Scuolabus Falaschi, SEL: "Si garantisca l’occupazione degli autisti e la qualità del servizio. Una società di servizi pubblica per tutta l’Unione dei Comuni"

Uno scuolabus della Falaschi

"A capodanno si fanno bilanci e propositi. Noi vorremmo parlare di una vicenda simbolo dei nostri tempi. Quella della ditta Falaschi che ha in appalto il trasporto scolastico di 4 dei nostri comuni.

Era poco più di un anno fa quando abbiamo conosciuto questi lavoratori. Prima delle feste dell’anno passato. Erano senza stipendio da 6 mesi ci raccontarono di pulmini con gomme lisce, finestrini col nastro adesivo, mandati in giro senza copertura assicurativa, ecc. Erano anche prigionieri del concetto di “pubblico servizio”, che non potendosi interrompere, li costringeva, pena sanzioni, a continuare a lavorare anche in quelle condizioni assurde. Ci domandammo allora come potevamo essere arrivati ad una situazione così incredibile? Come mai non si poteva interrompere quell’appalto, garantirsi una ditta seria o reinternalizzare quel servizio, che pare non costi neppure di meno di quando era pubblico? Per avere condizioni normali di lavoro e di sicurezza per gli utenti, che, non dimentichiamolo, sono bambini. Le spiegazioni sono complicate, ma dicono tutte che chi paga sono solo i lavoratori, l’ultimo anello della catena.

Allora ci battemmo insieme ai lavoratori ed al loro sindacato perché venissero almeno pagati direttamente dai comuni, senza passare per l’azienda, che era chiaramente inadempiente. Dopo un po’ questo accadde, ma gli stipendi divennero di 450 euro al mese perché la ditta certificava solo una parte delle ore effettivamente svolte. Già allora si sperava nel nuovo appalto. Si sperava che gli amministratori si facessero venire qualche idea. Per esempio una gara unica per più comuni, che essendo più consistente poteva attrarre ditte maggiormente solide o una azienda pubblica di servizi che riassumesse direttamente il servizio. Speranze, come si vede, elementari. Oggi siamo arrivati alle nuove gare, frazionate. Ogni comune per sé, in alcuni casi anche senza clausola sociale. E i lavoratori vengono lasciati per strada. Gli stessi lavoratori che hanno garantito il servizio fino ad oggi in queste condizioni. Il tutto perché, si sostiene, lo impone la legge.   

Allora veniamo ai bilanci. Pessimi, per la politica che in modo miope e sconsiderato ha avallato l’idea che privatizzare servizi di interesse pubblico potesse essere una via di progresso. Stenta parecchio a riconoscere l’errore ed invertire la strada, non è capace di trovare soluzioni, sembra non essere in grado di preoccuparsi anche dell’occupazione oltre che del servizio da erogare.

E veniamo ai propositi e alle speranze. Ci piacerebbe veder nascere una società di servizi pubblica che potesse lavorare per tutta l’unione dei comuni e fosse capace di dare certezza e qualità ai servizi e dignità ai lavoratori, diventando tra l’altro fattore di ripresa. Perché il lavoro buono genera ricchezza e la disuguaglianza genera crisi.

Poi ci piacerebbe anche altro. Sindaco di uno di questi comuni e delegato al trasporto pubblico per l’unione, era Dario Parrini, deputato molto in vista tra quelli che sostengono a gran voce un cambiamento irriverente, senza sudditanze verso ciò che è stato finora. E altri due parlamentari della stessa area vengono dalle nostre zone. Bene, onorevole Parrini, ecco la nostra proposta: perché non rottamiamo un po’ di queste cose? Perché non rottamiamo l’impossibilità per legge di riprendersi servizi esternalizzati che non hanno funzionato, che hanno prodotto lavoro pessimo, insicurezza per lavoratori ed utenti e spese per l’amministrazione non ridotte? Perché non rottamiamo l’idea che i comuni non abbiano più alcuna autonomia e non possano decidere dove spendere ed in che modo, nemmeno entro un dato tetto di spesa? Chiederemo ai nostri parlamentari di farsi promotori di una legge che consenta assunzioni di personale in deroga al patto di stabilità almeno per i servizi di interesse pubblico, rivolgiamo lo stesso invito anche a lei ed ai suoi colleghi.

Capodanno è tempo di speranze. Ma noi sappiamo che le speranze degli ultimi si concretizzano solo con la lotta. Saremo al fianco dei lavoratori in ogni loro iniziativa. La politica non si può occupare solo di garantire il servizio facendone pagare il costo esclusivamente ai lavoratori. Basta, davvero. Si garantisca l’occupazione agli autisti coinvolti!

Circolo Sinistra Ecologia Libertà Empolese Valdelsa

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