Andrea Di Benedetto nuovo vicepresidente nazionale della CNA: "Siamo pronti al domani"

Da sinistra: Andrea Zavanella; AndreaDi Benedetto; Valter Tamburini

Il rinnovamento dei vertici nazionali  di CNA, è il primo segnale di cambiamento e Andrea Di Benedetto è proiettato ad interpretare questa spinta in avanti. Una proiezione ormai imprescindibile in una fase storica ed economica tra le più difficili per l’artigianato e la piccola impresa, compreso il nuovo artigianato digitale. La crisi è stata pesante e non ha risparmiato nessuna regione, Toscana compresa. Proprio la spinta al rinnovamento sarà infatti il tema che caratterizzerà il contributo toscano nella nuova presidenza Nazionale e Direzione tant’è che “ripartiamo da noi” è stato il leit-motiv del neo-vicepresidente  e già guida dei giovani imprenditori CNA, Andrea Di Benedetto.

“Andrea Di Benedetto - spiega il Presidente provinciale CNA Andrea Zavanella - si è guadagnato sul campo delle idee  e della capacità propositiva  questa elezione ai vertici della CNA nazionale. Solo per fare un esempio si è distinto su questo tema creando infatti l’evento CNANext che è giunto nel 2013 alla quarta edizione che quest’anno si è svolta a Firenze l’8 eil 9 novembre. A CNANext si è discusso di Made in Italy e gli assett per il rilancio del sistema Paese. Due giorni di dibattito con ospiti nazionali e internazionali sulle prospettive della manifattura mondiale, le storie dell’artigianato italiano d’eccellenza, i nuovi assetti urbani, la cultura e l’innovazione. La nostra economia sta cambiando e abbiamo il dovere di cambiare anche noi: con Andrea in presidenza nazionale proseguiamo questo cammino intrapreso già dieci anni fa con TeCNA e i nuovi mestieri”.

Dal presidente CNA Regionale Toscana Valter Tamburini le cifre che spiegano l’attuale fase: “Quello Di Benedetto è un risultato del gioco di squadra, della Toscana e di Pisa e ne siamo orgogliosi. E’ un passo verso i nostri obittivi intermedi: più presenza, più lobby, più comunicazione perché occorre continuare il rinnovamento. La recessione si attenua, ma i dati non sono rassicuranti. Dallo studio congiunturale Cna emerge che la Toscana con 112mila aziende ha perso 4.647 unità da giugno 2011 a giugno 2013, con una concentrazione altissima nelle costruzioni (-3.760) Negli ultimi due anni abbiamo registrato anche una mortalità precoce, il 36% di imprese chiude entro i primi 3 anni e a livello occupazionale,  negli ultimi 18 mesi si sono persi 2.800 posti di lavoro. Non solo. In ben 7 province toscane si registrano cali di fatturato di 9-10 punti percentuali: La “semestrale di bilancio” TREND conferma la persistenza della crisi all’interno dell’artigianato della costa: -11,1% a Pisa, -13,9% a Livorno e, soprattutto, la netta inversione negativa del ciclo a Lucca (-21,5%) (var% I semestre 2013 vs. I semestre 2012); province connotate da una sensibile flessione del giro d’affari delle costruzioni. L’impietoso conto della crisi in termini di contrazione dei ricavi, del numero di addetti e del numero d’imprese determina la necessità di intervenire con policy volte all’irrobustimento del tessuto produttivo artigiano- ha concluso Tamburini- da un lato, sostenendo progetti mirati di sviluppo d’impresa e, dall’altro, supportando la liquidità aziendale, elemento basilare per la difesa dell’esistente (nel breve periodo) e per riattivare la spesa per investimenti (in ottica di medio-lungo periodo)”.

