
Lavoro. Il Consiglio provinciale di Firenze ha approvato una risoluzione della maggioranza Pd-Progetto Toscana-Idv e Sel, con l'accoglimento di un emendamento del consigliere radicale Massimo Lensi. Mentre si esprime preoccupazione per l'insufficiente rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e degli altri strumenti idonei al mantenimento di livelli occupazionali, il Consiglio auspica che questi possano essere sufficientemente rifinanziati nei tempi più rapidi possibili e valuta necessaria una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali a partire dagli elementi di criticità rilevati soprattutto negli ultimi anni.
Pertanto è opportuno ripensare le politiche dell’accesso, di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro, con un potenziamento e miglioramento del sistema dei centri per l’impiego ed un rafforzamento delle politiche pubbliche del lavoro;
procedere ad una semplificazione normativa che tenga conto delle tutele e dei diritti;
riformare ed estendere il sistema di sostegno al reddito; riprogrammare la formazione in modo che sia legata a settori ritenuti prioritari (anche a li vello territoriale) al fine di accrescere il grado di competitività, sviluppo e innovazione del sistema paese e di consentire un effettivo reinserimento lavorativo e un abbassamento del carico fiscale per il sistema delle imprese.
Il Consiglio considera anche che nelle condizioni normative e finanziarie date, le azioni messe in campo dall'Amministrazione provinciale di Firenze siano state appropriate ed efficaci e assolutamente rispondenti all'attuazione degli obiettivi strategici fissati con il Patto per lo Sviluppo.
Sul documento si sono astenuti Udc, Forza Italia e Lega Nord. Contraria Rifondazione comunista.
Respinta invece una risoluzione di Forza Italia, Lega Nord, Udc, Pdl e Salvatore Barillari del Gruppo Misto, in origine pensata come una serie di emendamenti al documento della maggioranza, alcuni dei quali erano stati effettivamente inseriti nella risoluzione approvata.
I dati illustrati nel Consiglio provinciale di Firenze dedicato oggi esclusivamente alle questioni occupazioni
Ci sono molti modi per raccontare la crisi economica nel territorio fiorentino. Ma il più efficace, perché il più vero, è quello che ha trovato Alessandro Martini, che lavorava alla Colacem, e che ha fatto eco a quanto detto in apertura del Consiglio provinciale straordinario sul lavoro dal Presidente dell'Assemblea Piero Giunti: "Dietro i numeri ci sono le persone". "Devo comprare il latte, pagare il mutuo, pagare le bollette - ha detto Martini - Ma quando finiscono gli ammortizzatori sociali dove vado? E dove vanno quelli che lavoravano come me? Vi chiediamo di metterci in condizione di trovare un lavoro. Davvero non si può fare nulla? Il problema è poter fare studiare i figli ed essere in grado di mandarli all'università". Anche Garofalo, per la Shelbox, ha lanciato un appello: "Il lavoro è davvero fonte di sopravvivenza. Abbiamo 60 giorni di tempo per trovare soluzioni. Abbiamo bisogno di un imprenditore".
Il Presidente della Provincia Andrea Barducci da una parte ha rilevato che è vero che c'è una crisi di sistema da affrontare con politiche nazionali ancora debole, ma "c'è anche il problema di un'imprenditoria che non ha voluto essere all'altezza di sfide difficili. Tante situazioni di crisi si sarebbero potute evitare". Con la pericolosa retorica dell'elasticità, "si è precarizzato non solo il lavoro ma la vita di milioni di persone, finendo per fare male soprattutto ai giovani e al loro futuro". "Abbiamo una grande risorsa sul territorio che sono i beni culturali - ha continuato Barducci - Vi sono settori che possono produrre lavoro, anche sotto il profilo di servizi pubblici purché non creino nuovi precari all'infinito. A Firenze ci vuole una solida base industriale insieme all'offerta turistica e culturale, risorse che possono generare nuovi spazi occupazionali".
Alessandra Fiorentini, Vice Presidente della Commissione Lavoro della Provincia, ha illustrato al Consiglio alcuni dati che fotografano la situazione del territorio.
L'ammontare di ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps nel periodo gennaio-ottobre 2013 nella provincia di Firenze ammonta complessivamente ad oltre 12,5 milioni, con un incremento di oltre 2,1 milioni, pari al 20,3 per cento rispetto al 2012.
