
"La vertenza Falaschi può essere a un punto di svolta, se vengono soddisfatte tre condizioni elementari, semplici e giuste, ad oggi evase: l'erogazione di uno stipendio reale, non decurtato come ha fatto la Direzione Falaschi negli ultimi quattordici mesi; una clausola sociale che garantisca ai lavoratori una continuità e una prospettiva lavorativa nell'appalto degli Scuola bus; la intangibile soddisfazione dei crediti che i lavoratori vantano nei confronti di Falaschi, a fronte di differenze retributive accumulatesi in questi anni.
Sono i lavoratori e le loro Organizzazioni sindacali a credere per primi che debbano essere tutelati i diritti dell'utenza assieme a queli dei lavoratori. Crediamo opportuno, comunque, che i cittadini e gli utenti del servizio di scuola bus sappiano come questi lavoratori abbiano vissuto, e stiano vivendo, una vera e propria odissea, continuando comunque, in questi anni, a garantire un servizio di qualità. Negli ultimi quattordici mesi, dopo molte peripezie, i lavoratori hanno visto addirittura decurtata la loro busta paga, percependo una media intorno ai quattrocento/cinquecento (400/500) euro mensili, rispetto agli ottocento/novecento (800/900) euro che normalmente dovrebbero percepire. Per non parlare del mese di settembre, dove la erogazione delle paghe è oscillata dai ventiquattro (24) ai trentasette euro (37).
Non solo, in un Comune, quello di Cerreto Guidi, l'amministrazione ha pensato di non immettere nel bando di gara nessuna clausola sociale. E la nuova società subentrata non ha così garantito il reintegro di questi addetti. Da un punto di vista normativo vigente ciò potrebbe anche non costituire un atto illegittimo. Da un punto di vista sociale ha, comunque, aperto una ferita che si traduce nella perdita di otto (8) posti di lavoro. Per questo motivo chiediamo, comunque, il reintegro di questi autisti nell'ambito della gara di appalto complessiva.
Il curatore fallimentare di Falaschi, nella riunione nazionale tenutasi il 2 gennaio, non ha garantito la erogazione degli stipendi reali e contrattuali, come sopra definiti, anzi; né le Amministrazioni, ad oggi, hanno garantito, in primo luogo quella di Cerreto Guidi, la tutela occupazionale di chi per anni ha operato professionalmente nel servizio di scuola bus dei loro Comuni.
Ferma restando la posizione assunta dalle segreterie nazionali di Filt Cgil e Uiltrasporti nella riunione nazionale del 2 gennaio con il curatore fallimentare, che ha purtroppo verificato le indisponibilità del curatore, siamo di nuovo a chiedere e a richiedere, con semplicità, che a questi lavoratori venga garantito il quadro qui esposto all'inizio di questa nostra nota.
Ci sono queste condizioni, chiediamo al curatore e alle amministrazioni? Se ci sono, riconvochino le segreterie nazionali di categoria ed espongano chiaramente il quadro in cui soddisfare le elementari e sacrosante esigenze dei lavoratori. Se, invece, il contemperare i diritti dei lavoratori e quelli degli utenti significa, per loro, pagare i lavoratori con meno di quattrocento euro mensili, per pochi mesi, e non dare nessuna prospettiva occupazionale, giudichino i cittadini la totale ingiustizia di tale atteggiamento.
Se, viceversa, esiste sul serio una disponibilità in tal senso, non hanno che da squadernare nei luoghi deputati la loro reale – e ripetiamo, reale – disponibilità. I lavoratori e le loro Organizzazioni Sindacali saranno i primi ad essere contenti e disponibili a riaprire un tavolo di confronto che dia soluzioni certe e positive.
Attendiamo con speranza e pazienza".
Alessio Ammannati e Sergio Luschi, Segreterie Filt Cgil Area Vasta e Cgil Empoli
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