
"La nuova Politica comunitaria deve considerare l’agricoltura come bene comune, superando gli squilibri territorial"
«Realizzare un riequilibrio territoriale e tra beneficiari della spesa storica della PAC; orientare le risorse verso le imprese professionali e l’agricoltura produttiva; assicurare adeguate forme di sostegno ai “piccoli” agricoltori che garantiscono il presidio territoriale a partire dalle aree montane o svantaggiate; valorizzare le produzioni di qualità e l’agricoltura sostenibile; potenziare le politiche per lo sviluppo rurale, puntando in particolare su ricambio generazionale, aggregazione dei produttori, strategie di filiera, sviluppo locale». Sono queste secondo il presidente di Cia Toscana Giordano Pascucci, gli obiettivi essenziali che dovrà perseguire la nuova PAC per il futuro dell’agricoltura toscana
«La nuova Pac – aggiunge il presidente Pascucci - dovrà conciliare l’esigenza di una crescente produzione alimentare per soddisfare i fabbisogni alimentari del pianeta, con la risposta alle sfide ambientali come i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse idriche, le bioenergie e la biodiversità. I regolamenti comunitari sono stati approvati, alcuni risultati importanti sono stati raggiunti nella fase di negoziazione, a partire da un budget complessivo che garantisce la sostanziale continuità del sostegno all’agricoltura. Molte sono tuttavia le variabili ancora da definire, che possono determinare orientamenti strategici diversi ed equilibri diversi nella distribuzione delle risorse».
Il percorso di attuazione della nuova PAC – sottolinea la Cia Toscana - è complesso e presenta più fronti da presidiare con una costante e decisa iniziativa politica. «Questo intreccio di decisioni da assumere – prosegue Pascucci -, se da una parte rende difficile la discussione e la elaborazione di una sintesi sui diversi punti, dall’altra parte consente di poter agire su ipotesi differenziate e di individuare soluzioni praticabili e sostenibili, in grado di garantire un equilibrio complessivo soddisfacente, che tenga conto delle diverse esigenze in campo. In questo spirito sono da considerare le ipotesi da noi avanzate, valutandole non solo come singole opzioni, ma nel loro complesso, come mix articolato di scelte. Il nostro impegno, come Cia Toscana, sarà rivolto in primo luogo ai tavoli regionali, ma anche al confronto all’interno della Confederazione, per affermare le nostre posizioni e per sostenere l’impegno della Cia nel confronto con le altre componenti del mondo agricolo e con il Governo».
Fonte: CIA Toscana
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