
Se dopo cinque anni dall'avvento di una crisi economica che ha colpito tutti, ma non indistintamente, non siamo ancora riusciti a capire come muoverci per evitare il ripetersi della storia e se non abbiamo ancora capito cosa c'è da salvare e cosa no, possiamo sperare ben poco per un futuro migliore.
Il settore che più di tutti ha retto all'impatto e che ancora oggi dimostra, non solo di esser un fiore all'occhiello ma una grande opportunità di risalita, è senza dubbio quello dell'agroalimentare.
Lo dicono i numeri, anche della nostra organizzazione che in questi anni è cresciuta con gli iscritti e con i cittadini che sempre più frequentemente si rivolgono ai nostri operatori per i servizi offerti nelle nostri sedi.
Noi ci rendiamo conto della difficoltà del momento non solo per i nostri lavoratori e per questo pensiamo che “sinché ci sarà acqua nelle nostre aziende, tutti possiamo bere”.
Ma non possiamo fare finta di niente di fronte a ciò che vediamo tutti i giorni, al numero sempre crescente di domande di disoccupazioni agricole e soprattutto non possiamo non lanciare un grido d'allarme a nome di coloro che spesso per poche giornate non lavorate non hanno i requisiti che danno diritto all'indennità di disoccupazione agricola.
Talvolta, la mancanza del requisito non è veritiera, poiché si tratta di giornate effettivamente lavorate ma non conteggiate, per errore o per dolo questo non lo sappiamo, ma che è possibile recuperare attraverso una nostra comunicazione al datore di lavoro.
E ci teniamo a ricordare che per tutto l'anno in corso è possibile, per il datore di lavoro, regolarizzare la propria posizione con l'INPS permettendo ai lavoratori l'accesso a quel sussidio che nella situazione economica di oggi, permette alla maggior parte, di sopravvivere.
Ma sono, purtroppo, moltissimi anche i casi di coloro che non ottengono alcun sussidio aprendo una voragine sociale con cui ci troveremo a fare i conti.
Noi non possiamo ignorare questa situazione ed il nostro ruolo ci impone di parlare a nome loro, dei più deboli, di coloro che la crisi non ce l'hanno alle spalle ma ce l'hanno ancora addosso.
Ci rivolgiamo quindi alle Istituzioni che nella loro funzione di programmazione economica del paese, accettino il nostro monito per un settore come quello agricolo che ha tutte le potenzialità per aiutarci ad alzare la testa, con il lavoro e con la dignità.
Fonte: Triestina Maiolo, segretario regionale UILA Toscana
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