
Una lettrice ci ha scritto dal Piemonte per protestare contro il fatto che il consiglio comunale si è espresso contro l'opzione vegana nelle mense pubbliche.
Ecco la sua lettera
ho appreso da un’amica di Firenze che il Consiglio Comunale della Città di Firenze ha deliberato contro la mozione presentata dal Consigliere Tommaso Grassi con oggetto“Opzione vegan nelle mense pubbliche presenti sul territorio fiorentino”.
Una città come Firenze che dovrebbe essere, se non all’avanguardia, almeno informata, ha dato un esempio di preoccupante chiusura mentale nei confronti di una cultura che sta raccogliendo sempre maggiori consensi per il messaggio moralmente ineccepibile che reca in sé.
Non comprendere il valore di una simile scelta a favore della vita degli animali umani e non umani e dell’ambiente significa non avere a cuore nulla di tutto ciò ma solo l’interesse economico a favorire l’industria zootecnica, ittica e lattiero casearia e, perché no, quella farmaceutica poiché è chiaro a tutti che l’alimentazione vegan tiene i medicinali lontani molto più di quanto li tengano i cibi animali di cui spesso si abusa, anche nelle mense.
E’ ingiusto e offensivo per un cittadino, ancor più se è un cittadino minorenne che richiede maggiore tutela, essere sottoposto ai dictat alimentari di un Comune disinformato e retrogrado che impone la sua visione rigida della scienza nutrizionista. E’ doveroso offrire ai cittadini la possibilità di scelta, e ancor più è doveroso informare: l’alimentazione vegan dovrebbe essere parte integrante dello studio di scienza alimentare e lo stesso Comune dovrebbe farsi promotore, insieme all’ASL e alle associazioni competenti, di incontri formativi e informativi che soddisfino le lacune e le curiosità di chi ancora non è informato su questa che è una scelta di vita, non solo di alimentazione.
Ho letto la mozione e il comunicato stampa del Consigliere Tommaso Grassi e mi complimento con lui per avere scritto in modo conciso e competente ciò che questa scelta eviterebbe: la violenza verso miliardi di animali imprigionati e sfruttati per essere mangiati, la minaccia dell'ecosistema da parte dell’inquinamento causato dagli allevamenti e soprattutto i benefici che essa avrebbe sulla salute umana con la diminuzione della probabilità di infarto e dell’incidenza dei tumori più diffusi (colon-retto, mammella, prostata, pancreas).
Inoltre l’equilibrio nutrizionale di una dieta vegan è ormai sancito dalle più importanti associazioni mediche, tanto che in Italia e nel mondo il numero dei vegetariani e dei vegan è in aumento e, proprio perché milioni di persone pranzano quotidianamente in mensa, è un diritto di tutti poter sceglier pasti completi e bilanciati senza ingredienti di origine animale, in base ai principi di uguaglianza che dovrebbero regolare i rapporti nella società civile.
Non è chiaro perché in molte mense, non solo in quelle di Firenze, siano tutelate le scelte alimentari condizionate da un credo religioso e invece debbano essere sottovalutate quelle di chi fa una scelta etica.
Un bambino vegan a cui siano state spiegate le motivazioni etiche di tale scelta, percepirà come una cosa negativa l’essere indotto in qualsiasi modo a mangiare cibi animali a scuola: avere pasti vegan anche a scuola tutelerà la sua salute fisica e psicologica. Non tenere conto di questa esigenza di un bambino è fortemente discriminatorio e lo affermo con cognizione di causa, proprio perché io stessa ho subito questo trattamento da bambina: se da adulti la discriminazione, seppur fastidiosa, è gestibile, da bambini pone maggiori problemi.
Al contrario di Firenze, molte città lo hanno capito. Per esempio Genova, Milano, Pavia, Alessandria, giusto per citarne alcune vicine alla realtà in cui vivo.
Invito il Comune di Firenze a riflettere sulla decisione presa e soprattutto incoraggio il Consigliere Tommaso Grassi e i Consiglieri che hanno votato favorevolmente la sua mozione, a continuare su questa strada che, seppur faticosa, è indiscutibilmente quella giusta.
Fonte: Paola Re
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





