Gestione socio-sanitaria: presentate due leggi di modifica del sistema

Simone Naldoni

È stato proposto che i comuni gestiscano il settore socioassistenziale di competenza degli enti locali in forma associata a livello di zona-distretto, a prescindere dalle dimensioni


Due proposte di legge di modifica che riorganizzano e ridisegnano gli enti del servizio sanitario regionale, e che fissano nuovi riferimenti salvaguardando il principio dell’integrazione socio-sanitaria e il ruolo degli enti locali. Si tratta della pdl 312, di modifica alla legge 41/2005 “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale” e la pdl 313, di modifica alla legge 40/2005 “Disciplina del servizio sanitario regionale”. Entrambe le proposte, di iniziativa consiliare, vedono come primo firmatario Simone Naldoni (Pd) e sono sottoscritte da numerosi altri consiglieri. Questa mattina Naldoni ha illustrato gli atti in commissione Sanità, presieduta da Marco Remaschi (Pd).

Come ha spiegato Naldoni, i due atti sono strettamente collegati e formano un disegno complessivo, e nascono dall’esigenza di correggere la normativa dato che la situazione negli ultimi anni è profondamente cambiata. “Dobbiamo rivedere il nostro sistema di intervento sociale e sanitario, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione sociosanitaria – ha precisato Naldoni – tenendo presente le difficoltà di un quadro istituzionale in movimento e l’incertezza normativa a livello nazionale”. Le proposte sanciscono il completo superamento delle Società della salute e la valorizzazione degli enti locali, così come previsto da un ordine del giorno approvato dal Consiglio assieme all’ultima Finanziaria.

In breve, ha spiegato il consigliere, si propone che i comuni gestiscano il settore socioassistenziale di competenza degli enti locali in forma associata a livello di zona-distretto, a prescindere dalle dimensioni. Per quanto riguarda il sociosanitario si ricorre alla forma della convenzione fino alla definizione delle cure primarie, recuperando nelle convenzioni il rapporto instaurato con il volontariato e le associazioni del terzo settore. Tutto quello che sta fuori dalle convenzioni, infine, torna di competenza delle Asl.

È previsto, ha detto ancora Naldoni, che possa rimanere la forma consortile nel momento del passaggio, fino a quando non sarà ben fissata la normativa nazionale.

La governance viene rafforzata su tre livelli: aziendale, di area vasta e regionale. A livello regionale dovrebbe essere attivata la Conferenza di programmazione sociosanitaria, con il compito di fissare grandi strategie, fornire obiettivi omogenei e monitorarli.

Le proposte di legge nelle prossime settimane saranno oggetto di audizioni e di un lavoro di esame e discussione da parte della commissione Sanità.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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