
La prossima scadenza per la questione Falaschi Scuolabus è quella del 2 gennaio, quando a Roma il giudice convocherà i sindacati, il curatore fallimentare e le rappresentanze dei territori coinvolti in tutta Italia: sarà lì che verrà annunciato se accordare o meno l’esercizio provvisorio. La questione tocca da vicino in particolare due comuni dell’Empolese-Valdelsa, Vinci e Montelupo Fiorentino, dove il 31 dicembre scade il contratto con Falaschi e le rispettive gare di riassegnazione dell’appalto sono andate deserte.
Alta la preoccupazione per gli autisti dell’azienda con sede a Pontedera e per la Filt-Cgil, che per l’Empolese-Valdelsa segue la vertenza. Nel Circondario la questione assume toni diversificati per i singoli Comuni, come già accennato da gonews.it nei giorni precedenti.
A Capraia e Limite la cooperativa di nove aziende CNP, con casa base a Lamporecchio, ha preso il servizio e assunto i due autisti di Falaschi operanti in quel territorio. Diverso il caso di Cerreto Guidi dove dal 7 gennaio opererà sempre CNP ma, secondo i sindacati, non ci sarà il riassorbimento degli otto lavoratori interessati. “Siamo pronto ad arrivare con i pulmini sotto il Comune per protestare”, ha dichiarato Alessio Ammannati della Filt-Cgil di Firenze. Il sindacalista ha anche annunciato: “Dopo la vertenza sindacale faremo causa ai Comuni”.
Per i 9 autisti di Vinci e i 4 di Montelupo Fiorentino, vista l’incertezza, il futuro è ancora più nebuloso.
GLI SVILUPPI PER VINCI E MONTELUPO
“Anche se il giudice accordasse l’esercizio provvisorio del servizio fino a giugno – commenta Sergio Luschi della Cgil Empolese-Valdelsa – da qui a quella data come verranno pagati i lavoratori? Anche perché fino a oggi hanno avuto un salario decurtato a 450 euro al mese, a cui sono stati tolti molti diritti tra cui i buoni pasto e le ore di attesa”.
Nel frattempo pare che anche la seconda gara di Montelupo Fiorentino, conclusa nei giorni scorsi ed effettuata per procedura negoziata telematica, non abbia portato all’interessamento di aziende al servizio. Si allontana anche la possibilità di un affidamento diretto, perché, spiegano dalla Cgil, i costi del servizio fino a giugno sono troppo alti per poter utilizzare questo strumento che, come si sa, ha un tetto massimo di spesa.
“C’è stata una leggerezza da parte dei Comuni sull’utilizzo della clausola sociale – prosegue Luschi – interpretata secondo noi male. Non è possibile continuare fino a giugno un servizio in questo modo, senza un pagamento corretto e senza garanzie. Per sei mesi questi autisti non hanno percepito un euro, hanno garantito il servizio con senso di responsabilità, guidando mezzi non idonei per il trasporto dei bambini, sperando che un giorno con la riassegnazione del servizio si tenesse conto di tutto questo”.
“Serve una presa di posizione chiara dei Comuni per proseguire il servizio con gli stessi lavoratori – conclude Luschi – siamo disponibili a incontrare le amministrazioni in qualsiasi momento”.
“La Falaschi è fallita per causa della crisi ma anche di una malgestione – interviene Alessio Ammannati – e i Comuni sono stati incapaci sbagliando l’appalto, dividendolo per lotti e pensando di poter affidare il servizio scuolabus a piccolissime aziende. Avevamo consigliato di dare maggior peso al costo al chilometro del servizio e non ci hanno dato retta. Serviva un lotto unico e una sola gara per attrarre grandi aziende strutturate. Sono pessimista sull’esito dell’incontro del 2 gennaio a Roma: dovremo inoltre spiegare al curatore fallimentare che gli autisti hanno preso fino ad adesso la metà dello stipendio vedendosi lesi i propri diritti. L’insinuazione al curatore non sarà per questo motivo facile, dovremo spiegare che Falaschi ha un credito ben maggiore con i lavoratori rispetto a quanto realmente figuri”.
“Regione Toscana e Provincia di Firenze aprano un tavolo sulla vertenza – conclude Ammannati – si rivedano i sistemi di affidamento dei servizi e si riparta da zero, inserendo le clausole sociali nei contratti. Voglio dire anche all’onorevole Dario Parrini, il quale ha auspicato la risoluzione della vicenda dal punto di vista delle famiglie, che faccia una cassa comune con gli altri parlamentari di zona per mandare avanti il servizio. Altrimenti prenda e ci salga lui stesso sugli scuolabus”.
A CERRETO GUIDI
“Abbiamo parlato con il presidente della CNP – commenta Luschi – azienda che principalmente si occupa di trasporti turistici nel periodo tra marzo e ottobre. Avendo nel periodo autunnale e invernale il numero giusto di autisti per gestire gli scuolabus, la migliore delle ipotesi è che faccia quattro contratti a tempo determinato per coprire la primavera e l’estate, dove avranno bisogno di maggior personale. Nell’appalto di Cerreto Guidi si diceva che era ‘prioritario’ riassumere i lavoratori della Falaschi, ma se l’azienda ha già i suoi non è obbligata per forza ad assorbirli”.
“Invito il Comune di Cerreto Guidi – dice ancora Luschi – a riflettere su quel che è avvenuto. Serve una soluzione che si accettabile per questi otto autisti. La continuità del servizio e il riassorbimento di tutto il personale devono stare insieme. Non si può risolvere il problema solo garantendo il servizio”.
NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO
- La conferenza stampa della Cgil e dei lavoratori della Falaschi a Empoli (foto gonews.it)
- Vittorio Rizzello, a sinistra, e Filippo Valente (foto gonews.it)
- La conferenza stampa della Cgil e dei lavoratori della Falaschi a Empoli (foto gonews.it)
- La conferenza stampa della Cgil e dei lavoratori della Falaschi a Empoli (foto gonews.it)
- La conferenza stampa della Cgil e dei lavoratori della Falaschi a Empoli (foto gonews.it)
- Sergio Luschi, a sinistra, e Vittorio Rizzello (foto gonews.)
- La conferenza stampa della Cgil e dei lavoratori della Falaschi a Empoli (foto gonews.it)
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