
Crescono i Comuni italiani su Twitter. Ad oggi risultano 461 profili ufficiali, pari a circa il 6% del totale, con una grande riscossa delle realtà medio-piccole, il 44% ha un account sul microblog rispetto all'1% delle amministrazioni di grandi dimensioni. Particolarmente presente la Toscana e la Lombardia ma lo scettro di 'best practice' spetta al distretto dell'Empolese Valdelsa, che raggruppa 11 piccoli comuni. Ma eccellenze si registrano anche in Marche, Basilicata e Sardegna.
A fotografare quanto e dove i comuni 'cinguettano' e' la ricerca 'Cittadini e istituzioni, prosumers di informazione: i comuni italiani e Twitter', realizzata da Cristina Capineri e Antonello Romano del Laboratorio Ladest dell'Università di Siena, presentata nel corso del convegno 'Italia di Twitter. Le nuove forme della comunicazione pubblica', organizzato dall'Associazione Cittadini di Twitter in collaborazione con Anci e in corso a Roma.
Dai dati, aggiornati a novembre 2013, emerge il fenomeno dei comuni su twitter è "ancora di nicchia", ma "la distribuzione è interessante in quanto tutto il territorio nazionale sembra essere coperto anche se con intensità diverse".
La geografia dei profili in Italia riflette la struttura urbana del Paese, costituita da molte città di piccola e media dimensione: al momento della rilevazione soltanto il 2% dei profili è attivato da comuni di grandi dimensioni (oltre i 600.000 abitanti), il 4% da comuni di medie dimensioni (tra 100.000 e 600.000 abitanti), il 42% da comuni di dimensioni medio-piccole (tra 10.000 e 100.000 abitanti), mentre il 53% è avviato da comuni con meno di 10.000 abitanti.
I comuni usano twitter soprattutto per veicolare notizie sul territorio, sulla cultura, news di pubblica utilità e sul turismo.
Analizzando gli hashtag più utilizzati dai profili, infatti, emerge che al momento le notizie riguardano soprattutto il territorio (notizie storico-geografiche, folklore, accessibilità), la cultura (eventi, manifestazioni), i servizi di pubblica utilità (trasporti, salute), il turismo e le previsioni atmosferiche. Ancora poco utilizzati hashtag relativi alla governance (bilanci comunali, interventi di pianificazione urbanistica). Da questo aspetto, secondo la ricerca, emerge che l'uso "di twitter da parte dei comuni è ancora nella fase iniziale, in quanto spesso lo si usa per inviare informazioni di vario genere ma non per raccogliere le risposte dei cittadini, operazione che indubbiamente richiede delle abilità più avanzate".
D'altra parte la diffusione dei profili Twitter nei comuni è iniziata lentamente, da parte di alcuni pionieri (Rimini nel 2007 e Torino nel 2008): un'impennata c'è stata poi nel 2012, quando il fenomeno è esploso.
Ai primi venti posti nella classifica dei comuni più 'cinguettanti' non ci sono solo quelli di grandi dimensioni (Bologna, Roma, Venezia, Firenze, Torino, Genova, Milano, Napoli), ma anche diversi medi e piccoli centri come Modena, Cesate (Milano), Potenza, Capoliveri (Livorno), Desio (Bergamo) e Monterotondo. Sul podio della classifica per tweet inviati salgono Bologna (oltre 28.000), Cesate (oltre 15.800) e Roma (12.000). Tre posizioni che raccolgono il 16% dei tweet inviati, mentre il restante 84% è prodotto dagli altri profili.
Guardando invece ai follower, la ricerca rileva che le comunità più numerose (sopra i 10.000) sono quelle di sei comuni capoluogo: Torino, Napoli, Roma, Milano, Firenze, Bologna. Segue un gruppo di profili (9% del totale) con follower compresi tra 1000 e 10.000, mentre la maggior parte ossia il 90% dei profili ha un popolo di seguaci più ridotto, inferiore ai 1000 follower.
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