La crescita di questo ammortizzatore sociale non è tuttavia uniforme. Infatti diminuiscono le ore della cassa in deroga (-797 mila) e aumentano quelle della ordinaria (+ 560 mila), ma la maggior differenza si registra per la cassa integrazione straordinaria, con un notevole incremento (+2,3 milioni).
Circa le crisi aziendali "rileviamo che nella nostra provincia, nel periodo gennaio - settembre 2013, presenta una condizione di crisi per 222 aziende, per un totale di circa 1.747 unità espulse dal mondo del lavoro".
Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si registrano +43 imprese (+24%) ed un incremento di 491 lavoratori espulsi (+39,2%), indicatori che evidenziano l’aggravarsi della crisi economica per le imprese del territorio.
Nei primi sei mesi del 2013 i rapporti di lavoro comunicati dalle imprese della Provincia di Firenze (con l’esclusione del Circondario Empolese Valdelsa) sono stati 91.971.
La rilevazione mette in risalto un trend negativo: i rapporti di lavoro diminuiscono con una percentuale del 7,89 %.
Per ciò che concerne le tipologie contrattuali, quelle maggiormente utilizzate sono contratti a termine 60.697(66,0%), tempo indeterminato 16.385 (17,8%), collaborazioni a progetto o lavoro occasionale 10.811 (11,8%) e apprendistato 2.629 (2,9%).
Inoltre, se ci concentriamo sui rapporti a termine, è possibile osservare come tra quelli avviati nei primi sei mesi del 2013 il 46,7% abbia una durata inferiore ai sette giorni.
Confrontando poi le dinamiche della durata dei contratti a termini del primo semestre 2013 con lo stesso periodo del 2012, risulta che i rapporti di lavoro sono stati maggiori in termini percentuali per una durata fino a 30 giorni ed inferiori per contratti più lunghi.
Infine, analizzando la tipologia di orario nei primi sei mesi del periodo 2012-13, notiamo che il tempo pieno si riduce da 65,4% a 62,8%, mentre i contratti a tempo parziale aumentano raggiungendo nel 2013 il valore del 37,2% rispetto al 34,6% del primo semestre del 2012.
Ulteriori dati sono portati all'attenzione del Consiglio provinciale da Francesca Giovani (dirigente del Servizio Lavoro della Regione Toscana) e da Sandra Breschi (dirigente del Servizio Lavoro e Formazione della Provincia di Firenze).
LAVORO, FRANCHI (FORZA ITALIA): "UN'ALTRA OCCASIONE PERSA IN CONSIGLIO PROVINCIALE FIRENZE"
Il Consiglio provinciale di oggi sul lavoro, secondo Erica Franchi, capogruppo di Forza Italia in Palazzo Medici Riccardi, "ha purtroppo perso un'occasione importante: tentare di dare qualche risposta concreta, più deideologizzata possibile, per arginare la grave crisi economica ed occupazionale in cui versano i nostri territori. Invece di partire dalle proposte del Pd contenute nel Job Act e dalle istanze sempre sostenute da Forza Italia per definire pochi punti condivisi sui quali impegnarci tutti in questo breve scorcio di consigliatura, si è assistito al solito elenco delle crisi aziendali, alle solite responsabilità addossate sulle spalle degli imprenditori ed a una difesa di ufficio dei Centri per l'Impiego, i quali, come è noto a tutti, non hanno mai offerto reali opportunità di lavoro ad alcuno".
LAVORO, CATERINA CONTI (PD): "METTERE FINE ALLA PARCELIZZAZIONE DEI CONTRATTI"
All'origine della crisi occupazionale c'è sì una lunga congiuntura strutturale, ma va registrato anche che a tanti livelli "è sparita la classe dirigente politica di questo Paese". Nell'illustrare la risoluzione della maggioranza Pd-Progetto Toscana-Idv, Sel, la consigliera del Pd Caterina Conti ha spiegato che il futuro si prepara con le rifome, a partire da quella del mercato del lavoro che ha portato a una parcelizzazione dei contratti: "C'è chi ha pensato che tutto questo potesse avvenire con la riduzione dei diritti delle persone e dei lavoratori. Invece si deve ripensare il welfare a partire da qui". Quanto alle proposte che girano "sono bozze e non sono norme".
