In 500 in Comune per dire no al progetto di Colorobbia. Tensione alla commissione pubblica. L'azienda: "Se c'è questo clima possiamo ritirare tutto"

Un momento della commissione consiliare congiunta a Montelupo Fiorentino (foto gonews.it)
Un momento della commissione consiliare congiunta a Montelupo Fiorentino (foto gonews.it)


E’ stata una seduta infuocata quella di stasera, giovedì 9 gennaio, a Montelupo Fiorentino. Nella sala del consiglio comunale si sono infatti riunite le commissioni consiliari “Assetto del territorio e ambiente” presieduta da Marco Pucci e  ”Lavoro, sviluppo economico e formazione professionale”, presieduta da Federico Pavese.

Il tema dell’incontro era quello di informare i cittadini sul progetto di trattamento SOA (Sottoprodotti di Origine Animale) da parte di Colorobbia S.p.a ) che già nei giorni scorsi aveva sollevato dubbi e polemiche da parte di alcuni partiti e associazioni. L’impianto dovrebbe trattare scarti di origine animale e ortofrutticoli e trasformarli in farine per fertilizzanti.

All’incontro hanno preso parte circa 500 cittadini, molti dei quali costretti a rimanere fuori per la ristrettezza degli spazi.

Il sindaco Rossana Mori e l’architetto comunale Riccardo Manetti hanno spiegato la procedura del progetto. “Il Comune – hanno detto – in questa fase può solo autorizzare o meno la Colorobbia ad effettuare una Via, ovvero una valutazione sull’impatto ambientale. Sarà poi compito dell’Unione dei comuni e della conferenza dei servizi (alla quale partecipano anche Arpat e Asl, oltre al Comune di Empoli) valutare se dare il via definitivo al progetto”.

Intanto è stata prorogata la scadenza per le osservazioni, i cittadini potranno infatti presentarle presso l’Unione dei Comuni entro il 15 febbraio.

L’impianto dovrebbe essere realizzato nell’area industriale Pratell, all’interno di un capannone già esistente.

A niente sono valsi i tentativi degli ingegneri della Colorobbia di tranquillizzare i cittadini riguardo al progetto, la polemica si è infatti protratta a lungo.

“Ci teniamo a specificare – ha detto l’ingegner Simone Bonari – che non si tratta di un inceneritore dal momento che i materiali che trattiamo non possono essere considerati rifiuti. L’impianto produrrà energia ed è considerato virtuoso dal punto di vista ambientale”.

Moltissime le perplessità espresse dai cittadini, che hanno a più riprese interrotto gli interventi in corso. A rappresentanza del gruppo Colorobbia era presente Olivia Bitossi, general manager: “Siamo venuti a presentare un progetto e a condividere questa idea con la cittadinanza, non si tratta certo di un’imposizione”.

Molti dei presenti l’hanno però vissuta così e hanno espresso fortemente le proprie opinioni. Molti interventi hanno riguardato gli odori che potrebbero provenire dall’impianto di trattamento dei sottoprodotti, oltre che ai fumi e all’inquinamento dell’aria. “Dai dati – ha esclamato uno dei cittadini intervenuti – risulta che l’impianto produrrà lo stesso quantitativo di inquinamento dell’aria di tutto il traffico veicolare del 2013 a Montelupo”.

Per quanto riguarda la soglia di odori che sarebbero rilevati dalla popolazione è stata individuato un valore molto inferiore al livello soglia.

“Non ci crediamo – ha esclamato un altro cittadino – non possiamo avere nessuna garanzia reale su questo impianto. Oltre tutto il beneficio per noi cittadini è praticamente nullo”.

Diversi gli interventi dei cittadini venuti ad abitare a Montelupo Fiorentino e “scappati” da zone con una situazione ambientale certamente diversa come Case Passerini, San Romano o la Piana Fiorentina. “Io sono venuto ad abitare a Montelupo perché mi sembrava il luogo ideale per costruire la mia famiglia, vista la qualità della vita e ambientale dell’area. Non vorrei a questo punto cambiare opinione”.

La discussione è andata avanti per circa tre ore e ha portato Olivia Bitossi,  ad esclamare che il progetto, se così osteggiato, potrebbe essere ritirato già in questa fase iniziale.

 

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