Primarie PD, l'opinione di Massimo Matteoli: "Sono una manna, ma che il confronto sia franco e aperto per il bene di tutti"

Massimo Matteoli (foto gonews.it)

"Per la prima volta il Pd di Empoli, di gran lunga i partito più votato della città, sceglierà il proprio candidato a Sindaco con primarie aperte a tutti i cittadini.

Non so se ai politici di lungo corso  sia chiara la portata “rivoluzionaria” di una scelta che sottrae la scelta del più quotato concorrente alla carica di primo cittadino,a scelte od accordi tutti giocati all’interno degli organi del partito.

La novità è stata, invece, immediatamente apprezzata dai cittadini empolesi che in numero (confesso inaspettato) hanno partecipato alle prime iniziative promosse dai due candidati Brenda Barnini e Filippo Torrigiani.

Particolarmente positivo, poi, il fatto che entrambi siano riusciti a mobilitare forze ed entusiasmi lontani dalla forme più tradizionali di militanza.

Si tratta di una vera e propria “manna”, ancora più preziosa in questo momento di crisi generale della partecipazione politica, che sarebbe un crimine lasciare che si disperda dopo le primarie.

Brenda e Filippo stanno ponendo agli elettori democratici ,ma in fondo a tutta la città, le questioni fondamentali dei prossimi anni, quelle in cui si deciderà se Empoli potrà mantenere  e meglio ancora aumentare il suo ruolo  (ed il benessere diffuso che ne deriva)  di città operosa ed attiva, cuore non solo geografico della Regione, oppure se la crisi – che anche da noi ha colpito duro– ne modificherà i caratteri essenziali e  ne determinerà un declino più o meno accentuato.

Le primarie aperte  non sono solo un “metodo” di scelta delle candidature, ma rappresentano l’anima e l’essenza del PD poiché attribuiscono ai singoli cittadini,nel segreto delle urne, il potere di determinare insieme alle candidature le linee politiche e programmatiche che le sorreggono.

Ma per fare questo, ad Empoli come altrove, è necessario dimostrare di avere la capacità di confrontarsi senza infingimenti ma anche senza istinti  autodistruttivi, avendo chiara la convinzione che militare nello stesso partito significa che le cose che uniscono sono più importanti di quelle che dividono.

E’ bene per tutti che il confronto avvenga, come si diceva un tempo, in maniera “franca ed aperta”, ma è altrettanto necessario che sia corretto e rispettoso senza toni da stadio e che valorizzi al massimo anche le esperienze ed i contributi che dalla società empolese stanno arrivando ad entrambi i candidati, unendo la necessaria chiarezza nel confronto alla altrettanto necessaria capacità di sintesi del meglio che sarà espresso dal confronto delle prossime settimane.

Non si tratta di un melenso appello all’ unità od al patriottismo di partito, ma di una valutazione politica che penso indubitabile.

Personalmente ritengo che questa sia la vera sfida delle primarie aperte del 9 marzo, che paradossalmente potrebbe esser più importante della stessa scelta dei candidati, e da come la comunità delle donne e degli uomini del Partito Democratico di Empoli saprà rispondere deriverà la possibilità per il Pd di essere anche nei prossimi anni la guida politica e morale della nostra città.

Nei prossimi giorni ci sarà sicuramente occasione di entrare  nel dettaglio dei singoli programmi, per ora “vinca il/la migliore”.

Massimo Matteoli, componente Assemblea Federazione PD Empolese Valdelsa

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