Estrazione di CO2, la Regione chiede la valutazione di impatto ambientale per i pozzi esplorativi. Intanto in commissione polemiche per l'incarico da 40mila euro all'Università di Bologna

La commissione CO2 a Certaldo, febbraio 2014 (foto gonews.it)
La commissione CO2 a Certaldo, febbraio 2014 (foto gonews.it)

La commissione CO2 a Certaldo, febbraio 2014 (foto gonews.it)

Si è riunita ieri, lunedì 24 febbraio, la commissione che segue da vicino il progetto ‘San Paolo’ legato all’estrazione di CO2 a Certaldo. L’oggetto della discussione parte soprattutto dalla comunicazione della Regione Toscana che ha deciso di mettere il V.I.A. (valutazione impatto ambientale) per la realizzazione de due pozzi esplorativi nell’area che confina con i comuni di San Gimignano e Barberino Val D’Elsa. Vengono accolte così le richieste delle amministrazioni comunali e del Comitato Difesa e Tutela della Valdelsa. Questo è un passaggio fondamentale: solo se ci sarà il parere positivo il progetto potrà andare avanti. Le valutazioni, scendendo nella parte tecnica, riguardano fenomeni di subsidenza, eventuali interferenze dei pozzi e sismicità indotti dalle prove sul terreno “tenuto conto della presenza — si legge nel decreto — di una faglia normale di interesse regionale” a distanza di circa 40 metri da quello che dovrebbe essere il pozzo “San Paolo 1” dalla ferrovia Empoli-Siena-Chiusi. Le garanzie richieste riguardano anche le indicazioni sulla sicurezza del cantiere, oltre che l’impatto sul territorio.

La commissione CO2 a Certaldo, febbraio 2014 (foto gonews.it)

La commissione CO2 a Certaldo, febbraio 2014 (foto gonews.it)

Con questa premessa che si è riunita la commissione, dopo il ‘silenzio’ che perdurava da settembre 2013. Erano presenti il presidente Giuseppe Lombardo, il segretario del PD Yuri Furiesi, l’assessore all’ambiente del comune di Certaldo, Denise Bagnoli, il capogruppo del PdL Lucia Masini e il consigliere Samuele Spini e Cinzia Orsi, segretaria Rifondazione Comunista. Nel pubblico folta rappresentanza di esponenti del Comitato Difesa e Tutela della Valdelsa, guidati dal presidente Maijnoni, oltre che Damiano Ghiozzi dei Verdi, Enzo Migliorini (PD), Filippo Ciampolini, consigliere provinciale Forza Italia e Andrea Guarino, consigliere comunale PdL.

Il presidente della commissione Lombardo ha spiegato che la commissione “non si è riunita in questi mesi, non perché non vi fosse la volontà ma perché la situazione era in una fase di stallo”. Lo stallo che è stato ‘sbloccato’ con la richiesta della Regione Toscana di avere il V.I.A per la realizzazione dei pozzi esplorativi. Lo stesso Lombardo ha ricordato la decisione dell’amministrazione comunale di ricorrere a una convenzione con l’Università di Bologna della durata di 3 anni, dal costo di 40mila euro, per studiare gli effetti dell’estrazione di CO2.

I docenti universitari hanno preso contatto con gli uffici dell’amministrazione comunale e questo incarico va a coprire delle carenze di competenze nel quadro della macchina tecnica del Municipio.

Una convenzione che ancora, come ha spiegato l’assessore Bagnoli non “è stata ancora sottoscritta, ma adesso con la decisione della Regione Toscana che si è pronunciata, è pronta per poter avanzare nelle sedi preposte”. Il segretario del PD Furiesi: “La decisione del VIA è l’aggiornamento principale del lavoro della commissione”. All’attacco Orsi (Rifondazione Comunista): “Non sono soddisfatta dello stallo di questa commissione, il no politico del consiglio comunale è stato determinante ma non basta. Questa commissione avrebbe potuto ritrovarsi e proporre delle osservazioni, ma non è stato fatto. Inoltre sull’affidamento di un incarico da 40mila euro si ripete che non vi sono fondi e poi, senza alcun passaggio in commissione, viene presa questa decisione. Parole che sono a verbale e che possiamo riprendere.

Adesso con l’avvicinarsi della campagna elettorale questa commissione non potrà lavorare serenamente e a questo punto mi chiedo anche quale possa essere l’utilità di questa commissione”. Masini (PdL) rincara la dose: “A Barberino è stato scelto un geologo con un bando per poche migliaia di euro, avevo chiesto più volte la convocazione di questa commissione e anche la sede preposta non è sufficiente per accogliere i cittadini”. Nessun riferimento esplicito ma il nome è quello di Fabio Montagnani che già in passato era intervenuto in commissione CO2.

Giacomo Bertelli

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