Circa gli spazi di investimenti pubblici c'è un problema che si chiama patto di stabilità. Le Province e i Comuni hanno soldi in cassa che non possono spendere, ma proprio lì c'è un margine per dare un po' di respiro all'economia. "Meno male che Renzi e il Pd hanno predisposto il Job Act - ha sottolineato Conti - altrimenti Rifondazione comunista non avrebbe avuto argomenti per parlare".
JOB ACT, PER RIFONDAZIONE "UNA RICETTA CHE PERPETUA LE CAUSE DI CRISI"
"La Firenze del lavoro è in ginocchio", dicono i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi intervenendo al dibattito in Consiglio dedicato alle questioni occupazionali. "C'è forte precarietà - spiega Calò - La disoccupazione è al galoppo e si verificano continui e ripetuti attacchi ai salari e ai redditi. Cresce attorno a noi l'indigenza e la povertà".
Occorre perciò "invertire la rotta ridando dignità e peso al lavoro e agli stipedni. Solo così potremo intraprendere la strada per l'uscita da una crisi che strozza i consumi attorno alla sovrapproduzione".
A poco servono, secondo gli esponenti di Rifondazione, "i vuoti slogan o le ricette come il Job Act che si presentano come continuazione delle cause che hanno generato la crisi stessa.
Ferma contrarietà, dunque, da parte nostra alle ricette neoliberiste del Pd di Renzi e dell'attuale Governo".
LAVORO. CIAMPOLINI (FORZA ITALIA): "LOGICHE DI BOTTEGA IN CONSIGLIO PROVINCIALE"
Lavoro. Il tema trattato dal Consiglio provinciale di Firenze è impegnativo, spiega il consigliere provinciale di Forza Italia Filippo Ciampolini. I dati diffusi, sugli incontri avuti dalla Commissione Lavoro, relativi alle crisi che attraversano il nostro territorio sono impietosi.
"Mi chiedo - spiega Ciampolini - potevano come Provincia fare di più e meglio? Sì potevamo fare di più e meglio e faccio un unico esempio, che mi è caro perché per ben tre volte ho chiesto, senza esito che si affrontasse la vicenda della liquidazione del Consorzio Etruria. Ritengo una grave mancanza non aver trovato, nonostante le reiterate richieste, lo spazio per affrontare il tema di una cooperativa che ha dato molto al nostro territorio, ma che ha ricevuto tantissimo dalle nostre Amministrazioni e non solo da quelle più vicine geograficamente. Ricordo infatti che il consiglio provinciale di Grosseto si è riunito in seduta straordinaria a Scarlino, luogo strategico per il consorzio Etruria".
Il contributo "che abbiamo dato - continua Ciampolini - è quello di partire dal documento elaborato dalla Commissione Lavoro" per indirizzare i a lavori del Consiglio in questo scorcio di legislatura".
Gli emendamenti proposti da Forza Italia partono dall'integrazione del documento elaborato in Commissione Lavoro con riferimenti non solo ai lavoratori e ai dipendenti, ma anche ai commercianti, agli artigiani, alle piccole e medie imprese che purtroppo non hanno accesso a strumenti di salvaguardia come invece accade per le grandi imprese.
Fa piacere che rispetto al testo elaborato in commissione "molti e significativi emendamenti siano stati accolti nella risoluzione presentata dalla maggioranza. Nel nostro documento, tuttavia, abbiamo evitato l'autoreferenzialità dell'Amministrazione provinciale raccomandando di non accontentarsi e di essere più incisivi per il futuro, consapevoli che comunque, anche questo non sarà mai abbastanza".
Forza Italia si è astenuta sul documento della maggioranza, mentre la maggioranza ha votato contro il documento di Forza Italia: "Mi pare un gesto di arroganza, vista la genesi del documento base a cui avevamo lavorato insieme in Commissione. E' stata un'occasione persa. Potevano prevalere gli spunti comuni anziché le logiche di bottega".
