Vasto incendio in un'azienda cinese all'Osmannoro. Poi si è esteso ad altri due laboratori. Trovati contenitori con liquido infiammabile

L'incendio all'Osmannoro (foto Simone Gianfaldoni membro Comitato Firenze + sicura)

 

Un grosso incendio si è sviluppato nella notte in un'azienda tessile cinese ospitata in un capannone all'Osmannoro, alle porte di Firenze.

Da quanto appreso al momento non risulterebbero feriti, ma nella  notte qualcuno stava lavorando dentro allo stabile dal quale sono state viste fuggire alcune persone. Secondo i carabinieri si tratterebbe di persone che si trovavano in altri immobili vicini e che sono scappate per paura.

Le fiamme si sarebbero sviluppate intorno alle 3 e i vigili del fuoco sono tuttora al lavoro, con più squadre da Firenze, Prato, Pistoia, anche da Empoli. 

Al momento stanno bruciando tre laboratori gestiti da cinesi. L'incendio, che poi si è esteso, non è ancora stato circoscritto dai vigili del fuoco.

Il rogo potrebbe essere doloso, sarebbero stati trovati dei contenitori con tracce di liquidi infiammabili, in particolare alcol etilico.

La ditta è ospitata in un grande capannone, su due piani, in via dei Cattani. All'interno si producono valige, ma come detto le fiammo hanno attaccato anche altri due laboratori.

L'allarme è stato dato da un vigilante che si è accorto nella notte delle fiamme.

"L'edificio bruciato era di nuova costruzione e non erano presenti coperture in amianto", questo quanto comunica l'Arpat con un tweet.

La ditta  era ''occupata'' da persone che si ritiene si siano allontanate in tempo: è quanto spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze, precisando che il rogo non è divampato subito in modo violento.

Al momento non risulterebbero feriti tra i possibili occupanti dell'azienda: lievemente intossicato invece un pompiere. I vigili del fuoco sono riusciti a entrare solo intorno alle 9.30 dentro l'immobile dove le fiamme si stanno ulteriormente propagando: minacciate altre ditte ospitate nello stabile, un unico blocco con un fronte di 400 metri. Tanta la merce - valige trolley - che era stipata all'interno dell'azienda, tra l'altro strutturata con vari soppalchi, con conseguenti rischi di crollo. Numerosi i cinesi che stanno assistendo alle operazioni: tra loro anche una donna, parente dei proprietari della ditta, che è scoppiata in lacrime.

ore 12.30 CROLLO DEL TETTO

E' crollato il tetto della fabbrica. Anche le pareti danno segni di cedimento, pertanto i pompieri stanno procedendo con la massima prudenza nelle operazioni di spegnimento, iniziate anche all'interno della ditta. Il pericolo maggiore, viene spiegato, proprio per il crollo del tetto, è costituito dal solaio del piano interno: potrebbe non reggere al peso delle macerie, a quello dei materiali stipati nella ditta (valige e trolley) e al carico d'acqua gettato da circa 9 ore.

Inoltre il calore del fuoco ha indebolito le travi in cemento armato precompresso che costituiscono lo 'scheletro' su cui è edificato il grande capannone. I vigili del fuoco stanno valutando anche la tenuta strutturale di una ditta adiacente.

L'azienda colpita è una delle sette imprese cinesi ospitate in affitto in un grande capannone prefabbricato di proprietà di una società della Basilicata: un incaricato è arrivato sul posto. Secondo quanto appreso la ditta colpita faceva ottimi affari importando valige e trolley smerciati poi sul mercato italiano ed europeo: da racconti di alcuni cinesi che da stamani si accalcano in strada per seguire le operazioni di spegnimento, ogni lunedì e martedì la ditta cinese riceveva un ingente carico di valige che teneva in deposito nel capannone bruciato che riusciva a smistare sul mercato già nella stessa settimana.

ore 13:02 IL TITOLARE NON SI SPIEGA IL DOLO

Il titolare della ditta di import export di valige e trolley distrutta  non sa spiegarsi il gesto di chi ha appiccato le fiamme al capannone. Lo ha detto ai carabinieri di Firenze che lo hanno sentito stamani. L'incendio viene considerato doloso per il ritrovamento di contenitori di liquido infiammabile fatto penetrare all'interno della ditta e poi innescato per provocare il rogo.

Le indagini dei carabinieri sono già scattate con questi primi elementi. Non risulta, al momento, che il titolare di import di valige dalla Cina abbia ricevuto minacce. Dai primi accertamenti inoltre risulta che la ditta è regolare.

LE DITTE CONFINANTI EVACUATE

Anche se non sono state raggiunte direttamente dalle fiamme, le ditte-dormitorio confinanti con l'azienda cinese di valigie sono state evacuate e sono rimaste deserte fin da stamani sia a scopo preventivo, ma anche perché i cinesi che ci lavorano e ci dormono sarebbero scappati subito appena il fuoco è divampato nella ditta vicina.

Dall'esterno del capannone incendiato, frazionato per ospitare più società, si nota, dal lato verso Firenze, come è stato organizzato lo spazio: il piano terreno è un maxi-laboratorio di produzione suddiviso in isole mentre sopra c'è un piano soppalcato a sua volta diviso in piccoli locali, separati fra loro, dove i cinesi vivono nelle pause di lavoro. Visibili numerose parabole per captare il segnale tv. Anche la ditta incendiata aveva una disposizione simile: uffici e produzione al piano terreno; deposito di valigie al piano superiore.

Intanto le operazioni dei pompieri proseguono senza sosta anche perché il fuoco non è spento e riprende subito vigore, specie se alimentato dal vento.

I vigili del fuoco prevedono di iniziare le opere di bonifica in serata se saranno ripristinate adeguate condizioni di sicurezza.

Tra i numerosi curiosi che sono andati a vedere l'incendio in via de' Cattani, tra Quaracchi e Brozzi, zona di storica concentrazione orientale nel comune di Firenze, verso le 13 si è presentata una scolaresca di ragazzi e ragazze cinesi di una scuola media che si sono messi a fare filmati e foto coi telefonini. Alcuni sono figli di imprenditori cinesi e hanno mostrato di conoscere bene il tipo di attività della ditta incendiata.

 

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