Possibilità di somministrare la pillola Ru486 anche fuori dagli ospedali, le reazioni. Parere tecnico del consiglio sanitario

"Perché costringere una donna a un ambiente emotivamente coinvolgente e traumatico come un ospedale quando si può somministrare la pasticca in un ambulatorio". Così Antonio Panti, vicepresidente del consiglio sanitario regionale della Toscana, commenta la decisione favorevole espressa dall'organo tecnico circa la possibilità di somministrare la pillola Ru486 anche fuori dagli ospedali. "Di questi argomenti - continua - se ne parla sempre tra medici, magistrati e giornalisti, ma bisogna pensare alle donne".

"Abbiamo dato un parere tecnicamente favorevole - precisa ancora Panti -, poi spetterà alla Regione Toscana fare le sue valutazioni".

Secondo quanto spiegato dal vicepresidente del consiglio sanitario, la decisione "rientra nelle indicazioni delle legge 194, secondo le quali l'interruzione di gravidanza deve essere effettuata in strutture pubbliche, e nell'autorizzazione all'immissione in commercio di questo farmaco".

"Ci è stato chiesto - afferma - un parere tecnico sul fatto che un mezzo farmacologico potesse essere somministrato fuori dall'ambito ospedaliero. Abbiamo riposto che è tecnicamente e professionalmente possibile farlo in un ambulatorio pubblico, purché funzionalmente legato a un ospedale, in modo che la donna si comunque protetta e sicura. Noi abbiamo semplicemente portato in superficie il mandato della legge".

Il Consiglio Sanitario Regionale ha espresso un parere sull'uso della Ru486

L’Assessorato al diritto alla salute ha ricevuto il parere tecnico fornito dal Consiglio Sanitario Regionale in merito all’aggiornamento del “Protocollo operativo IVG farmacologico di cui al parere CSR 47/2011”, il cui contenuto è conforme per ciò che concerne le strutture, alla Legge 194/1978 laddove si afferma nell.art 8 che “nei primi 90 giorni di gravidanza gli interventi di IVG dovranno altresì poter essere effettuati presso poliambulatori pubblici adeguatamente attrezzati, funzionalmente collegati agli ospedali e autorizzati dalla Regione”, e per ciò che riguarda la somministrazione del farmaco, a quanto previsto dalla determinazione 1460 del 24 novembre 2009 emanata dall’AIFA.

L’Assessorato approfondirà e valuterà il parere del Consiglio.

Fdi, non trasformare consultori in 'abortifici'

"Dopo aver stabilito il triste primato di essere stata la prima regione d'Italia ad introdurre l'uso della pillola abortiva RU 486, senza aver effettuato prima un percorso di sperimentazione del farmaco, adesso la Toscana ha deciso che la pillola possa essere somministrata anche al di fuori delle strutture ospedaliere, ovvero nei consultori familiari". Lo affermano, in una nota, i consiglieri regionali Fdi Giovanni Donzelli (capogruppo) e Marina Staccioli. I consultori, aggiungono, "sono di competenza regionale, e visto che dipendono dalle Asl, dovrebbero essere luoghi di ascolto di tutte le problematiche familiari ed offrire una pluralità di risposte e non limitarsi a fare i distributori di pillole. Perciò noi diciamo con forza basta con i consultori trasformati in abortifici".

Per i consiglieri "l'eccessiva solerzia da parte degli uffici regionali e le motivazioni addotte dal vicepresidente del Consiglio sanitario appaiono stravolgere lo spirito stesso della legge 194 che se ha avuto il merito di aver eliminato la piaga dell'aborto clandestino, indubbiamente, va applicata meglio ed integralmente. E' paradossale che la Regione, che per prima ha abolito la pena di morte, non stia dalla parte della vita ed anzi compia una vera e propria forzatura contro di essa".

Nicchi: “Toscana virtuosa, esempio da seguire in tutta Italia”

“Finalmente le donne saranno libere di scegliere”. Con queste parole l’Onorevole toscana Marisa Nicchi (Sel) commenta l’indicazione del Consiglio sanitario regionale di estendere la somministrazione della pillola abortiva Ru486 nei consultori, oltre che negli ospedali. Secondo Nicchi, “questo via libera è un importante contributo al rispetto della legge 194 visto che aumenterà considerevolmente il numero di medici che non sono obiettori di coscienza”.

