mezzi sempre più sofisticati e moderni.
Fonte: Antonio Marrocco, segretario generale Silp per la Cgil Firenze
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