L'assessore provinciale Ambra Giorgi: "Scorporare in Regione lavoro e formazione è stato un errore"

Ambra Giorgi

“La formazione è la prima e la più importante delle politiche attive per il lavoro e lo sviluppo. Separarle è un grosso errore. Semmai dovrebbe essere l’istruzione ad essere accorpata alla formazione e al lavoro, in modo da costituire una filiera unica e continua”. L'assessore a Istruzione, Formazione e Lavoro della Provincia Ambra Giorgi commenta a caldo l'annuncio del presidente della Regione Enrico Rossi che, a poco più di un anno dalla fine del suo mandato, ha deciso di procedere a un rimpasto della Giunta sul fronte degli assessori pensando anche a un riassetto delle deleghe.

“Non entro nel merito politico della decisione, ma ritengo che la scelta di Rossi di accorpare istruzione e formazione separando quest'ultima dal lavoro ci faccia fare un salto indietro di almeno 15 anni – prosegue Giorgi - Rossi si è detto convinto che la formazione è una questione cruciale su cui bisogna lavorare meglio. La sua scelta però temo non sia positiva per centrare questo obiettivo. Credo che l’assessorato di Gianfranco Simoncini, nei confronti del quale nutro una profonda stima, in questi anni abbia lavorato molto bene. Il sistema regionale della formazione, che si regge sull’operato delle singole province a livello territoriale, ha offerto una prova più che dignitosa in questi anni affaticati dalla crisi”.

“Aggiungo che la formazione è programmata in base ai fabbisogni espressi dai rappresentanti delle imprese e anche (come facciamo a Prato) direttamente dalle imprese stesse. I corsi sono realizzati da agenzie formative che spesso sono espressione delle stesse organizzazioni imprenditoriali. Tutto è migliorabile, naturalmente. Ma i dati ci dicono che oltre il 60% di chi partecipa a corsi di formazione professionale trova lavoro e, soprattutto, ha più possibilità di trovare un’occupazione di chi non vi partecipa. Ma anche indipendentemente dal giudizio che si ha sul sistema della formazione in Toscana, separare la delega della formazione da quella sulle politiche del lavoro e accorparla con scuola e istruzione rimane una miopia strategica. Nel corso degli Stati generali sulla formazione, che abbiamo svolto la scorsa estate qui a Prato, tutti i soggetti coinvolti hanno espresso con forza la necessità di consolidare il sistema integrato Istruzione-Formazione-Lavoro. Con una certa preveggenza, la piattaforma degli stati generali, elaborata insieme a imprenditori, sindacati e agenzie formative, indicava una direzione contraria a quella scelta dal Governatore della Toscana, schierandosi per il no al canale unico dell'istruzione e alla istruzionalizzazione della formazione professionale”.

Fonte: Provincia di Prato

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