
"La capacità della politica di disegnare un contesto istituzionale che accompagnasse e sostenesse il modello di sviluppo, urbano ed economico, italiano è venuta negli anni progressivamente meno". Lo ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, intervenendo a un convegno a Firenze.
"Una parte della spiegazione del boom del secondo dopoguerra sta proprio nel senso di vicinanza, di prossimità, di complicità alla crescita che c'era tra imprese, cittadini e amministrazioni" ha detto spiegando che "quello straordinario vantaggio competitivo, un motore a trazione diretta tra istituzione municipale e cittadini, tra economia e società, tra modernità e innovazione, siamo riusciti a renderlo via via meno efficiente".
Le città metropolitane vanno realizzate
Le città metropolitane sono ''un'occasione che il Paese non può perdere'': questa la dichiarazione contenuta nel Manifesto delle Città Metropolitane italiane, presentato oggi a Firenze dalla Rete delle associazioni industriali metropolitane. Il ddl Delrio ''risponde parzialmente a questa esigenza'', si legge perché ''la cornice legislativa risulta per alcuni aspetti ancora inadeguata, in particolare dove prevede la possibilità di istituire ulteriori città metropolitane rispetto a quelle previste dal progetto originario''. Secondo la Rete, le città metropolitane sono di ''importanza fondamentale per le prospettive di sviluppo del sistema industriale e per la competitività del Paese nel suo complesso'', perché consentirebbero di superare ''la frammentazione dell'organizzazione territoriale e amministrativa'' all'interno delle aree metropolitane, dove ''si concentra gran parte della popolazione, del Pil, del gettito fiscale e degli investimenti pubblici e privati del Paese''.
Burocrazia nemico numero uno
"Oggi rischiamo il colpo mortale con il nemico numero uno, sempre in agguato, nel nostro Paese". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a un convegno a Firenze sulle città metropolitane. Citando Charles Dickens, Squinzi ha ricordato che "scrivendo dell'odiosa e inefficiente burocrazia inglese di metà ottocento la etichettò come l'Ufficio Circonlocuzione". "In Italia - ha aggiunto Squinzi - gli uomini dell'ufficio circonlocuzione sono sempre al lavoro e oggi alacremente all'opera sulle città metropolitane".
Siamo disorientati su Disego di legge Delrio
"Il Disegno di legge Delrio è un esempio di come un provvedimento importante, concepito come riforma di semplificazione degli apparati, stia assumendo forme che lo pongono nel solco di una tradizione legislativa che non condividiamo". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, durante un convegno a Firenze sulle città metropolitane.
"Il testo, attualmente all'esame del Senato - ha aggiunto - lascia disorientato il mondo dell'impresa, preoccupato per gli effetti che potrà avere sulle proprie attività". Il rischio, ha aggiunto, è che "un'impresa, per una stessa autorizzazione" possa "essere costretta a rivolgersi a enti diversi, con esiti diversi, a seconda del territorio in cui opera".
Trasferire le funzioni dalle Province alle Regioni costa
Il Ddl Delrio "non affronta il problema, complesso ma ineludibile, dei costi connessi al trasferimento delle funzioni provinciali alle Regioni, legati soprattutto al personale e a un'ulteriore proliferazione di enti strumentali, agenzie e società regionali". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo a un convegno, a Firenze, sulle citta' metropolitane.
"La prossimità, che ha caratterizzato il valore aggiunto del modello urbano italiano - ha concluso - non può essere soffocata in una ragnatela di enti e in uno stratificarsi sempre più denso di funzioni contese tra soggetti diversi. Le vittime sacrificali di questo processo sono sempre i cittadini e le imprese e questo il nostro Paese non se lo può più permettere".
Il sindaco di Bologna Merola: "Con le città metropolitana siamo più coesi"
"La nuova istituzione della Città Metropolitana di Bologna renderà la nostra comunità coesa e più forte". Così il sindaco della città emiliana Virginio Merola a Firenze alla Convention 'Le città Metropolitane: una riforma per il rilancio del Paese'.
"Diventeremo con gli altri comuni una città federata di un milione di abitanti - ha aggiunto - Questo nuovo assetto istituzionale porterà benefici in termini di semplificazione delle regole e riduzione dei tempi della burocrazia". Fondamentale, per il sindaco, sarà il Piano strategico metropolitano "che abbiamo messo in campo all'inizio del mandato. Una decina dei 66 progetti selezionati con il Piano strategico saranno il cuore delle politiche di innovazione della nuova istituzione. Tra questi un progetto per la semplificazione amministrativa, uno per il trasporto pubblico integrato metropolitano, ed un patto metropolitano per il lavoro e per il welfare".
