
Il presidente Paolo Marini e i componenti della commissione Emergenza occupazionale “esprimono la loro piena solidarietà ai lavoratori della Seves e ritengono fondamentale, oltreché doveroso, essere al loro fianco” per sostenere le ragioni del presidio permanente che avrà inizio domani, giovedì 30 gennaio, per scongiurare il rischio della chiusura. È questa la posizione espressa dalla commissione non appena ha appreso la notizia delle cento lettere di licenziamento recapitate ai lavoratori della Seves. L’organismo guidato da Marini ha ribadito anche “la necessità di riaprire un confronto tra la proprietà, la Rsu e le organizzazioni sindacali al fine di trovare una soluzione in tempi rapidi ed eventuali compratori interessati a rilevare l’azienda”. La Seves produce mattoni e isolatori in vetro cemento e ceramica di alta qualità ed ha al suo interno lavoratori di alta competenza professionale. “Se si procedesse con i licenziamenti”, fa notare ancora la commissione, “si disperderebbe un grande patrimonio di competenze e si avrebbero pesanti ricadute sul piano occupazionale”.
Il presidente Marini ha inoltre dichiarato che “è necessario attivare tutte le strategie per impedire il licenziamento dei 100 lavoratori che porterebbe di fatto alla chiusura dello stabilimento, anche alla luce del fatto che gli ammortizzatori sociali sono garantiti fino a giugno 2014, dando quindi tutto il tempo per trovare soluzioni alternative alla chiusura”.
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