ISI ELECTROLUX, BALDINI (UDC): "SCELTE POLITICHE COMPIUTE GRIDANO VENDETTA"
I dati presentati in Consiglio provinciale sul lavoro dimostrano, secondo il consigliere Udc Samuele Baldini, tutta la pesantezza della crisi: "Abbiamo però perso un'occasione per far diventare questo consiglio straordinario in un vero consiglio sul lavoro dove oltre alle rappresentanze sindacali e i lavoratori potessero trovare voce anche le categorie". Il Presidente Barducci ha detto che talvolta gli imprenditori non sono stati all'altezza. Forse è' vero "ma altrettanto non all'altezza è stata la politica quando ha scelto o tentato di scegliere gli imprenditori (come nel caso che grida ancora vendetta della Isi Elettrolux), quando nel pieno dibattito della semplificazione ha permesso il rinnovo dei consorzi di bonifica o quando ha introdotto il concetto di un sistema Slow Tuscany". Non sono i provvedimenti che creano posti di lavoro "ma la politica ha il dovere di dare strumenti e non complicare la vita a chi fa impresa schiacciato tra tasse e burocrazia. Infine, il sindacato: è impensabile che il sindacato, di fronte a questi dati, non pensi neanche a mettere in discussione la sua gloriosa storia o le sue, ormai in gran parte superate, prassi e posizioni".
LAVORO, SEL: "SCARSA LUNGIMIRANZA DI IMPRENDITORI E ISTITUZIONI"
Consiglio provinciale tematico sul lavoro. "Dobbiamo riflettere - commenta il capogruppo di Sel Riccardo Lazzerini - sul fatto che il lavoro delle commissioni è passato in pochi anni in una vera camera caritatis, dove la politica ha impattato sulla mancata lungimiranza di imprenditori e istituzioni che a tempo debito non sono intervenuti con le dovute progettualità". Lazzerini porta due esempi: la crisi del cotto "che soltanto oggi vede un tentativo di ricomposizione territoriale del settore, e il Maggio musicale fiorentino che, comunque vada, è depauperato di molte professionalità non riproducibili".
LAVORO, MASSAI (PDL): "LA FORMAZIONE? UN FALLIMENTO"
Il Consiglio provinciale sul lavoro ha sancito, secondo il consigliere del Pdl Piergiuseppe Massai, "il fallimento della formazione professionale in provincia di Firenze e in Toscana così come la formazione è stata concepita dalla Sinistra. I dati sui disoccupati che hanno ritrovato un posto di lavoro a seguito della formazione sono completamente deludenti e tradiscono le aspettative di chi non ha alternativa se non quella di vedere confermati gli ammortizzatori sociali, dunque precarietà e assistenzialismo".
FIRENZE, CORDONE (LEGA NORD): "ASSUMERE 200 GIOVANI COME GUARDIANI DELLA CITTA'"
Marco Cordone (capogruppo in Provincia della Lega Nord): "Firenze da città profumata degli inglesi a latrina a cielo aperto. Alla luce dell'identificazione da parte della Polizia del giovane ritenuto responsabile di atti osceni sul sagrato del Duomo di Firenze durante la notte di Capodanno, sono più che mai convinto che contro queste vergogne il Comune di Firenze debba assumere dal 1° dicembre al 15 gennaio di ogni anno, duecento giovani (cento donne e cento uomini), appositamente formati come 'Guardiani della Città' , per garantire maggiore vigilanza nel centro storico.... Credo che il problema non sia criminalizzare in sè il ragazzo che ha compiuto questa grossa sciocchezza a capodanno, ma parlarci e convincerlo dell'assurdità di quel gesto. Credo più in generale che un vero rilancio occupazionale rivolto anche ai giovani eviterebbe a tanti di loro la dissipazione di tempo e risorse”. Il Consiglio provinciale tematico sul lavoro che "più appropriatamente chiamerei sulle vertenze aziendali, si svolge in un momento drammatico per il Paese, in cui ci sono 159 vertenze aperte al Ministero dello Sviluppo Economico e 120.000 posti di lavoro a rischio. Ci vuole un serio e concreto rilancio occupazionale rivolto anche ai giovani che eviterebbe a tanti di loro la dissipazione di tempo e risorse ed a tutti quei lavoratori, della fascia tra i 45 e i 55 anni circa che, perso purtroppo il lavoro, sono troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi, secondo la mentalità corrente, per reinserirsi nel mercato del lavoro. Gli Enti locali dovrebbero avere più risorse per svolgere un adeguato ruolo in tal senso".
La relazione di Sandra Breschi
Nei primi undici mesi del 2013 la crisi ha continuato ad abbattersi pesantemente sulle aziende e sui lavoratori della Provincia di Firenze; infatti si registra un forte incremento degli ammortizzatori sociali accompagnato dalla richiesta dello stato di crisi, due dati che evidenziano la drammaticità del momento.
