
Monaci: "Riconoscimento a un'azione umanitaria oltre frontiere e differenze"
Fame, epidemie, guerre, genocidi e terremoti: in cinquantasei scatti importanti fotografi documentano quarant’anni di lavoro di Medici Senza Frontiere, il loro percorso nell’inferno del mondo. Le mostre “Da 40 anni all’inferno: non ci arrendiamo” e “Il cibo non basta”, organizzate in occasione della Festa della Toscana 2013, sono state inaugurate, questo pomeriggio, a palazzo Panciatichi dal presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci e dal direttore generale di Medici Senza Frontiere Italia Gabriele Eminente.
“Il principio che guida quest’associazione – ha detto il presidente Monaci – è che tutte le vittime di disastri umani e naturali hanno diritto ad un’assistenza professionale. Confini, etnie, frontiere ideologiche o simpatie politiche non influenzano il vostro lavoro, tutti siamo uguali”.
“Due mostre fotografiche – ha continuato il presidente – che testimoniano il vostro viaggio e il vostro operato in condizioni tragiche”. Monaci ha ricordato che Msf nel 1999 è stata insignita del Nobel per la pace per il lavoro umanitario. “Tutta la società dovrebbe impegnarsi – ha concluso il presidente – affinché venga attuato e riaffermato il diritto di solidarietà accompagnato dal principio di sussidiarietà”.
“In questi scatti – è intervenuto Gabriele Eminente – c’è il nostro lavoro, la storia dei nostri pazienti e dei nostri operatori umanitari”. “Da 40 anni all’inferno: non ci arrendiamo” “ripercorre – ha detto- la storia di MSF attraverso alcuni episodi che l’hanno caratterizzata. Azione medica, confronto, cure e testimonianza sono state le parole chiave utilizzate durante la costituzione di MSF. Oggi, quarant’anni dopo, riteniamo siano ancora valide”.
Un percorso che va dal Biafra all’invasione sovietica in Afghanistan, dalla crisi nutrizionale in Etiopia nel 1984 al terremoto in Armenia del 1989, fino alle guerre nell’ex-Jugoslavia, Cecenia, Somalia, Liberia, Sierra Leone, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Libano, Iraq, Sri Lanka, Colombia. E ancora, le crisi nutrizionali in Corea del Nord, Sudan, Somalia, Angola, il genocidio del Ruanda all’eccidio di Srebrenica, lo tsunami del 2004, il terremoto di Haiti dello scorso anno. Scatti che documentano la lotta all’AIDS, la Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali, le epidemie di colera, meningite alle febbri emorragiche come Ebola e Marburg. Insomma un viaggio che dura da quarant’anni raccontato dagli occhi di fotografi come Lynsey Addario, Talia Bouchouareb, Julie Damond, Bruno de Cock, Kate Holt, Tomas van Hontryve, Rober Job, Sune Juul-Sorensen, Juan Carlos Tomasi, Stefano Zannini, Pascale Zintzen.
La mostra “Il cibo non basta”, vuole essere invece, un monito alla comunità internazionale affinché si facciano dei reali passi avanti nella lotta alla malnutrizione, una vera e propria emergenza che colpisce lentamente e silenziosamente, rallentando lo sviluppo fisico e intellettivo dei bambini. Immagini dal Pakistan, Somalia, Etiopia, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Niger raccontano le storie di decine di milioni di bambini malnutriti.
“Ci auguriamo che le mostre – ha concluso Eminente - che si concluderanno il 16 gennaio con la proiezione del film-documentario su MSF ‘MSF (UN)limited’ possano da un lato far conoscere la realtà di quest’organizzazione medico umanitaria e dall’altro lato, accendere un riflettore sulle aree di crisi sempre più lontane dai media”.
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
- Una delle foto della mostra in consiglio regionale
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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