La riforma della legge 1, risalente al 2005, continua il suo iter in commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale presieduta da Gianfranco Venturi (Pd). Nella seduta di oggi, giovedì 13 marzo, sono stati ascoltati tutti i soggetti interessati (rappresentanti di associazioni ambientaliste, agricoltori, categorie economiche, cooperative, organizzazioni sindacali). Una lunga giornata di lavoro dal quale è emersa una sostanziale soddisfazione quanto all’impianto della nuova legge pur con qualche osservazione e raccomandazione. Primo fra tutti il tema della semplificazione, punto sul quale lo stesso presidente Venturi si è dichiarato “particolarmente attento e sensibile”, tanto da esortare le varie categorie a fornire “proposte precise e articolate”. Ma anche la “razionalizzazione normativa” è apparsa una “condizione necessaria” così come la “certezza del diritto”.
Entrando nel merito dell’articolato, la rigenerazione urbana, uno dei capisaldi della riforma, è stata molto apprezzata. Tuttavia si auspica che gli incentivi già previsti per l’edilizia sociale residenziale siano estesi anche ad interventi di riduzione sismica. Sempre in materia di Erp, il tetto stabilito in legge del 20 per cento da concedere gratuitamente nelle aree destinate a nuova edificazione, appare “troppo stringente” e rischia di “compromettere equilibri economici di investimento”.
In tema di rigenerazione urbana, da più parti sono state chieste “misure che realmente mettano in condizione di operare” e quindi interventi sulla “fiscalità”, ma anche “compensazioni e agevolazioni”. Toccato anche il tema del verde urbano in cui è necessario un intervento volto ad “individuare criteri validi per tutti” e quindi “evitare interpretazioni che allungano i tempi e in qualche caso bloccano i procedimenti”. In questo senso, anche la “stratificazione e sovrapposizione normativa” sono viste come ostacolo allo sviluppo. Sulla disciplina della demolizione e ricostruzione, è stato invece chiesto di utilizzare la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) in luogo del permesso a costruire perché “non in linea con la normativa nazionale”. Anche la “salvaguardia del suolo agricolo” è stata richiamata più volte. In particolare è stata evidenziata la necessità di “prevedere come priorità l’uso di suolo a scopo agricolo-produttivo”.
Sui vari passaggi della legge, è stato invece riconosciuto il “merito storico della riforma” che è apparsa “nata nel territorio, partecipata e molto condivisa”.
Nel corso dell’audizione sono stati ascoltati rappresentanti di Uncem (Unione nazionale comuni comunità montante), Anci Toscana (Associazione nazionale comuni italiani), sezione regionale dell’Istituto nazionale urbanistica, l’Ordine degli architetti di Firenze, la Federazione agronomi e forestali della Toscana, il Comitato regionale geometri, la Federazione toscana ingegneri e l’ordine degli ingegneri di Firenze, la Federazione architetti toscana, Confagricoltura Toscana, Ance Toscana (Associazione nazionale costruttori edili), Federdistribuzione, Rete impresa Italia, Cia Toscana (Confederazione italiana agricoltori), Legambiente, Alleanza cooperative toscane, Confcommercio toscana, Federazione italiana sviluppo equestre.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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