Reti per le imprese, 'Gente di': "2/3 delle aziende non sanno cosa sono"

"Bisogna fare di più per far conoscere le opportunità. La Regione ad esempio da contributi fino a 1,2 milioni"


Solo il 31,3% delle piccole imprese fiorentine dichiara di essere a conoscenza di cosa sono le reti di impresa; eppure il 63,1% le ritiene utili, ed il 67,5%, se le istituzioni o le associazioni fornissero un reale supporto, sarebbe interessato a saperne di più.

"La nostra ricerca" osserva il portavoce di Gente di Firenze Lapo Cecconi "ci dice che uno strumento imprescindibile come le reti di impresa non è conosciuto dalle piccole imprese fiorentine; al tempo stesso le reti, anche da chi non le conosce, sono considerate un'opportunità da approfondire. Fino ad oggi va dato merito alle associazioni di industriali, alla Regione Toscana e alle Camere di Commercio di aver cercato di far conoscere le potenzialità legate ai contratti di rete: gli sforzi fatti, però, non hanno avuto ancora un reale riscontro sulle pmi del turismo e del commercio".

La Toscana è la terza regione in Italia per numero di contratti di rete registrati, dopo Lombardia ed Emilia-Romagna. La maggior parte dei contratti di rete ha incluso imprese manifatturiere e coinvolto progetti di filiera. Recentemente è uscito un bando della Regione Toscana per la concessione di contributi per la realizzazione e lo sviluppo di reti tra imprese: sono accettati progetti di investimento dai quattrocentomila euro al milione e duecentomila euro per programmi di rete di durata minima di tre anni; l’agevolazione è concessa come contributo in conto capitale e le domande possono essere presentate online dal 13 gennaio al 14 febbraio 2014 sul sito Sviluppo Toscana S.p.A.

"E' positivo" prosegue Cecconi "che la Regione Toscana apra un bando che prevede soldi veri per la costituzione e lo sviluppo delle reti. Il problema è che a questi bandi non partecipano le piccole imprese, sia per scarsa conoscenza del fenomeno, sia perchè i requisiti richiedono investimenti troppo alti. Le reti possono invece essere utilizzate anche da ristoratori, bar e dettaglianti per sviluppare gruppi di acquisto, dalle pmi del turismo per attrarre turisti e aziende nel fiorentino, dai negozi di una stessa via per sviluppare tecniche di vendita e di promozione innovative ed in linea con quanto fanno le aziende della grande distribuzione; inoltre, lo stesso Comune di Firenze potrebbe incentivare lo sviluppo di reti per la formazione delle pmi, per programmi di sviluppo nell'innovazione o per progetti per la rivitalizzazione dei negozi nelle zone a più alto rischio di degrado.

Le reti, pertanto - conclude Cecconi - non devono rimanere un'opportunità per una ristretta nicchia di aziende, ma devono essere fatte conoscere a tutti i piccoli imprenditori, per promuovere soluzioni e idee in questo momento di crisi del nostro territorio.".

La ricerca di Gente di Firenze ha coinvolto 80 pmi fiorentine. I risultati completi della ricerca sono i seguenti:

I Sa cosa sono le reti di imprese?

Si: 31.3%; No: 53.8%; Ne ha solo una vaga idea: 14.9%.

II Pensa che le reti d'impresa siano uno strumento utile per gli imprenditori?

Si: 63.1%; No: 18.7%; Non sa: 18.2%.

III Se le istituzioni e le associazioni fornissero adeguato supporto, lei sarebbe interessato a sapere di più a riguardo?

Si: 67.5%; No: 21.3%; Non sa: 11.2%.

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa

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