Detto questo però, ha aggiunto il neo vicepresidente nazionale CNA Andrea Di Benedetto, “c’è un’altra faccia della medaglia, e parla di imprese toscane( e non solo) che stanno reggendo il passo. Aziende innovative, tecnologiche, creative, che mostrano grande potenzialità e sono in grado di crescere e svilupparsi. Il made in Italy, il manifatturiero tradizionale, deve ibridarsi con le il digitale e le new tecnologies: queste sono le chiavi per interpretare il futuro. A queste dobbiamo guardare per tracciare le strategie future e per chiedere con forza sia al Governo nazionale che alla Regione Toscana una terapia d’urto immediata. E’ necessario un cambio di mentalità e di approccio alle questioni economiche: il modello basato su grandi industrie e un vasto indotto attorno come filiera di sub-fornitura è finito e non può risorgere, ammesso che in Toscana sia mai esistito davvero (forse giusto la Piaggio). I nostri distretti quelli tradizionali e quelli innovativi come testimonia il caso di Pisa per l'ICT, si sono sviluppati per il favorevole tessuto di conoscenza  di cui si sono alimentati, ma hanno lottato contro condizioni avverse per tutto il resto. La colpa è la disattenzione e la distrazione delle istituzioni verso le esigenze delle attività economiche, a parte poche eccezioni. Dobbiamo investire su modelli di relazioni fra ricerca e impresa, fra finanza e impresa, fra mercato e impresa che possano funzionare in entrambi i sensi, ma ancora oggi, troppo spesso, é proprio la regione ad agire con logiche conservative, che tendono ad accontentare le richieste piuttosto che pensare allo sviluppo. Riconosciamo al Presidente Rossi l'impegno e la tenacia: indirizzi queste sue doti verso azioni incisive, invece che disperdere la forza che la regione potrebbe imprimere alla nuova direzione da dare allo sviluppo."

 

Andrea Di Benedetto, ovvero l’informatico informale

Campano di nascita e toscano d’adozione, 41 anni, Di Benedetto prima di essere eletto vicepresidente nazionale CNA, a rappresentare la Toscana, è stato dal 2009 fino a dicembre 2013, il presidente nazionale dei giovani imprenditori di CNA, carica cui venne eletto a furor di popolo e facendo saltare  gli schemi dei più collaudati manuali Cencelli. A Roma si è fatto valere a suon di iniziative e di interventi e di stimoli critici;  fra le cose di cui è più orgoglioso della sua presidenza , c’è  il tavolo permanente al Ministero dello Sviluppo Economico dei presidenti dei giovani delle varie associazioni di categoria nazionali che qualche volta riesce pure a farsi ascoltare anche ai vertici dei Ministeri e con governi diversi. Piccoli miracoli, nel loro genere. Arriva a Pisa nel 1989 per frequentare ingegneria informatica e visto che lo studio non lo impegnava a sufficienza l’anno seguente si butta  a capofitto nel movimento della Pantera pisana, esperienza bissata nel ’94,  durante la quale conosce un sacco di gente fra cui molti dei suoi amici attuali (a partire dal presidente CNA Pisa Andrea Zavanella). In parallelo agli studi insegue molteplici attività fra l’allora nascente mondo di internet, l’informatica, l’informalità  e la creatività, nel miglior spirito “garage”, tracciando il suo futuro percorso di imprenditore.  Imprenditore di prima generazione (e seriale), Di Benedetto ha fondato tre imprese: la prima, 3logic, creata a Pisa nel 2001 con due colleghi conosciuti all’università, è un’azienda di artigianato digitale, con 20 addetti molto giovani e tutti laureati in materie scientifiche, che è diventata leader in Italia nelle tecnologie di gestione di cataloghi di immagini digitali; la seconda, SpazioDati, con sede a Trento e finanziata e incubata da TrentoRise e dal fondo rotativo della Camera di Commercio di Pisa, è la principale start-up tecnologica italiana ad occuparsi di open data e semantic web; la terza, Tunia, è un’azienda vitivinicola biologica che Di Benedetto ha fondato con la sorella enologa ristrutturando antichi vigneti e investendo in qualità e in una nuovo approccio di community- marketing e sulla condivisione delle scelte produttive con clienti ed appassionati. Dal 2011 presiede Linked Open Data Italia, associazione promossa da imprese del settore e cittadini per la diffusione in Italia del web semantico e degli open data. È vicepresidente del Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa), principale insediamento italiano di aziende ICT, per il quale si occupa di trasferimento tecnologico, start-up e scouting. Nel 2010 ha lanciato CNA NeXT, che l’8 e  9 novembre ha celebrato a Firenze la quarta edizione, per raccontare il nuovo artigianato ibrido e promuovere il dibattito e la divulgazione dei casi di successo nei modelli organizzativi distribuiti attraverso un grande appuntamento pubblico annuale che ospita scienziati, imprenditori ed intellettuali italiani e stranieri.

Fonte: CNA provinciale di Pisa

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