Inoltre, aggiunge l’Onorevole Nicchi, “questa indicazione del Consiglio sanitario regionale è un sostegno a tutte le donne che si trovano a vivere un momento delicato come quello dell’aborto. Non solo ridurrà le liste d’attesa, ma permetterà alla donna di vivere più serenamente questo passaggio. Spesso negli ospedali le donne vengono in contatto con mamme partorienti, i consultori sono invece strutture più intime che potranno avere un minor impatto psicologico sulle pazienti”.

“Ma questa svolta non basta – conclude l’Onorevole Nicchi – Troppe ancora le regioni italiane dove la legge 194 non viene applicata e la libertà di scelta delle donne non è tutelata. Auspichiamo che le altre regioni seguano l’esempio virtuoso della Toscana ed estendano urgentemente ai consultori la somministrazione della Ru486”.

Sessuologa Alessandra Graziottin, consultori luogo adatto

Nei consultori oltre al ginecologo ci sono diversi altri specialisti che possono aiutare la donna che sceglie di abortire, eventualmente anche a cambiare idea. E' il commento della sessuologa Alessandra Graziottin, direttrice del reparto di Ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati di Milano, alla notizia della decisione della Regione Toscana di consentire l'uso della pillola abortiva anche in questi centri.

''La decisione va applaudita - afferma Grazottin - perchè riporta la decisione sull'aborto in un contesto come quello del consultorio, che quando funziona è la sede naturale dove valutare anche la possibilità di cambiare idea. In questi centri infatti ci sono altri specialisti come psicologi e assistenti sociali che sono i più adatti ad accompagnare la donna con l'attenzione che serve in questi momenti. E' una decisione che dimostra grande sensibilità per la psicologia della donna''.

La storia della Ru486 è molto travagliata, ricorda Graziottin. ''Già vent'anni fa l'azienda produttrice aveva ricevuto minacce di boicottaggio se l'avesse introdotta in Italia - spiega - poi c'è stata la decisione folle di consentirla ma solo con il ricovero, quando invece l'aborto chirurgico non lo prevede, con un grande stress per le donne oltre che costi folli che ne hanno snaturato la funzione di rendere meno traumatico l'aborto, almeno entro le sette settimane di gravidanza''.

Scienza & Vita, così si apre a deregulation

"La scelta della Regione Toscana di rilasciare la Ru486 nei consultori consuma il processo di banalizzazione dell'aborto in una deriva riduttivistica mascherata da efficienza, abbandona le donne a loro stesse e apre a deregulation".

Questo il commento del presidente dell'Associazione Scienza & Vita Paola Ricci Sindoni e il copresidente Domenico Coviello. L'associazione sottolinea che "la somministrazione della pillola direttamente tramite i consultori scavalca ogni disposizione legislativa e apre a una deregulation senza precedenti, le cui conseguenze sul piano antropologico sono immediatamente intuibili. L'aspetto umanamente più terribile di una sanità che abbandona le donne a se stesse. Non crediamo che consegnare un blister e un numero di telefono voglia dire essere dalla parte delle donne, soprattutto in un momento in cui spesso l'attenzione, la premura e una parola di sostegno possono incidere favorevolmente nell'accoglienza della vita".

"La fornitura libera della RU486 privatizza l'interruzione di gravidanza, lasciando la donna a sostenere il peso di tutte le fasi abortive nell'indifferenza e nella solitudine" sottolinea l'associazione.

Rossi, da tecnici Toscana coraggio e chiarezza

"Tutto il mio apprezzamento per il coraggio intellettuale e per la chiarezza scientifica espressa dai medici e dai tecnici che compongono il consiglio sanitario regionale": così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo che l'organo autonomo e composto da tecnici, rispondendo a una richiesta di approfondimento formulata dal dipartimento regionale per il diritto alla salute, ha precisato che la pillola Ru486 può essere erogata anche negli ambulatori funzionalmente collegati agli ospedali, come recita la legge 194. "Questo - dice Rossi - riconferma e amplia il parere già espresso dal consiglio, secondo cui la pillola poteva essere erogata in regime di day hospital".

"A mio parere - aggiunge il presidente della Toscana - è una posizione valida e scientificamente fondata, che tiene conto delle esigenze di sicurezza della donna senza costringerla a un inutile ricovero ospedaliero".

Pd, bene Toscana, visione moderna consultori

"L'esperienza Toscana, dove la pillola Ru486 potrà essere somministrata anche fuori dagli ospedali, esprime una visione moderna dei consultori, per cui i giudizi critici sono quantomeno affrettati. In generale, occorre ricordare che la medicina si fa sempre meno negli ospedali". Così, in una nota, la capogruppo Pd nella commissione Affari sociali della Camera, Donata Lenzi.

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