Incidente al Carnevale, Bini e Gaccione: "Mai messo il cappello sulle tragedie. Vogliamo solo capire se il Comune ha responsabilità"

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L'incidente al 'Carnevale sulle Due Rive' in piazza della Vittoria a Empoli (foto gonews.it)

"Intervenire in merito ad un fatto come quello dell'episodio del carnevale delle due rive è sempre difficile. Abbiamo pertanto atteso di farlo a mente fredda e cercando, per quanto nelle nostre capacità, di ponterare bene le questioni. Purtroppo, come spesso avviene nel nostro paese, anche di fronte a fatti di cronaca come questo, il mettere in fila in modo logico e pacato le questioni lascia il posto al tifo da stadio.

Qui invece non si tratta di tifare, ma di capire se qualcosa non ha funzionato, se c'è stata qualche criticità non tanto nella macchina degli organizzatori, ma nella macchina che ha gestito l'emergenza.

In altri episodi, ancora più problematici, che hanno interessato il nostro territorio crediamo che il nostro gruppo si sia sempre distinto, a differenza di altri, per non aver cercato di "mettere il cappello" sulle tragedie. Quando siamo stati contattati da alcuni cittadini su questioni che ritenevamo dovessero vedere la solidarietà unanime del Consiglio Comunale ci siamo sempre rivolti alla Presindenza senza esibirci in demagogici comunicati stampa ed in facili polemiche contro l'Amministrazione.

Quest'episodio non fa per noi differenza. Non vogliamo pertanto fare demagogia nè con la patetica solidarietà in favore delle famiglie che hanno avuto figli coinvolti nella caduta (crediamo dispiaccia a tutti, nessuno escluso!), nè fare polemica sterile sullo spettacolo pirotecnico (sono state fatte valutazioni legate all'ordine pubblico e questo riguarda in primo luogo le autorità preposte), nè ribadire la solidarietà a coloro che, investendo tempo e risorse, si sono spesi affinché il carnevale potesse esserci anche quest'anno (sappiamo bene cosa voglia dire lavorare nel silenzio, senza ricompense, se non dare il proprio contributo ad un qualcosa che aggreghi la comunità).

Abbiamo però presentato una domanda d'attualità nel Consiglio di lunedì. Perché? Perchè, a prescindere dal fatto che vi siano stati comportamenti scorretti di alcuni ragazzi, a prescindere dal fatto che il carro fosse a norma ed avesse tutte le certificazioni necessarie - fatti la cui valutazione spetta ad altri soggetti - si tratta di capire se la macchina Comune sia stata e sia in grado di gestire in sicurezza eventi molto partecipati come questo. Non può e non dev'essere oggetto della discussione politica la ricostruzione di quanto accaduto. Può e dev'essere invece oggetto dell'attenzione della politica l'analisi delle criticità nella macchina dei soccorsi. Come dicevamo cittadini presenti sul posto e personale del 118 intervenuto (quindi abituato a gestire situazini di stress come questa) ci dicono che c'è stata impreparazione della macchina pubblica nella gestione dell'emergenza. Gli itinerari per il soccorso erano previsti e corretti per un evento del genere? I mezzi di soccorso presenti sul posto erano sufficienti rispetto al numero di persone presenti? La protezione civile, funzione trasferita all'unione più come una scelta di ripiego che come scelta strategica, funziona oppure no? In che modo era coinvolta, assieme alle forze dell'ordine ed al 118? C'era o no una regia pubblica dell'evento oppure ci siamo preoccupati della sicurezza della piazza solo a fatti compiuti? Questo è o no un tema di cui la politica si deve occupare? Noi pensiamo di si. E ci stupisce pertanto, nel rispetto personale e dei rispettivi ruoli che Rocchini - Presidnete del Carevale - non comprenda che questo serve anche a tutelare gli stessi organizzatori dell'evento.

A noi pare semplicemente che in questo, come in molti altri momenti, il Comune risulti "non pervenuto". Non è inatti sufficiente trincerarsi dietro al fatto che gli organizzatori avessero presentato regolare scia oppure avessero allegato tutti i collaudi del caso. Il compito dell'Amministrazion non dovrebbe essere quello di battere un timbro o di staccare una ricevuta. Dovrebbe essere invece quello di garantire e tutelare attivamente la sicurezza di tutti sovraintendendo la gestione della piazza assieme agli organi di polizia e del primo soccorso. Di garantire in primo luogo che i soccorsi siano celeri ed adeguati. Di garantire che la città sia pronta ad affrontare eventi di massa senza scaricare sugli organizzatori o sulla buona sorte la sicurezza dei partecipanti. Questo anche e soprattutto se, come auspichiamo, non emergeranno responsabilità a carico degli organizzatori ed il tutto sarà imputabile a comportamenti impropri di qualche ragazzo.

Ci pare che invece, purtroppo, la nostra preparazione all'evento sia stata inadeguata e che un esito non più grave dello stesso sia attribuibile all'intervento dei volontari, dei cittadini presenti, alla capacità degli operatori del 118 ed in definitiva, alla buona sorte. Non certo all'organizzazione.

Abbiamo tutti davanti agli occhi l'esperienza dell'ultima nevicata empolese ed altrettanto abbiamo  sotto gli occhi le immagini delle evacuazioni a causa delle recenti esondazioni. Tutti eventi anche questi che potevano avere un esito ben peggiore ed in cui la macchina comunale ha manifestato, anche rispetto ai comuni limitrofi, tutta la propria inadeguatezza.

Dobbiamo aspettare obbligatoriamente una tragedia perché si metta mano ad un piano per la gestione delle emergenze - di qualunque natura esse siano - che è datato 2002?  Questo è, crediamo, un tema di cui la politica non solo possa discutere, ma a cui abbia il dovere di dare risposte".

Gabriele Bini (Capogruppo Rifondazione Comunisti Italiani)

Paolo Gaccione (Consigliere Rifondazione Comunisti Italiani)

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