Cobas di fronte all'Esselunga per dire no all'apertura dei negozi l'otto dicembre

foto d'archivio

"Alcuni  pregiudizi ci impediscono, spesso se non sempre, di capire la realtà,  quella del lavoro ad esempio. Quante volte abbiamo sentito dire che il  contratto nazionale è, di per sé, una garanzia contro la  deregolamentazione del mercato del lavoro e la precarietà? Quante la  stessa parola precarietà è stata considerata sinonimo di assenza di  regole? Ancora: quante volte il lavoro part-time è stato proposto come  un’occasione di libertà, soprattutto per le donne, alle quali una  perversa indicazione divina attribuisce anche il lavoro domestico e di  cura?
Il  lavoro del commercio, lo sfruttamento garantito dal contratto nazionale  che lo riguarda, la liberalizzazione degli orari e delle aperture  introdotte dal decreto Salva-Italia del governo Monti, ma soprattutto i  racconti di chi nei grandi centri commerciali lavora, nel segno del  ricatto e della precarietà, ci impongono di sbarazzarci dei pregiudizi,  di afferrare la realtà per quella che è, di combattere per trasformarla.

Ci sembra indispensabile sottolineare gli elementi trasversali che  contraddistinguono, nella crisi, tanto il mondo del lavoro quanto quello  della formazione: ricatto, fragilità, violenza dei dispositivi  neoliberali del debito, della meritocrazia, della valutazione continua.
Per questo parteciperemo alla giornata nazionale di mobilitazione dell’8 dicembre, contro l’obbligo al lavoro  festivo nelle grandi catene commerciali e, più in generale, contro lo  sfruttamento smisurato che nelle stesse viene perpetrato dalle parti datoriali e garantito, fin troppo, dalla legislazione oltre che dal  contratto nazionale. Una giornata, inoltre, che ha l’ambizione  di connettere la battaglia contro la precarietà con la pretesa del  reddito di base, e di denunciare il carattere distruttivo dei centri  commerciali, non-luoghi che, non solo concentrano lavoro super-sfruttato, ma che annientano posti di lavoro nel piccolo  commercio, divorano suolo favorendo una cementificazione selvaggia e  devastando ambiente e paesaggio urbano.
L'appuntamento a Pisa è alle ore 11 all'Esselunga!"    

      

Confederazione Cobas Pisa

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