Il presente rapporto analizzerà i dati che provengono dal Sito INPS ( cassa integrazione) e dichiarazione dello stato di crisi (comunicazioni pervenute alla Provincia di Firenze).
I dati estrapolati dal sito dell’INPS rilevano che nel periodo gennaio-novembre 2013 le ore di Cassa integrazione risultano essere 14,7 milioni di ore con incremento rispetto allo stesso periodo del 2012 di oltre 2,6 milioni (+22,2%), analizzando il dato per tipologia notiamo come la Cassa integrazione straordinaria sia di poco superiore al 51%del totale , mentre quella in deroga si attesti al 29 % e quella ordinaria rappresenti il rimanente 19%. Comparando i dati con l’anno precedente notiamo una dinamica non omogenea, infatti mentre la deroga registra una leggera diminuzione -47 mila ore (-1,1%), le altre due tipologie annoverano forti incrementi: ordinaria + 528 mila ore (23,3%) e straordinaria + 2.183 mila ore (+40,3%), evidenziando come la crisi abbia attraversato in maniera trasversale le aziende del territorio con un impatto differente rispetto alle imprese ed ai settori infatti sono quelle di dimensioni più grandi ad avere le difficoltà maggiori.
Per ciò che riguarda i settori dell’industria e dell’edilizia sono quelli che hanno fatto il maggior ricorso agli ammortizzatori sociali rispettivamente con : 8,5 milioni di ore (58%) e 2,4 milioni di ore (17%).
Le classi di attività che hanno utilizzato la Cassa integrazione sono: meccaniche 3,411 milioni di ore, industria edile +1,8 milioni di ore e Lavorazione minerali non metalliferi 1,6 milioni di ore.
Prendendo in esame la dinamiche della Cassa integrazione per i primi undici mesi del 2013 appare evidente come solo in tre mesi il saldo del 2013 sull’anno precedente registri una contrazione di ore (febbraio-58 mila, maggio-369mila e giugno-569 mila), mentre nel periodo agosto-novembre la crisi sviluppa gli effetti negativi con oltre 2,7 milioni di ore.
Rispetto alle dinamiche dalla Cassa integrazione nella Regione Toscana notiamo un peso maggiore della Provincia che passa nel periodo preso in esame dal 24,37% del 2012 al 28,16% del 2013.
La prima azione per la formalizzazione delle crisi aziendali è rappresentata dall’apertura di una procedura aziendale tramite una comunicazione preventiva, rivolta alle rappresentanze sindacali, all’INPS e alla Commissione provinciale del lavoro competente, contenente i motivi che determinano la situazione di difficoltà, nonché il numero, la collocazione aziendale ed i profili professionali del personale che presumibilmente verrà investito dalla crisi
Nella provincia di Firenze nei primi undici mesi del 2013 (compreso il circondario Empolese e Valdelsa), 272 aziende hanno segnalato una condizione di difficoltà, per un totale di circa 2088 unità espulse dal lavoro; con un incremento rispetto allo stesso periodo del 2012 di : 38unità produttive (+16,23%) e ben 576 lavoratori effettivi (+38,09%):
I Centri più colpiti sono stati Firenze (120 aziende in difficoltà), Sesto Fiorentino (67 aziende in difficoltà) ed il Circondario Empolese Valdelsa (32 unità produttive stato di crisi)
I settori dove si registrano le maggiori difficoltà sono quelli del Commercio (43)
costruzioni‐edilizia e impiantistica (38) e meccanica(30).
Per ciò che riguarda le cause che determinano il licenziamento dei lavoratori sono indicate come: riduzione del personale (1048) e cessazione attività (826)
Considerando il valore medio delle ore lavorate nei primi undici mesi (1622 ore) è come se 7427 lavoratori non avessero mai lavorato ai quali devono essere aggiunti i 2.088 lavoratori licenziati al termine della procedura dello stato di crisi aziendali, per un totale di 9515 lavoratori, evidenziando una riduzione nel reddito delle famiglie e del loro potere di acquisto
La relazione di Alessandra Fiorentini
La Quarta Commissione consiliare ha sollecitato la convocazione di questo consiglio straordinario sul lavoro in seguito alla portata straordinaria della crisi economica che non accenna ad attenuarsi e che, anche nel 2013, ha smentito tutte le previsioni di inversione di tendenza mantenendo un trend negativo dell’economia e di tutti gli indici legati al mercato del lavoro (crisi aziendali, cassa integrazione, disoccupazione).
