Dipendenti dei comuni in stato di agitazione: per Cisl, Uil e Diccap troppe incognite nel passaggio all'Unione


Una nuova vertenza si apre negli enti locali: Cisl, Uil e il sindacato autonomo Diccap non hanno alcuna intenzione di firmare il contratto integrativo decentrato con l’Unione dei comuni della Valdera. Anzi:  hanno notificato al prefetto, al direttore generale dell’Unione e ai sindaci dei comuni che ne fanno parte, lo stato di agitazione dei dipendenti.

Le questioni sul tappeto  sono le seguenti: dal 1 gennaio del 2014 gli agenti di polizia municipale, le educatrici degli asili nido e gli addetti alle mense scolastiche di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte e Terricciola saranno trasferiti all’organismo dell’Unione dei comuni della Valdera.

Ma il passaggio presenta diverse incognite, ricostruite dai sindacalisti Cinzia Ferrante (funzione pubblica Cisl), Furio Bologni (Uil) e Antonio Napoli (Diccap). La prima: se un giorno l’Unione dei comuni della Valdera dovesse essere sciolta, le amministrazioni comunali che ne fanno parte riprenderanno in mano le funzioni – e con esse il personale - che oggi stanno delegando al nuovo organismo? La seconda:  nella Unione saranno garantite le risorse economiche per il salario
accessorio; e se sì, si riuscirà a renderlo eguale per tutti? Già, perché i dipendenti dei 14 comuni interessati usufruiscono adesso di un trattamento economico diverso l’uno dall’altro, frutto degli accordi stipulati tra amministratori e sindacati comune per comune. La terza: ancora oggi i sindacati non hanno un’idea chiara di quale sarà la dotazione organica dell’Unione dei comuni della Valdera dal prossimo 1 gennaio.

«Sappiamo solo che l’Unione ha intenzione di assumere tre nuovi dirigenti - fanno sapere dalla Cisl  - . Ma l’operazione di affidamento dei servizi a questo ente non doveva servire a razionalizzare i costi?».

Fonte: Cisl - Pisa

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