
Il presidente del Consiglio regionale della Toscana Alberto Monaci (Pd) non voterà alle primarie del partito per la scelta del segretario. Tra i motivi della decisione il ''rifiuto del populismo demagogico'' e la convinzione che la ''formula bipolare'' non abbia ''elementi salvifici''. Monaci aggiunge che analizzando i propositi dei candidati ''ho realizzato che i principi, l'etica e la forma istituzionale espressi determinano una circostanza imbarazzante per la sopravvivenza della Repubblica parlamentare''.
''Considerata la situazione istituzionale determinatasi per le molte vicende delle ultime settimane con alcune riguardanti gli enti istituzionali locali e massimamente il livello delle Regioni - afferma Monaci - ho deciso di non partecipare alle primarie di domani''. ''Riconfermo la mia solida convinzione sugli equilibri dei poteri in una democrazia vera e il rifiuto più netto ad ogni tipo di verticalizzazione anche laddove sia mascherata da presidenzialismo temperato. Avendo cercato di comprendere i proponimenti dei candidati alla segreteria del Pd - aggiunge Monaci - ho realizzato che i principi, l'etica e la forma istituzionale espressi determinano una circostanza imbarazzante per la sopravvivenza della Repubblica parlamentare. Esprimo questo forte timore dal quale non riesco ad allontanarmi. Nella speranza che si torni al rifiuto del populismo demagogico, che non è una ricetta miracolosa, e non riuscendo a rintracciare nella formula bipolare elementi salvifici, spero si torni presto ad apprezzare la partecipazione dei cittadini per i progetti che vengono loro proposti, per la serietà e la determinazione, laddove trovino il consenso della gente portarli nelle assemblee elettive e farli diventare scelte di governo''.
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