SEL presenta le proprie osservazioni sulla 'progetto SOA' della Colorobbia: "Chiarimenti sull'origine degli scarti animali e sui metodi di trattamento"

foto d'archivio

"In riferimento al progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento di sottoprodotti di origine animale (SOA) con recupero energetico, Sinistra Ecologia e Libertà, dopo aver raccolto le preoccupazioni della cittadinanza ed i pareri di alcuni esperti, presenta le seguenti osservazioni con richiesta di chiarimenti all’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa.

“Il progetto sembra essere parte di un più ampio progetto di riqualificazione aziendale con uso di SOA, cosa ancora poco in uso per quanto riguarda la combustione di biomasse. Il principale scopo
dell'approvvigionamento di SOA è la produzione di farine proteiche e grassi (non viene specificato di che tipo) da commercializzare e la combustione sembra sia il metodo pensato per smaltire un residuo che altrimenti costerebbe troppo smaltire in altro modo.
Detto questo, le domande che poniamo all'Azienda (e anche all’Autorità che dovrebbe autorizzare) sono le seguenti:
1) qual è la provenienza degli scarti animali: regionale, italiana o estera?
2) dal momento che i SOA verranno trattati con solventi e estraenti per l'ottenimento dei prodotti da commercializzare, che tipo di temperature nella camera di combustione si intendono attuare e che filtri per il particolato si intendono usare?

3) nel ciclo di estrazione è previsto l’uso di acido cloridrico? Nel caso, considerato che il rischio durante la combustione sarebbe la produzione di diossina; vorremmo sapere le motivazioni che rendono questo uso indispensabile e se e come è garantita la declorurazione del prodotto.

4) che fine faranno le ceneri? In particolare considerando la legislazione molto restrittiva per lo smaltimento e che la possibilità di smaltire è condizione di sopravvivenza dell’impianto medesimo.
5) nel processo di produzione di energia, vi è anche la produzione di acqua calda? Come si intende utilizzarla? E’ possibile pensare al teleriscaldamento di scuole, asili, altri edifici pubblici?
6) quanti sono i posti di lavoro stimati per la parte di produzione commerciale e per quella di produzione di energia?
7) come si intende affrontare il problema delle maleodoranze, visto che si tratta di quantitativi considerevoli di carne e verdura da stoccare (800 quintali al giorno) e che, considerando tempi di lavorazione e disidratazione, potrebbero essere un bel problema, soprattutto in estate .
8) infine immaginiamo che l’azienda abbia già in mano un business plan, e quindi chiediamo quale sia la destinazione finale del prodotto commerciale.
Infatti, vista la situazione del mercato dei sottoprodotti di origine animale (non possono essere re-inseriti tra gli alimenti animali, possono essere commercializzati solo in seguito a particolari autorizzazione e non in tutti i Paesi), è lecito supporre che se il profitto derivante dal commercio di farine e grassi dovesse diminuire, si potrebbe esser costretti a cessare l’attività di estrazione. Il che potrebbe comportare la trasformazione della centrale, almeno per quanto riguarda la natura della biomassa da bruciare col rischio anche del mantenimento della centrale, bruci quel che bruci.”

SEL chiede inoltre al Presidente della Commissione Assetto del Territorio e Ambiente del Comune di Montelupo di inserire agli atti della discussione della seduta che si terrà il 09/01/2014 le osservazioni formulate.

Ricorda infine che i termini previsti per la presentazione delle osservazioni all’Unione dei Comuni è stato posticipato al 15 febbraio, quindi si mette a disposizione per presentarne altre e collaborare ad iniziative di informazione e sensibilizzazione, al fine di valutare i possibili impatti sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone che vivono nelle frazioni limitrofe.
sel.empoli@gmail.com".

Circolo Sinistra Ecologia Libertà Empolese Valdelsa

Notizie correlate



Tutte le notizie di Montelupo Fiorentino

<< Indietro

torna a inizio pagina