Con un po' di semplice buon senso, i fuochi d'artificio dopo l'incidente si sarebbero evitati

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L'incidente al 'Carnevale sulle Due Rive' in piazza della Vittoria a Empoli (foto gonews.it)

Riusciremo mai in questa nostra povera Italia a fare una cosa dettata dal buon senso? anche domenica, a Empoli, si è avuto una dimostrazione di quanto questo sia ormai diventato difficile. La domanda che in tanti si sono posti è: dopo l'incidente al carro del Carnevale fra le due rive che ha visto 12 minorenni feriti e un adulto colto da malore era proprio necessario fare i fuochi di artificio? Non se ne poteva davvero fare a meno?
I fuochi, si sa, si abbinano ad un momento di festa, ad un'atmosfera giocosa e di svago. Ma come poteva esserci tutto questo poco dopo l'incidente? Per chi non lo sapesse, fra i suddetti feriti tutti fra 13 e 17 anni, una è finita in sala operatoria, altri sono stati trattati sul posto per lo shock dal personale di soccorso prontamente intervenuto (6 ambulanze, automedica oltre a polizia municipale, di stato e carabinieri) e nella piazza c'era un'atmosfera tesa e proeccupata come è logico che fosse. E in un simile contesto che succede? si iniziano a sparare i fuochi di artificio.
Fermo restando che il Carnevale fra le due rive era e resta un'iniziativa lodevole, non ce ne vogliano gli organzzatori se, dopo un fatto del genere, c'era una sola cosa da fare: evitare i fuochi di artificio. Quella decisione è stata una mancanza di rispetto per chi in quel momento era in ospedale, per chi ha lavorato al soccorso, per chi era spaventato in piazza e, soprattutto, per il buon senso. A volte, la cosa migliore, sarebbe la più semplice. In fondo basterebbe che gli organizzatori non dicessero come hanno fatto <accettiamo le critiche sull’aver fatto i fuochi, erano prevedibili>, ma molto più semplicemente <abbiamo sbagliato, nella concitazione e nello stress di quei momenti può accadere, scusate>. Ci possiamo sperare?

Marco Mainardi

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