Appalti storici, la Regione incontra i lavoratori. Marini: "Necessaria una proroga dell'appalto fino al termine dell’anno scolastico"

Paolo Marini

“Il Consiglio regionale non è all’oscuro della situazione e continuerà a farsi carico dei vostri problemi, che si sono tradotti negli anni in un crescente calo dei diritti dal punto di vista salariale e non solo”. Con queste parole il presidente della commissione Emergenza occupazionale Paolo Marini (Fds-Verdi) si è rivolto alla numerosa platea di lavoratori e lavoratrici del mondo della scuola, rappresentanti sindacali e amministratori del territorio, ricevuti a palazzo Panciatichi, per fare il punto sui cosiddetti “appalti storici”. Appalti interessati da una serie infinita di tagli che sono andati a colpire quelle figure professionali che affiancano il personale dipendente dal Ministero e che forniscono un servizio insostituibile di pulizia, sorveglianza e sporzionamento pietanze.

Nella nostra regione dal 22 dicembre la Dussmann srl, azienda vincitrice della gara Consip, è subentrata alle aziende che gestivano le pulizie e la sorveglianza nelle scuole pubbliche. La mobilitazione generale del personale e dei sindacati è riuscita ad ottenere la proroga dell’appalto fino al mese di marzo, ma “è urgente trovare insieme una strategia”, come detto più volte e a più voci nel corso dell’incontro di oggi, martedì 4 marzo.

“Il Consiglio regionale non solo interverrà presso il Governo per arrivare alla fine dell’anno scolastico – ha assicurato Marini – ma vigilerà sugli appalti e sui fondi, da dirottare in maniera equa, guardando al futuro della nostra scuola, che esige risorse e personale adeguato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, secondo il quale occorre lavorare su due fronti: “Da un lato arrivare alla fine dell’anno scolastico garantendo salario e dignità a questi lavoratori, dall’altro ripensare tutti insieme il mondo della scuola, per creare quel clima capace di far crescere nel migliore dei modi le giovani generazioni”. “Terremo costantemente sotto osservazione – ha assicurato Bugli – anche tutte le situazioni di non rispetto dei diritti, tradotte anche in ore non riconosciute e non pagate”.

Lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici, che si sono trovate buste paga non degne di definirsi tali – dalle 160 alle 300 euro – ha alzato la voce su una questione che la Toscana intende risolvere, come hanno spiegato Marini e Bugli: “Attraverso una mozione in Consiglio regionale, una giornata di riflessione sul sistema scuola e un costante impegno nei confronti del Governo”.

Come spiegato dal segretario della Filcams Cgil toscana Cinzia Bernardini "la protesta ha una duplice valenza. Da un lato è in atto da tempo una vertenza che riguarda 1200 lavoratori in Toscana e circa 24 mila a livello nazionale. A seguito di un cambio di appalto e della spending review questi lavoratori rischiano di avere dei tagli enormi sull'orario di lavoro settimanale. Siamo riusciti ad ottenere dal nuovo governo una proroga di un mese ma è necessario arrivare almeno fino alla fine dell'anno scolastico".

Dall'altra parte, ha aggiunto "in Toscana da parte di Dussmann e della cooperativa che ha ottenuto il subappalto, c'è in atto il tentativo di non rispettare gli accordi presi nei confronti dei lavoratori e una gestione non corretta dell'appalto. Siamo davanti a un problema di ordine sociale perché ci sono 1200 persone, in gran parte donne, che vedono ridursi l'orario di lavoro e percepire appena 160-200 euro al mese".

Una delegazione è stata ricevuta in Consiglio regionale dal presidente della commissione emergenza occupazionale Paolo Marini (Fds-Verdi) e dall'assessore alla presidenza Vittorio Bugli che hanno assicurato il sostegno della Toscana. Successivamente si è svolto un incontro in Prefettura.

 

Fonte: Toscana Consiglio Regonale

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