Le imprese pagano fino al 300% in più per i rifiuti. Confcommercio apre uno sportello


"solleciteremo i Comuni ad individuare forme di agevolazione che aiutino le imprese a non chiudere"


A disposizione delle imprese uno sportello per verificare gli importi per lo smaltimento rifiuti. A vararlo è la Confcommercio, preoccupata dal vertiginoso aumento di tasse e imposte locali che sta gravando sulle imprese. L’obiettivo è aiutare gli imprenditori a verificare la correttezza di quanto richiesto dai Comuni, in particolare l’applicazione delle riduzioni, laddove previste, ma soprattutto l’obiettivo sarà analizzare nel corso del 2014 – dati alla mano – l’incidenza della tassazione locale, con l’introduzione della IUC (Imposta Unica Comunale), sui bilanci aziendali per sollecitare, le Amministrazioni che introdurranno particolari aumenti a “calmierare” l’esazione rivedendo i parametri applicativi.

 “Si tratta di aiutare le imprese a non chiudere”, sottolinea il direttore di Confcommercio Pistoia Tiziano Tempestini, “solo per i rifiuti, l’aumento medio dell’imposta potrà essere di molto rilevante rispetto all’anno passato, a fronte di incassi in discesa a causa della contrazione dei consumi. Di questo passo, le imprese saranno costrette a chiedere un prestito in banca per pagare i tributi. E se dovesse accadere, sarà chiaro che c’è qualcosa da rivedere nel sistema”.

“Se a livello nazionale in questo frangente è più difficile intervenire, visto che il Governo accampa la scusa della crisi per aumentare l’imposizione fiscale continuando invece a non fare tagli alle spese, a livello locale abbiamo margini di trattativa più ampi perché a nessuna Amministrazione Comunale piace che le imprese del proprio territorio scompaiano. Sarebbe una perdita di occupazione e ricchezza subito tangibile nella sua drammaticità, che mette a rischio sviluppo e perfino coesione sociale”, chiarisce il direttore di Confcommercio. “Ecco perché con i dati raccolti attraverso l’Osservatorio Tributi andremo ad incontrare i Comuni per presentare la realtà dei fatti, i rischi connessi e le possibilità di cambiare le cose rivedendo i criteri applicativi delle varie imposte o creando agevolazioni”.

Il servizio è già attivo presso le sedi Confcommercio sul territorio. Gli operatori, su appuntamento potranno verificare la propria posizione portando con sé bollette e cartelle (anche degli anni precedenti per verificare gli aumenti). I dati raccolti, Comune per Comune, ci serviranno a redigere un dossier per evidenziare le diseguaglianze e concordare con le Amministrazioni alcune soluzioni.

Confcommercio con questa iniziativa prosegue l’attività avviata nel 2013 con l’introduzione della TARES in cui ha incontrato e sollecitato le amministrazioni comunali del territorio a non applicare incrementi di tariffe per le imprese nel passaggio al nuovo tributo. L’attività ha dato buoni risultati nella maggior parte dei comuni della provincia che nel 2013 si sono allineati alle tariffe dell’anno precedente con alcune eccezioni in alcuni comuni della piana e in montagna pistoiese dove si sono verificati importanti aumenti. Comuni ai quali Confcommercio chiederà di riaprire il confronto per arrivare ad una soluzione in favore delle imprese che non possono sostenere più alcun aumento.

A tal proposito di seguito alleghiamo i dati relativi alla Toscana dell’ Ufficio Studi nazionale di Confcommercio, che ha elaborato uno studio su sei Regioni riguardo agli aumenti tariffari che potranno originare dall’introduzione della IUC, l’Imposta Unica Comunale introdotta dalla legge di stabilità, che ingloba IMU (tassa sugli immobili), TASI (imposta sui servizi indivisibili dei Comuni) e TARI (tassa sui rifiuti), per cui nel 2014 si registrerà un vero e proprio salasso per le imprese dei servizi e del terziario.

Sul fronte della Tari (la ‘vecchia’ tassa sui rifiuti Tares, che nel 2013 ha sostituito i regimi Tarsu, Tia 1 e Tia 2), dall'analisi delle maggiorazioni tariffarie effettuata su un campione di sei grandi regioni (Lombardia, Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia) emerge un incremento medio dei costi pari al 302%. Gli aumenti più salati per i negozi di ortofrutta, pescherie, fiori e piante (+627%), discoteche (+568%), ristoranti e pizzerie (+548%). Incrementi ingiustificati, derivanti essenzialmente dall'adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta. C’è poi la questione dell’imposta sugli immobili, che ha portato a livelli esorbitanti l’Imu per alberghi e capannoni commerciali.

“Una penalizzazione troppo pesante per il sistema delle imprese, già messo duramente alla prova dalla congiuntura” conclude Tempestini, “la struttura dell'attuale sistema di prelievo va rivista al più presto, per i rifiuti come per altre voci, ridefinendo con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo e distinguendo tra le diverse tipologie di utenza”.

Toscana - Incrementi derivanti dal passaggio da tassa a tariffa

Categorie economiche

Incremento %

Campeggi, distributori carburanti

120%

Alberghi con ristorante

230%

Alberghi senza ristorante

140%

Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze

110%

Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub

540%

Bar, caffè, pasticceria

320%

Mense, birrerie amburgherie

370%

Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari

250%

Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio

630%

Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli

55%

Discoteche, night club

430%

INCREMENTO MEDIO

290%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati tratti dai regolamenti tariffari comunali relativi ai capoluoghi di provincia.

Fonte: Confcommercio Pistoia

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