
Già era scattato il toto-governo prima ancora che Matteo Renzi incassasse il via libera dalla direzione nazionale del PD per presentare al Quirinale il suo piano e prendere in mano le chiavi di Palazzo Chigi.
Figuriamoci adesso che il sindaco di Firenze è lanciatissimo e fra qualche giorno presenterà la lista del suo Consiglio dei Ministri a Giorgio Napolitano.
Per questo più ci si avvicinerà il momento della presentazione della squadra di governo e più gli elenchi ufficiosi che circolano si avvicineranno a quella che realmente sarà la squadra di Governo.
Oltre alla notevole squadra Toscana si segnala una possibile new entry che riguarda Irene Tinagli. L'onorevole di Empoli, classe '74, appena diventata mamma, eletta nelle fila di Scelta Civica in Emilia Romagna, ormai da tempo aveva iniziato la marcia di avvicinamento all'entourage renziano. Adesso visto che a SC toccherebbero due ministri (manuale Cencelli alla mano) un dicastero potrebbe andare a Tinagli: Pubblica Amministrazione. C'è anche chi la dà all'Economia. In ogni caso un posto da ministro sembra sicuro per la professoressa universitaria diplomata al Pontormo.
Altro nome certo alle Riforme è quello di Maria Elena Boschi, classe '81 da Montevarchi, la rampante avvocatessa che già ricopre la delega alle Riforme nella segretaria renziana del PD .
Luca Lotti? L'onorevole di Montelupo Fiorentino potrebbe restare vicino a Renzi segretario. Nel senso che almeno inizialmente il prossimo premier terrà ancora in mano il Nazareno e quindi Lotti potrebbe restare lì a organizzare la segreteria. Non è escluso comunque un suo ruolo a Palazzo Chigi, dove è dato anche Dario Nardella che però potrebbe tornare a Firenze, come scriviamo più in basso. In ogni caso ee e quando il presidente della Repubblica gli affidera' l'incarico di formare il governo, Renzi non si fara' trovare impreparato neppure sulla lista dei possibili ministri. L'elenco sara' rigorosamente all'insegna della parita' di genere o addirittura con piu' donne.
Da decidere ancora, per esempio, i numeri dei dicasteri.
Renzi vorrebbe mantenersi sul minimo di 13, ma vi sono difficolta' tecniche che potrebbero portare ad ampliare la rosa. Ridurre i ministeri implica accorpamenti che pero' complicano l'operativita' immediata e vista l'intenzione del segretario di partire subito a pieno regime potrebbe mantenere l'assetto dell'esecutivo Letta. E quella di fare in fretta e' una preoccupazione molto sentita perche' di la' dal consenso quasi unanime nel partito al governo Renzi la pressione che viene da fuori e' fortissima e dunque si ritiene indispensabile aprire subito il cantiere dei provvedimenti.
Quanto alle quote, nell'ipotesi minima 5 ministeri spetterebbero al Pd, 2 a Scelta civica e altrettanti a Ncd con Angelino Alfano che potrebbe tornare vicepremier ma senza deleghe. Poi ci sarebbero 3 'fuori quota', personalita' di varia estrazione che Renzi e' intenzionato a coinvolgere. Nella compagine Pd si parla di una conferma di Dario Franceschini, indicato per il ministero dell'Interno, dopo che sarebbe tramontata l'ipotesi di chiamare al governo Laura Boldrini e dunque di una staffetta alla presidenza della Camera.
Detto della voce di M.E. Boschi alle Riforme. Ai Rapporti con il Parlamento potrebbe andare Roberto Giachetti, posto considerato eventualmente adatto anche Paolo Gentiloni che pero' ha alle spalle diversi incarichi da ministro che striderebbero con l'impronta di novita' che il leader del Pd vuole dare. Comunque ufficiale di collegamento tra palazzo Chigi e Camere dovrebbe essere, e' questo il consiglio che da piu' parte e' stato dato a Letta, un esponente Pd.
La rosa dei papabili Pd, soprattutto se si dovesse andare a una squadra piu' grande, comprende anche Giorgio Tonini, spendibile in diversi ruoli compreso il Welfare.
In quota non renziana, Guglielmo Epifani potrebbe andare al Lavoro. Andrea Orlando dovrebbe restare all'Ambiente, ma circola anche il nome di Ermete Realacci. La sua conferma, in quota 'giovani turchi', escluderebbe Matteo Orfini dalla corsa per il ministero della Cultura. Il ministero della Difesa dovrebbe essere al femminile. In corsa c'e' l'attuale sottosegretario Roberta Pinotti, ma dalla segreteria Renzi potrebbe pescare Federica Mogherini o Pina Picierno.
Il delicato ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio dovrebbe andare a Graziano Delrio; il suo nome era stato fatto anche per l'Interno nell'ipotesi che sottosegretario potesse diventare Lorenzo Guerini. L'attuale portavoce della segreteria resterebbe pero' a reggere il partito insieme, come spiegato poco sopra, con Lotti.
Nei tre fuori quota, si parla ancora di Lucrezia Reichlin all'Economia e Andrea Guerra allo Sviluppo economico. E ancora Pier Carlo Padoan. Si danno in calo invece le quotazioni di Alessandro Baricco alla Cultura o Oscar Farinetti all'Agricoltura, poltrona che potrebbe essere occupata da Ernesto Carbone. Per Ncd, si andrebbe verso la conferma sia di Beatrice Lorenzin alla Salute sia di Maurizio Lupi alle Infrastrutture.
Le prime indicazioni di Scelta civica sarebbero tutte al femminile. In corsa per il ministero della Cultura ci sono sia la segretaria Stefania Giannini sia l'attuale sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni. E poi l'ipotesi empolese Tinagli alla Pubblica amministrazione. Quasi certo che al ministero degli Esteri resti Emma Bonino, con la vicenda Maro' ancora aperta. Per la Giustizia si fa ancora il nome di Michele Vietti, anche se circola la voce di una promozione dell'attuale sottosegretario all'Interno Domenico Manzione, fratello di Antonella, segretaria generale del Comune di Firenze che prima era stata a capo dei vigili urbani. In ogni caso si da' per scontata, quando saranno scelti anche i vice, la conferma di tutti e tre gli attuali sottosegretari di area renziana: oltre a Manzione, Simonetta Giordani ed Erasmo De Angelis. Cosi' come si da' in arrivo da Firenze Eugenio Giani, attuale presidente del consiglio comunale. A Firenze invece dovrebbe tornare Dario Nardella, ex vicesindaco, per la corsa a sindaco da cui sta per uscire il concorrente piu' forte, lo stesso Renzi.
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