Estrazione di CO2, irrompe il professor Spini: "Si è deciso di procedere con l'area mineraria ma non si ha il coraggio di dirlo apertamente"

Andrea Spini

Ancora un intervento del politico ora nel PD e prima nei Malcontenti agita il dibattito: "Ci venne detto che non si poteva sostenere una spesa di 3mila euro e adesso spunta un incarico da 40mila euro all'Università di Bologna"


L'estrazione di CO2 a Certaldo non placa il dibattito.  Torna a parlare il professor Andrea Spini, ora nel PD e prima nei Malcontenti, con una riflessione sul recente affidamento dell'incarico da parte del Comune di Certaldo all'Università di Bologna:

Sicuramente si tratta di combinazioni astrali imperscrutabili per cui gli effetti che ne derivano appaiono altrettanto singolari e incomprensibili. Di cosa parliamo? Del recente affidamento (da parte dell’Amministrazione Comunale di Certaldo) all’Ateneo bolognese dello studio degli effetti della CO2 sull'area “S.Paolo”: 33000 euro + IVA con scadenza 31 dicembre 2016. Non è passato molto tempo dal Consiglio Comunale aperto tenuto sullo stesso argomento, durante il quale la Giunta Comunale dichiarò al popolo convenuto nell'occasione che non poteva sostenere una spesa di 2-3.000 euro per accertamenti preventivi alle decisioni da assumere in merito.

Cosa è accaduto nel giro di sessanta giorni? Non lo sappiamo. Apprendiamo dai giornali che la maggioranza (meno uno) giocando in solitaria – gli altri gruppi consiliari erano usciti – ha approvato con nove voti la convenzione con Alma Mater.

Sono felice per i colleghi bolognesi, un po’ meno come cittadino di Certaldo. Dopo averla trascinata per mesi in assoluto silenzio, quando è “scoppiata” pubblicamente la faccenda della CO2 ha sortito l’incredibile effetto di mettere d’accordo tutti – forze politiche e gran parte dei cittadini – nel rifiuto dell’estrazione della CO2.

Ma anche questo poco importerebbe: una Giunta Comunale è legittimata a prendere decisioni, anche impopolari, se confortata dalle conoscenze adeguate all'oggetto del contendere. Si è, però, esplicitamente detto – da parte della Giunta – che tali competenze non erano rinvenibili all'interno dell’organico comunale, per cui sarebbe stato necessario l’intervento di esperti esterni dato che anche l’ARPAT, ovvero  l’organo regionale specifico per le questioni ambientali, sembra esserne sprovvista.

E così si giunge ad oggi. Domanda: ma non sarebbe stato meglio stipulare questa convenzione al momento della richiesta di Lifenergy? Visto l’attuale impegno di spesa è un po’ difficile credere che siano saltati fuori all'improvviso.

Temo, in realtà, che la cosa sia molto più semplice: si è deciso di procedere, nonostante tutto e tutti, ma non si ha il coraggio di dirlo apertamente. Scusate l’ingenuità, ma non dipende proprio da questo modo di agire il sempre maggior “distacco” dei cittadini dalla politica? Scherzavo: è colpa delle congiunzioni astrali.

Fonte: Andrea Spini, professore associato di scienze politiche e sociali dell'Università di Firenze

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