
"Sarebbe bello che oggi Renzi, Cuperlo e Civati facessero insieme un appello al Parlamento per una legge per la cittadinanza ai ragazzi e ai lavoratori stranieri''.
Lo scrive il presidente della Toscana Enrico Rossi su fb ricordando l'incendio costato la vita a 7 operai cinesi. Una legge da fare subito ''in nome della giustizia, del progresso dell'Italia e per onorare quei sette operai bruciati che, come tanti altri immigrati clandestini,vivono in condizioni inaccettabili di sfruttamento e senza diritti''.
''La risposta più semplice e più efficace per affrontare il problema del distretto cinese delle confezioni a Prato sarebbe concedere la cittadinanza ai lavoratori stranieri''.
E' quanto ribadisce il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che sul suo profilo di facebook torna a parlare dell'incendio di Prato di domenica scorsa costato la vita a sette operai cinesi.
Per farlo non occorre essere ''comunisti, estremisti di sinistra e neppure prendere a riferimento il pensiero rivoluzionario di papa Francesco. Basta essere intelligenti'' aggiunge Rossi, che ricorda due personaggi storici, ''l'imperatore Tiberio Claudio al Senato di Roma o un libretto di J.F. Kennedy "Una nazione di immigrati''.
''Entrambi sostengono, rispettivamente, che la forza di Roma e degli USA deriva dalle ondate migratorie che hanno promosso sviluppo e portato energie nuove, proprio a partire dalle diverse culture di origine che, certo con sofferenze e problemi - continua Rossi -, si sono via via integrate grazie a scelte coraggiose come la concessione della cittadinanza. Ecco due grandi uomini, e non i soli, che su un tema come l'immigrazione hanno fatto grande politica. ''Ma in Italia ci si ispira ancora al pensiero di Bossi e di Fini. E non solo la politica, che ormai è ridotta a ben poca cosa, ma anche i media e gli intellettuali e gli uomini di cultura in genere, il cui silenzio in questi giorni è assordante'' aggiunge il Governatore.
Grazie alla concessione della cittadinanza, secondo il presidente della Toscana, circa 2 miliardi di euro, ''prenderebbero meno le vie del ritorno in Cina, con le rimesse, o quelle dell'evasione e della illegalità'' aggiunge Rossi: ''i lavoratori cinesi, divenuti cittadini con diritti, troverebbero il coraggio di iscriversi ai sindacati e di denunciare i loro aguzzini, mentre gli imprenditori onesti si sottrarrebbero al racket e investirebbero e pagherebbero le tasse. A risentirsi sarebbe solo il governo della Cina e la criminalità italiana o cinese. E noi potremmo davvero rendere efficaci e giusti i nostri controlli ed ripristinare il dominio della legge''. (
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