
Un focus, “un momento di ascolto ma anche di partenza per ascoltare gli addetti ai lavori e avere chiaro quali sono i nodi da sciogliere”. Questo il significato del convegno che si è svolto stamattina nella sala delle Feste di palazzo Bastogi, secondo le parole del presidente della commissione Sanità Marco Remaschi. È stata appunto la commissione Sanità ad organizzare l’appuntamento, dal titolo “L’assistenza socio-sanitaria agli anziani in Toscana”. Sono intervenuti tecnici, amministratori, addetti ai lavori, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e di categoria per fare il punto su quelli che sono i problemi, le eccellenze, le criticità, le soluzioni di un settore in continua evoluzione. Ne è uscito un quadro di luci e ombre, in cui le difficoltà finanziarie stanno mettendo in serio pericolo molte residenze sanitarie assistite, in cui la libertà di scelta non sempre è applicata, in cui la normativa dovrebbe essere adeguata, in cui si stenta a trovare la flessibilità necessaria per garantire, ad esempio, soluzioni intermedie tra l’assistenza 24 ore su 24 in Rsa e 4-5 ore settimanali di assistenza domiciliare.
“Se si parte dal principio che il paziente è al centro di tutto – ha sintetizzato il presidente Marco Remaschi alla fine della mattinata – dobbiamo tener conto di un contesto che sta cambiando. Se voglio dare risposte di qualità dobbiamo avere chiaro come possano le strutture andare avanti e garantire buoni servizi”. Davanti all’eventualità, paventata a più riprese, che molte residenze sanitarie assistite rischino di fallire entro l’anno, “si corre il rischio di mettere i pazienti in grave difficoltà”. Per questo, ha proseguito Remaschi, “dobbiamo agire presto e bene e chiarire alcuni aspetti che sono fondamentali: garantire la libertà di scelta che oggi di fatto in molte Asl toscane non c’è, assicurare omogeneità di comportamento e trattamento su tutto il territorio regionale, intervenire sulla questione dell’adeguamento Istat”. A questo proposito Remaschi ha annunciato che la commissione Sanità darà vita a un tavolo di lavoro ristretto per fornire risposte concrete alle domande degli addetti ai lavori, visto anche il lavoro che si prospetta sul nuovo piano socio-sanitario integrato.
Ad aprire il convegno sono stati i saluti del presidente del Consiglio regionale della Toscana Alberto Monaci. Monaci ha ricordato che “in questi anni sono state fatte molte scelte, molte sono andate a segno, ma è innegabile che si sono accumulati dei ritardi sulla tabella di marcia: e questo lo scontano soprattutto le fasce più deboli”. “Mi auguro che con il maxiemendamento al piano socio-sanitario – ha proseguito Monaci – si riescano a trovare ragioni positive. Questo sarà oggetto di valutazione. Certo è che, per quanto riguarda l’assistenza agli anziani, negli ultimi tempi dobbiamo fronteggiare una scarsità di risorse a cui a volte si accompagna un’eccessiva macchinosità. Per non parlare del fatto che spesso c’è troppa strumentalità attorno alla politica assistenziale, perché si punta a creare il consenso, mentre dovremmo concentrarci prima di tutto a dare risposte adeguate ai bisogni”.
Nel suo intervento conclusivo l’assessore regionale al Diritto alla salute Luigi Marroni, che tra l’altro sta passando la delega in materia socio-assistenziale alla “new entry” in Giunta Stefania Saccardi, ha voluto innanzitutto rispondere alla constatazione, espressa più volte durante gli interventi, che la riforma ospedaliera (in cui ad esempio si sono accorciati i tempi di degenza media) ha generato più bisogni sul territorio. “Abbiamo cercato di dare risposte a queste esigenze – ha detto Marroni – potenziando fortemente l’assistenza domiciliare. In un anno e mezzo siamo passati da un tasso di copertura del 2,8% al 5%. Così come stiamo creando 600 nuovi posti letto, di cui 300 circa già attivati, di cure intermedie. Posti letto che, in alcuni casi, possono essere attivati anche nelle Rsa”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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