
La Giunta toscana si impegni a chiedere al Governo nazionale, e in particolare al Ministero per lo Sviluppo economico, la convocazione di un tavolo di confronto sul futuro della Syntech di Massa. E' quanto prevede una mozione approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale della Toscana.
La mozione vede come firmatari i consiglieri Paolo Marini (Fds-Verdi), Marina Staccioli (Fdi), e i consiglieri Pd Ivan Ferrucci (capogruppo), Loris Rossetti e Marco Spinelli, insieme a quelli di Fi Salvadore Bartolomei, Jacopo Ferri e Nicola Nascosti, oltre a Rudi Russo (Cd). Il documento parte dalla constatazione che lo stabilimento massese, specializzato nella produzione di mobili da ufficio in metallo, ha chiuso nell'estate 2012 spostando la produzione a Thiene in provincia di Vicenza. "Preso atto che, a partire dall&rsquoestate 2012, 43 lavoratori sono stati posti in cassa integrazione", si legge nel testo, e "considerato che gli ammortizzatori sociali saranno in funzione fino all'agosto 2014", la mozione chiede un "urgente intervento" per convocare al più presto un apposito "tavolo di confronto".
La nota di Marini (Presidente Commissione per l’emergenza occupazionale, FdS – Verdi)
E’ stata approvata oggi, in consiglio regionale, una mozione che chiede di seguire e monitorare la vicenda dei 43 lavoratori della Syn - Tech, messi in cassa integrazione dall’estate 2012 in seguito alla chiusura dello stabilimento di Massa. La mozione, presentata dal consigliere regionale Paolo Marini (Fds- Verdi), presidente della commissione regionale per l’emergenza occupazionale, è sottoscritta dai membri della commissione e anche dai consiglieri regionali Loris Rossetti (Pd) e Jacopo Ferri (Forza Italia). Si chiede alla Giunta regionale di attivarsi presso il governo e il Ministero per lo Sviluppo Economico per convocare un tavolo nazionale di confronto sullo stabilimento di Massa, si chiede anche l’impegno alla Regione nel rispettare l’accordo per individuare possibili acquirenti che vogliano utilizzare la fabbrica di Massa a scopo produttivo e a riferire in modo costante al consiglio regionale sul futuro dei lavoratori. Dalla chiusura dello stabilimento risultano inutilizzati 27mila metri quadri di area industriale, con capannoni dotati di pannelli fotovoltaici in grado di far fronte al fabbisogno energetico del sito produttivo. A fine agosto cesseranno gli ammortizzatori sociali e 43 degli ex addetti Syn - Tech saranno privi di tutele.
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