La Fondazione Dramma Popolare ricorda la figura di don Ruggini a quarant’anni dalla morte

Un momento della serata a Palazzo Grifoni

Ci sono stati momenti commoventi. Ma soprattutto, in due ore di intensa conversazione, è emersa limpida e importante la figura di don Giancarlo Ruggini, il prete che da direttore artistico, fece grande il Dramma Popolare di San Miniato.

E' stata davvero partecipatissima la serata che la Fondazione Dramma Popolare di San Miniato ha dedicato a Palazzo Grifoni alla figura di don  Ruggini, a quarant’anni dalla morte avvenuta al liceo di San Miniato, mentre si trovata tra i suoi allievi. E davvero, a Palazzo Grifoni, c'è stata qualche voce rotta a tratti dalla commozione.  Una di queste è stata quella di Mario Caciagli, sanminiatese,  professore emerito dell’Università di Firenze, che ha ricordato il coraggio di un prete innamorato di teatro che non ebbe mai paura di difendere le sue idee, comprese quello contrarie al Spagna di Franco  — siamo in anni di forti divisioni ideologiche — come ebbe il coraggio di schierarsi, ad esempio,  a fianco del cineforum che a San Miniato proiettava film sovietici in pieno clima elettorale degli anni ’50: film dei quali era un appassionato critico nel dibattito che seguiva. 

 

Un momento della serata a Palazzo Grifoni

Un momento della serata a Palazzo Grifoni

 

Il ricordo di Alvio Sartucci è stato quello di un allievo che a don Ruggini deve anche l’aver frequentato l’università: si occupò della sua formazione dopo la morte del giovane padre. Sartucci ha delineato con grande precisione alcuni lati del carattere del prete che sapeva essere amorevole ma anche insegnante severo ed esigente. Il vescovo monsignor Fausto Tardelli ha tratteggiato del sacerdote la fede profonda, alimentata da una grande e preziosa cultura.

Un momento della serata a Palazzo Grifoni

Un momento della serata a Palazzo Grifoni

 

Quindi altre brevi testimonianze come quella di Renato Granchi che fu attento e giovane religioso a fianco di don Ruggini. Infine don Ruggini e il dramma, un binomio straordinario, un rapporto bellissimo e difficile, l’importanza del teatro ieri e oggi nelle parole di Masolino D’Amico il più prestigioso critico teatrale che ha ricordato il valore del teatro, «l’arte immortale che aiuta a vivere». "Don Ruggini - ha aggiunto DAmico - era un uomo moderno, aveva idee di grande attualità e l'ha dimostrato nelle scelte che fece per gli spettacoli che furono allestiti durante la sua direzione".  La serata  è stata aperta dai saluti di Marzio Gabbanini e Antonio Guicciardini Salini,  presidenti della Fondazione Idp e della Fondazione Crsm.

Fonte: Fondazione Istituto Dramma Popolare

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