Il presidente delle Province Saitta: “Il Governo ascolti l’allarme di Squinzi e modifichi il testo garantendo funzioni e autorevolezza"
“Le nostre preoccupazioni sono state pienamente confermate dal Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che oggi a Firenze ha parlato di imprese preoccupate e disorientate da una riforma che costerà in termini di spesa e che non porterà alcuna semplificazione e miglioramento della pubblica Amministrazione. Il Governo e il Senato, che in questi giorni è impegnato nell’esame del Disegno di Legge Delrio, ascoltino questo allarme e modifichino il testo, riducendo il numero delle Città metropolitane e garantendo a queste istituzioni e alle Province funzioni certe e autorevolezza. Continuare a non volere accettare le critiche costruttive che sono state rivolte a questo testo, dipingendole come risposte corporative, non aiuterà il Paese e ci porterà a fare un salto nel buio”. E’ il commento del Presidente dell’Upi Antonio Saitta alle forti critiche espresse oggi dal Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi in merito al Disegno di Legge sulle Province e le Città metropolitane.
“Se vogliamo sostenere l’economia e lo sviluppo del Paese – aggiunge Saitta – dobbiamo mettere fine a quel calvario cui costringiamo imprese e cittadini ogni volta che hanno bisogno di un servizio dalla Pubblica amministrazione, con competenze e responsabilità suddivisi tra mille uffici che si sovrappongono e creano solo inutile burocrazia. Bisogna rivedere il quadro delle funzioni, definire con chiarezza i compiti di ognuno, a partire dallo Stato, passando per Regioni, Province e Comuni. Bisogna ripensare tutto l’assetto dei governi, accorpando le Regioni, riducendo il numero delle Province, intervenendo sui Comuni polvere. E portare a termine una seria riorganizzazione dello Stato a livello centrale e periferico, tagliando gli uffici del Governo sui territori e togliendo poltrone inutili nei tanti consigli di amministrazione ai burocrati di Stato. Il Disegno di Legge del Governo, come nota Squinzi, aggiunge solo nuova confusione, spezzetta funzioni fondamentali e li assegna volta per volta a Comuni, che non sono in grado di svolgerle, e a Regioni, che non dovrebbero occuparsene e che farebbero lievitarne i costi. Il Senato – conclude Saitta - ha l’opportunità di porre rimedio a questo pasticcio, che tra l’altro deve essere ben chiaro alla Commissione Affari Costituzionali, visti i quasi 3.000 emendamenti presentati da tutte le forze politiche”.
Il presidente della commissione sulla città metropolitana Lensi: "Non sia un ente di secondo livello"
Il Presidente della Commissione speciale della Provincia di Firenze: "Se vogliamo che funzioni davvero". Oggi si è svolto in Palazzo Vecchio un importante convegno di Confindustria sulla Città metropolitana. "E'emerso, come sempre - rileva Massimo Lensi, Presidente della Commissione speciale Città metropolitana della Provincia di Firenze - il fondamentale ruolo strategico che potrebbe avere questo nuovo Ente": per lo sviluppo dell'economia del nostro Paese, ma anche come formbidabile occasione per la coesione territoriale.
Non si può non essere che "d'accordo con questa visione strategica, ma allora diamo vita veramente alla Città metropolitana non come ente di secondo livello, ma come ente eletto direttamente dai cittadini".
Il presidente della Provincia di Firenze Barducci: “Anche Squinzi si è accorto del caos provocato dalla riforma”
“Anche il mondo dell’impresa scopre oggi quello che da tempo vado ripetendo: il disegno di legge su Province e Città metropolitane predisposto dal ministro Delrio rischia di aggiungere nuovo caos invece di semplificare”, commenta così il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, le dichiarazioni espresse oggi dal Presidente di Confindustria.
“Mi auguro che il Senato ponga rimedio a questa situazione modificando il testo prima dell’approvazione. Anche Squinzi si è finalmente accorto – continua Barducci – che si sono presi in giro i cittadini: si è fatto credere loro che le Province e i loro organismi democraticamente eletti erano la fonte dei guai italiani”.
“Anche gli industriali – conclude il Presidente della Provincia – si sono resi conto che invece di risparmiare con la riforma proposta da Delrio andremo incontro ad un aumento dei costi e ad una complicazione delle procedure. Altro che semplificazione”.
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