Disturbi specifici di apprendimento, FdI: "La Regione contrasta la legge nazionale"

Giovanni Donzelli, Fratelli D'Italia

"Il parziale recepimento della normativa arreca un grave danno alle famiglie dei bambini e dei ragazzi in età scolare"


“Il parziale recepimento da parte della Regione Toscana della normativa nazionale in materia dei disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico arreca un grave danno alle famiglie dei bambini e dei ragazzi in età scolare costretti ad attendere che i servizi sanitari pubblici smaltiscano le lunghe liste d’attesa senza la possibilità di mantenere o avvalersi di aiuti professionali privati. Una palese violazione dell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività e garantisce che nessuno possa essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

Lo affermano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli che, al riguardo, rendono noto di aver presentato un’interrogazione ed una mozione in cui si chiede alla Regione “perché abbia recepito solo in parte la legge nazionale non contemplando l’iter di accreditamento per gli specialisti” ed “in che modo intenda intervenire affinché si individuino nuove strategie e procedure realistiche per l’accreditamento di strutture ambulatoriali per la diagnosi di DSA, dopo un’attenta analisi della situazione creatasi in questo anno di applicazione sperimentale del decreto così come accaduto in altre regioni quali Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto”.

“La Legge nazionale n. 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” osservano i consiglieri “recita che la diagnosi dei DSA e’ effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed e’ comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate”.

“Ora” sottolineano ancora i consiglieri “la Regione Toscana, con la delibera n. 1159 del 17/12/2012, ha recepito solo in parte la legge nazionale in quanto non contempla l’iter di accreditamento per gli specialisti, prevedendo unicamente l’applicazione delle modalità di accreditamento delle strutture private già in vigore. Dunque, non solo non si è minimamente tenuto conto delle specificità della diagnosi di DSA ma anche del fatto che molta parte del lavoro nelle unità di psicologia dell’infanzia venga svolto da tirocinanti cosicché il professionista specialista psicologo privato viene fortemente penalizzato e discriminato anche in termini di competenze richieste, poiché all’interno del Servizio pubblico operano professionisti che molto spesso non hanno una comprovata esperienza formativa e professionale in materia di DSA”.

“Inoltre” proseguono Donzelli, Marcheschi e Staccioli “non sono stati definiti i requisiti inerenti alla formazione sui DSA per i professionisti che operano all’interno di strutture private accreditate e del SSN: la difficoltà di adeguamento alle richieste tecniche ha portato all’accreditamento di poche strutture private in tutta la Toscana, mantenendo invariato il monopolio del Servizio pubblico. Quest’ultimo, in caso di pregressa valutazione effettuata da uno specialista privato, prevede una rivalutazione dopo almeno sei mesi, rallentando notevolmente il percorso di certificazione e presa in carico da parte della scuola, con ricadute rilevanti sul processo di crescita di numerosi bambini in difficoltà”.

“Affinchè ci sia una reale collaborazione tra Servizio sanitario e psicologi privati è imprescindibile un rapido intervento di adeguamento normativo da parte della Regione” concludono i consiglieri. “I bambini ed i ragazzi afflitti da DSA incontrano già molte difficoltà a scuola e vanno aiutati in maniera corretta”.

 

Fonte: Ufficio Stampa

Notizie correlate



Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro

torna a inizio pagina