Infatti, come risulta dai dati forniti ieri dall’Istat, a novembre 2013 la disoccupazione ha raggiunto un nuovo record a livello nazionale, con il tasso del 12,7%, dato mai registrato da quando sono partite le serie storiche dell'Istat (ovvero dal lontano 1977) e che vede oggi l’Italia superare la media dell'eurozona, pari al 12,2%. E le cifre si impennano quando si parla di giovani under 25, con il tasso che schizza al 41,6%, un altro picco assoluto.
La Commissione ha da tempo avviato una approfondita analisi della situazione, avvalendosi della collaborazione di Irpet e dell’Osservatorio Provinciale per la raccolta e l’elaborazione dei dati statistici.
Gli indici maggiormente significativi che ci sono stati forniti riguardano il sistema degli ammortizzatori sociali, le procedure di crisi aziendale e gli avviamenti.
Per quanto riguarda il primo aspetto, l’ammontare di ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps nel periodo gennaio – ottobre 2013 nella Provincia ammonta complessivamente ad oltre 12,5 milioni con un incremento di oltre 2,1 milioni, pari al 20,3% rispetto al 2012.
La crescita di questo ammortizzatore sociale non è tuttavia uniforme, infatti diminuiscono le ore della Cassa in deroga (-797 mila) e aumentano quelle della ordinaria (+560 mila) ma la maggiore differenza si registra tuttavia per la cassa integrazione straordinaria, con un notevole incremento (+2,3 milioni).
Passando alle crisi aziendali rileviamo che nella nostra provincia, nel periodo gennaio - settembre 2013, hanno evidenziato una condizione di crisi 222 aziende, per un totale di circa 1.747 unità espulse dal mondo del lavoro.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registrano +43 imprese (+24%) ed un incremento di 491 lavoratori espulsi (+39,2%), indicatori che evidenziano l’aggravarsi della crisi economica per le imprese del nostro territorio.
Nei primi sei mesi del 2013 i rapporti di lavoro comunicati dalle imprese della Provincia di Firenze (con l’esclusione del Circondario Empolese Valdelsa) sono stati 91.971.
La rilevazione mette in risalto un trend negativo: i rapporti di lavoro diminuiscono con una percentuale del 7,89 %.
Per ciò che concerne le tipologie contrattuali, quelle maggiormente utilizzate sono contratti a termine 60.697(66,0%), tempo indeterminato 16.385(17,8%), collaborazioni a progetto o lavoro occasionale 10.811 (11,8%) e apprendistato 2.629 (2,9%).
Inoltre, se ci concentriamo sui rapporti a termine, è possibile osservare come tra quelli avviati nei primi sei mesi del 2013 il 46,7% abbia una durata inferiore ai sette giorni.
Confrontando poi le dinamiche della durata dei contratti a termini del primo semestre 2013 con lo stesso periodo del 2012, risulta che i rapporti di lavoro sono stati maggiori in termini percentuali per una durata fino a 30 giorni ed inferiori per contratti più lunghi.
Infine, analizzando la tipologia di orario nei primi sei mesi del periodo 2012-13, notiamo che il tempo pieno si riduce da 65,4% a 62,8%, mentre i contratti a tempo parziale aumentano raggiungendo nel 2013 il valore del 37,2% rispetto al 34,6% del primo semestre del 2012.
Tali dati evidenziano la precarietà dei rapporti di lavoro, le cui conseguenze si possono così sintetizzare:
- mancanza di continuità del rapporto di lavoro non come condizione transitoria, ma come condizione che caratterizza una buona parte della vita lavorativa;
- mancanza di un reddito adeguato per pianificare la propria vita presente e futura, che trasforma la precarietà economica anche in precarietà esistenziale.
A seguito di questa prima fase conoscitiva, la commissione ha svolto una serie di incontri con le varie realtà che si sono trovate, loro malgrado, a confrontarsi con i problemi posti dallo scenario inedito derivante da questa crisi senza precedenti.
