La volontà accentratrice e egemonica della regione Toscana sta mietendo vittime in una situazione occupazionale già compromessa. Insieme alla preoccupante variante alla legge 1 sull'urbanistica, è arrivata anche la normativa che impedisce la coltivazione delle cave nell'area del parco delle Apuane.
Non voglio in questa sede valutare gli aspetti ambientali del provvedimento, che comunque comprendo, ma quello che mi preoccupa è che in questo modo si mette in ginocchio un comparto, quello lapideo, che nell'Alta Garfagnana offre lavoro a centinaia di persone.
Per questo credo sia necessario che la Regione Toscana riveda questa limitazione e non aggiunga difficoltà in uno dei momenti più duri della vita nazionale.
Insieme a questo, mi auguro che la Regione Toscana modifichi i termini della variante alla legge 1 sull'urbanistica. Se così non fosse e questa venisse approvata cosi com'è, sarebbe il colpo definitivo a un altro comparto economico, quello dell’edilizia.
Infatti, fra le varie norme, l’articolo 61 della stessa bozza di variante , che prevede lo standard aggiuntivo dell’alloggio sociale per ogni nuova costruzione, è qualcosa di clamoroso e fantasioso.
Secondo questo articolo, infatti, chi costruisce una casa deve gratuitamente cedere all'ente locale un 20% della superficie per l’edilizia popolare e pubblica. In pratica ognuno che costruisce una casa per se deve farne una popolare, grazie anche alla combinazione di oneri altissimi! Nemmeno nella Bulgaria più totalitaria poteva passare una norma simile, ma non è nemmeno l’unica.
Insomma, da chi si riempie la bocca ogni giorno di diritti al lavoro e simili, mi aspetterei norme che questo lavoro lo incentivano e non l’esatto contrario.
Maurizio Marchetti, consigliere provinciale di Forza Italia
Fonte: Maurizio Marchetti, consigliere provinciale di Forza Italia
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