Anziana morta in casa a Ponte a Egola: fatale un malore dopo aver subito una truffa. Caccia a due falsi operai

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I momenti successivi alla tragedia di Ponte a Egola (foto di Luca Calò per gonews.it)
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I momenti successivi alla tragedia di Ponte a Egola (foto di Luca Calò per gonews.it)

Un'anziana di 84 anni è stata trovata morta nella tarda mattinata di oggi (martedì 4 febbraio) nella sua abitazione di via del Giardino a Ponte a Egola. La vittima si chiamava Gina Bonciolini. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la donna sarebbe deceduta per cause naturali in seguito allo spavento e alla disperazione conseguenza dell'aver subito un furto da parte di due falsi addetti al controllo dell'acqua.

Intorno alle 10, 30 infatti due uomini hanno suonato al civico 25 di via del Giardino, dove la signora Bonciolini abitava al primo piano di una villetta in cui risiedono - anche se in appartamenti distinti - anche alcuni parenti. In quel momento nell'edificio c'era anche la cognata che abita invece al piano terra. I due si sono spacciati per addetti al controllo dei contatori dell'acqua e hanno detto alla signora che dovevano staccare la fornitura idrica. I malviventi sono quindi riusciti a farsi aprire e una volta in casa della signora Bonciolini avrebbero portato via oggetti preziosi e un barattolo contenente all'incirca 300 euro. Ancora non è chiaro se è stata l'anziana a consegnare monili e contanti volontariamente, oppure se i due ladri li hanno sottratti approfittando di un attimo di distrazione della signora.

Intorno alle 11 però Gina Bonciolini si è accorta di quanto accaduto ed è uscita fuori gridando dalla disperazione. A quel punto una vicina si è allarmata ed è uscita in strada, consigliandoli di chiamare subito i figli. Anche la cognata è scesa allarmata dalle urla della donna.

Secondo quanto l'anziana avrebbe riferito alla cognata prima di sentirsi male, i due malviventi avrebbero agito a volto scoperto e indossando tute da operai, non avrebbe invece fornito alcuna indicazione utile sulla loro inflessione dialettale.

Poco dopo, proprio mentre stava cercando di avvertire i figli per telefono, Gina Bonciolini si è sentita male. Immediata la chiamata al 118 ma una volta sul posto gli operatori sanitari hanno tentato inutilmente di rianimare la donna che praticamente era già morta.

Sul posto, dopo il trasferimento della salma all'ospedale di Pisa per l'autopsia, il nucleo scientifico dei carabinieri per i rilievi del caso insieme ai militari dell'Arma appartenenti alla compagnia di San Miniato.

I carabinieri del nucleo investigativo da Firenze hanno effettuato rilievi tecnico-scientifici alla ricerca di impronte che potranno essere utili nelle indagini, soprattutto se ad agire fossero stati pregiudicati. I carabinieri sanminiatesi guidati dal capitano Antonio Trombetta si sono invece concentrati sulla raccolta delle testimonianze per capire se qualcuno tra i vicini di casa della vittima possa avere visto qualcosa e possa fornire informazioni utili.

In tutta la zona è scattata la caccia ai finti operai: i vicini hanno raccontato di episodi simili di tentativi di raggiri compiuti anche nei giorni precedenti nelle abitazioni della zona, anche se ai carabinieri non sono state formalizzate denunce.

Secondo le testimonianze dei vicini, i due ladri/truffatori sono fuggiti a bordo di una macchina nera di dimensioni non eccessive. Altri però sostengono di aver visto un furgone. I carabinieri hanno disposto posti di blocco in tutta la zona.

Non è escluso che i due responsabili del furto, una volta identificati, possano essere accusati di un reato assai più grave del furto: potrebbero infatti essere chiamati a rispondere di avere provocato la morte in conseguenza di altro delitto, ovvero un reato, regolato dall'articolo 586 del codice penale, che si determina quando qualcuno, commettendo un altro reato, cagiona, pur senza volerlo, la morte della vittima del reato stesso. Queste però sono, al momento, ipotesi che saranno valutate solo in un secondo momento e soprattutto quando ci sarà il responso dell'autopsia.

 

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