Sul versante delle conseguenze sociali della crisi il Direttore della Caritas Diocesana di Firenze, Alessandro Martini, ha illustrato il mutamento dell’utenza dei servizi offerti da Caritas, alla quale ormai si rivolgono non solo l’usuale fascia caratterizzata da estrema povertà e marginalità sociale ma, sempre più spesso, anche famiglie in gravi difficoltà economiche a causa della perdita del lavoro e, spesso, dell’impossibilità di accedere ad ammortizzatori sociali (per le caratteristiche del tessuto produttivo della nostra area).
Da un punto di vista più strettamente collegato al mercato del lavoro, la commissione ha poi incontrato gran parte delle associazioni di categoria più rappresentative (Confindustria, Confesercenti, Confartigianato, CNA), che hanno rappresentato un quadro con forti analogie tra le categorie economiche stesse.
Sono emersi in particolare quattro punti sui quali è necessario focalizzare l’attenzione:
1 – Formazione. Le associazioni hanno tutte sottolineato come il sistema della formazione dei lavoratori vada ripensato per offrire risposte adeguate all’attuale contesto di crisi, avviando una nuova fase di collaborazione tra associazioni di categoria e istituzioni che consenta di individuare e programmare a medio termine la formazione, concentrando gli investimenti sulle professionalità realmente richieste e necessarie per il rilancio dell’economia nel nostro territorio. È inoltre emersa una esigenza del tutto nuova di formazione agli imprenditori finalizzata all’innovazione nella gestione ed all’apertura internazionale delle imprese.
2 – Accesso al credito. Le associazioni hanno confermato il protrarsi delle difficoltà di accedere ai finanziamenti bancari da parte delle imprese, a causa del permanere di un atteggiamento estremamente cauto e selettivo da parte degli istituti di credito.
3 – Pressione fiscale. Le associazioni hanno sottolineato come sia ormai insostenibile la pressione fiscale sulle attività economiche, che tra tassazione diretta ed indiretta arriva ormai a sfiorare il 60%, arrivando a livelli difficilmente sostenibili.
4 – Rapporto scuola-lavoro. Le associazioni sottolineano come ormai sia sempre maggiore lo “scollamento” tra la formazione scolastica e le esigenze reali del mondo del lavoro, con la conseguenza che, spesso, i nuovi diplomati non sono direttamente inseribili nelle imprese ma necessitano di una ulteriore formazione specifica talvolta eccessivamente onerosa per i datori di lavoro.
A questo quadro preoccupante, dal quale emerge una persistente difficoltà di ripresa produttiva e occupazionale, deve purtroppo aggiungersi l’incertezza sul rifinanziamento statale dei fondi destinati agli ammortizzatori sociali tra i quali, tenuto conto del particolare sistema produttivo del nostro territorio, destano particolare preoccupazione quelli finalizzati alla cassa integrazione in deroga.
Su questo punto potrà sicuramente darci maggiori chiarimenti – e speriamo buone notizie - sullo stato attuale delle cose il rappresentante degli uffici regionali ospite di questo consiglio.
In questi anni l’attenzione della Provincia sugli impatti della crisi sul nostro tessuto produttivo e sulle conseguenze in termini di tenuta occupazionale è sempre stata alta, e di questo va dato atto alla Giunta.
Anche il Consiglio, grazie al lavoro della nostra commissione, è stato costantemente coinvolto nell’attività di monitoraggio e approfondimento sugli effetti della crisi sulle aziende, che si è poi tradotto in un intenso lavoro di confronto con i rappresentanti dei lavoratori di imprese di volta in volta investite da crisi aziendali.
Negli ultimi tre anni le audizioni della commissione relative a crisi aziendali sono state oltre 60, tra queste possiamo ricordarne alcune che abbiamo seguito con particolare attenzione per la rilevanza dell’impresa coinvolta o per la complessità del caso: Seves, Edison, Richard-Ginori, Tinnova, Sun Chemical, ex Isi, Selex, Targetti, Braccialini e Shelbox.
Il consiglio di oggi è quindi l’esito di un lavoro intenso, durato alcuni mesi, al termine del quale, tuttavia, non ci presentiamo con un documento finale della commissione.
Abbiamo infatti ritenuto che, su un tema così rilevante, fosse preferibile che le varie sensibilità trovassero un momento di confronto aperto e pubblico in questo consiglio straordinario, con l’auspicio che si possa qui elaborare una risoluzione condivisa da tutte le forze politiche.
Fonte: Provincia di Firenze
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