Non solo farmaci per la cura del bambino allergico: se n'è parlato in un congresso. Protagonista il primario della pediatria di Empoli Bernardini

Roberto Bernardini, direttore unità operativa complessa pediatria Asl 11 Empoli (foto gonews.it)

Non solo farmaci, ma anche immunoterapia specifica per la cura del bambino allergico. Questo uno dei temi al centro del congresso 'Highlights e interattività in pediatria' in corso a Firenze. L'immunoterapia specifica, che funziona come una sorta di 'vaccino' per l'allergia, produce una immuno-tolleranza specifica verso l'allergene, ad esempio dell'acaro o dei pollini, e si associa a una riduzione dei sintomi dovuti all'allergene stesso.

"L'allergy immunotherapy&rdquo (Ait) - spiega Roberto Bernardini, presidente della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip) e direttore dell'uoc di pediatria all'ospedale di Empoli - si è rivelata una terapia efficace e sicura da prescrivere in caso di allergia grave al veleno d'imenotteri (ad esempio da puntura d'ape); in caso di rinite allergica (ad esempio agli acari della polvere e ai pollini) con associato o meno asma bronchiale allergico; in caso di asma bronchiale allergico". Secondo quanto emerso dagli studi presentati in occasione del congresso, l'immunoterapia specifica previene sia la comparsa di asma bronchiale in soggetti affetti da rinite allergica alle graminacee, sia la comparsa di nuove sensibilizzazioni. Altro effetto è la durata nel tempo. L'immunoterapia specifica produce un beneficio sui sintomi per molti anni dopo la sua sospensione (da 3 a 5), mentre i farmaci (antistaminici, cortisonici, antileucotrienici, broncodilatatori) funzionano solo fino a quando si somministrano. Generalmente l'immunoterapia specifica viene effettuata per via sottocutanea. Da alcuni anni sono disponibili compresse oro-dispersibili (le cosiddette tablet) che si sciolgono in pochi secondi, oppure compresse che si sciolgono in un minuto circa una volta messe sotto la lingua, composte da allergeni di graminacee, e utilizzate in caso di oculo-rinite allergica ai pollini di graminacee. "Tali compresse, che hanno ottenuto da parte dell'Agenzia italiana del farmaco l'autorizzazione all'immissione in commercio e quindi sono equiparate a farmaci - spiega Bernardini -, appaiono essere anche più efficaci dei farmaci sintomatici (ad esempio antistaminici, cortisonici) nella terapia delle fasi acute della rinite allergica alle graminacee".

I vaccini sono l'arma contro le malattie del bambino

I vaccini come arma principale per la prevenzione delle malattie del bambino. E' quanto emerso nel corso del congresso 'Highlights e interattività in pediatria' in corso a Firenze.

"Le vaccinazioni nel primo anno di vita - dice Gian Vincenzo Zuccotti, direttore del dipartimento materno infantile e clinica pediatrica dell'Università di Milano - sono fondamentali per proteggere il lattante e per porre le basi per la sua salute futura. Negli ultimi anni l'introduzione di nuovi vaccini efficaci e ben tollerati contro malattie anche mortali ha permesso di espandere le opportunità preventive, tuttavia i tassi di copertura soprattutto per i vaccini di più recente introduzione non sono del tutto soddisfacenti". Secondo quanto annunciato nel corso del congresso, a breve saranno disponibili due nuovi vaccini: uno contro il meningococco B, il patogeno più frequentemente responsabile di meningiti e sepsi, e un nuovo vaccino esavalente. "In questo scenario - continua Zuccotti - il pediatra è sempre di più chiamato a farsi promotore della cultura vaccinale".

Le vaccinazioni hanno effetti positivi anche in caso di malattie croniche. "La miglior garanzia per il bambino con patologia cronica di non dover subire un'infezione pericolosa per la vita o per le conseguenze sulla sua salute - sottolinea Giorgio Conforti, pediatra di famiglia della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) - è da un lato quella di avere già un 'pedigree vaccinale' completo prima ancora di avere la diagnosi della malattia e, dall'altro, se per le condizioni di base non può essere vaccinato, non essere contagiato da altri, specie per la mancata protezione dei compagni di asilo o scuola. In questo, la vaccinazione acquista anche aspetti solidaristici da non sottovalutare".

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