Prostituzione a Novoli, sette albanesi arrestati. Donne costrette a 'lavorare' anche quando erano malate

Costrette a prostituirsi anche quando non si sentivano bene ed erano malate le donne. E' quanto è emerso dall'inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Firenze, che ha portato all'esecuzione di sei misure cautelari (sulle sette disposte dal gip Erminia Bagnoli) nei confronti di altrettanti albanesi, accusati di sfruttare giovani prostitute, loro connazionali e romene, di età compresa tra i 18 e i 30 anni.

Secondo quanto emerso, il gruppo controllava 'il giro' di ragazze che si prostituivano nei pressi di un parcheggio dei pullman in viale Guidoni, nella zona nord di Firenze. Le ragazze erano costrette a pagare 'un canone', dai 50 ai 100 euro al giorno, per potersi prostituire nella zona. Se si rifiutavano, i malviventi le sequestravano costringendole a salire in auto e le minacciavano con l'uso di armi. Le donne dei criminali, in molti casi a loro volta prostitute, gestivano in prima persona le ragazze decidendo dove dovevano prostituirsi e quanto denaro dovevano versare ai loro protettori in base al numero dei loro clienti quotidiani.

Le indagini sono iniziate nel settembre del 2012, a seguito della denuncia di due romene, che hanno raccontato di essere state minacciate con delle armi da alcuni uomini albanesi per essersi rifiutate di pagare 'la quota'. In manette sono finiti J.L., 34 anni, già arrestato nel gennaio del 2013 e estradato in Albania dove è accusato di aver messo a segno un omicidio e un tentato omicidio; H. B., 21 anni; K.I., 23 anni, già agli arresti domiciliari per il reato di tentato omicidio; G.S., 29 anni; R. C., 29 anni e A.M. 27 anni, ritenuto il capo dell'organizzazione. Per R.C. e A.M., e per le loro compagne, un'albanese e una romena di 30 anni, è scattato anche l'arresto in flagranza per detenzione di arma clandestina. Nel corso della perquisizione nella loro abitazione i poliziotti hanno sequestrato una pistola calibro 6,35, una scacciacani modificata, manette, munizioni, passamontagna, 6.810 euro in contanti e un pc, nel quale sono state trovate foto di uno degli arrestati che imbraccia armi automatiche.

"Quest'operazione contro la prostituzione è motivo di grande soddisfazione per me perché diamo una risposta alle aspettative dei cittadini che ci hanno scritto diverse lettere sull'argomento - ha detto il questore di Firenze Raffaele Micillo-. È un bel risultato, ma non dobbiamo illuderci che la cosa possa finire qui, per cui continueremo a fare il nostro lavoro e a sollecitare i cittadini a darci le informazioni che per noi costituiscono un patrimonio che cerchiamo di sfruttare al meglio".

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