Il responsabile per l'Unione della Protezione Civile Spannocchi sull'emergenza maltempo: "Nessuna polemica". Ecco i motivi. Intanto il sindaco Occhipinti: "Preoccupanti episodi di procurato allarme"

La seconda commissione dell'Unione dei Comuni per parlare della gestione dell'emergenza ambientale di fine gennaio (foto gonews.it)

La seconda commissione dell'Unione dei Comuni per parlare della gestione dell'emergenza ambientale di fine gennaio (foto gonews.it)

La seconda commissione dell'Unione dei Comuni per parlare della gestione dell'emergenza ambientale di fine gennaio (foto gonews.it)

Si è riunita oggi, martedì 11 febbraio alle 18.30 la seconda commissione consiliare permanente dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, presieduta da Marco Cordone, per analizzare la gestione dell’emergenza ambientale dello scorso fine gennaio.

Alla riunione oltre al Presidente della Commissione, Marco Cordone (Lega Nord) ed ai membri effettivi come Lucia Masini (Forza Italia), Marco Pucci (PD), Simone Testai (Forza Italia), Marco Chiarugi e Massimo Scardigli della polizia municipale dell’Unione dei Comuni, hanno partecipato il sindaco Delegato alla Protezione Civile dell’Unione dei Comuni, Alberto Casini(PD), il sindaco di Castelfiorentino, Giovanni Occhipinti, il consigliere provinciale di Forza Italia, Filippo Ciampolini, l’Ingegner Pier Giuseppe Spannocchi (Responsabile del Servizio di Protezione Civile dell’Unione dei Comuni). Il presidente della commissione, Marco Cordone, ha ricostruito le vicende, seguendo le notizie apparse sulla stampa e come si sono mosse le istituzioni di concerto con le associazioni di volontariato. I dubbi che l’Unione dei Comuni abbia gestito non al meglio l’emergenza e qualche lamentela da parte delle associazioni di volontariato sono stati al centro dell’introduzione in un dibattito costruttivo e non polemico. Si fa riferimento anche alla ‘famosa’ telefonata che da Roma sarebbe arrivata in prefettura a Firenze per avere un quadro della situazione della gestione dell’emergenza a Castelfiorentino, riferita dal consigliere provinciale Ciampolini durante un incontro in una commissione a Palazzo Medici Riccardi con il responsabile della protezione civile per la Provincia di Firenze, il dottor Masetti. Alberto Casini, delegato alla protezione civile per l’Unione, non capisce innanzitutto l’atteggiamento: “Dobbiamo collaborare e siamo sotto attacco? Già questa cosa non mi piace”. Il clima si riscalda, quando dal tavolo si fa notare che anche lo stesso PD a livello provinciale si è mosso con una interrogazione a Palazzo Medici Riccardi per avere un quadro sulla situazione di Castelfiorentino. Ed è proprio il sindaco Giovanni Occhipinti a spiegare i fatti: “Sono d’accordo con le parole di Casini, nel nostro territorio c’è stata una notevole concentrazione di acqua e abbiamo quindi avuto problemi maggiori rispetto ad altre aree. Interroghiamoci se effettivamente le cose abbiano funzionato o meno per il territorio, io dico di sì”. L’ingegner Spannocchi ricostruisce la notte di venerdì 30 e sabato 31 gennaio: “In verità non ci sono state polemiche, l’unica polemica è nata con la dichiarazione del dottor Masetti che probabilmente è scaturita da un grande equivoco. Ho passato tutta la notte in mezzo all’emergenza in Valdelsa, perché il fiume Elsa dai dati in nostro possesso faceva veramente paura. Ho ricevuto una prima telefonata dal dottor Masetti che non è riuscito a raggiungermi, in un secondo caso mi trovavo con i sommozzatori dei vigili del fuoco nel pian di Sotto a Certaldo per salvare una famiglia e avevo lasciato il cellulare in macchina. Ecco perché non è riuscito a parlarmi. La polemica nasce da un incredibile atteggiamento sicuramente in buona fede del dottor Masetti. Alle 6 del mattino sono venuto a Empoli a dare il cambio ai due uomini del personale della sala operativa che hanno svolto un lavoro eccellente. Il sindaco Occhipinti ad esempio era in costante contatto con me, alle 5.30 ci siamo sentiti perché per 30 minuti Giovanni che era stato tutta la notte impiegato nella emergenza, doveva fare una doccia. Idrovore a pieno regime e decine di contatti, abbiamo risposto a tutti”. L’attenzione si sposta poi sulla telefonata che dal centro nazionale della protezione civile è arrivata a Firenze in prefettura: “E’ arrivata una mail certificata del signor Tito Moriani che parlava di una situazione critica a Rio Piovola – spiega Massimo Scardigli della polizia municipale dell’Unione – che stava mettendo sacchi di sabbia per salvaguardare le abitazioni, in realtà abbiamo controllato personalmente la situazione e non è stata riscontrata alcuna criticità”. Interviene nuovamente il sindaco Occhipinti: “Alle 1.30 della notte ricevo una telefonata dalla direzione nazionale della Protezione Civile dove si chiede un quadro della situazione e se vi fossero emergenze inascoltate oppure difficili da raggiungere. I nostri centralini sono sempre stati accesi, con il trasferimento di chiamata in funzione per sopperire a ogni necessità. Un grazie ribadisco invece alla Prociv Arci, i cittadini non sono mai stati abbandonati. Alle 2.30 l’assessore provinciale Renzo Crescioli mi contatta telefonicamente, dalla Prefettura infatti chiedevano un quadro completo della situazione, ma ho ribadito che tutte le richieste giunte erano state accolte. Siamo di fronte invece a un vero e proprio sciacallaggio, procurato allarme e spero che dalla direzione nazionale della protezione civile si prendano quanto prima provvedimenti. Ho ricevuto telefonate dove si ipotizzava l’evacuazione della Dogana, la chiusura del ponte dell’Elsa e persino di sgombrare il paese, basta con queste chiacchiere”.

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