'Appalti storici' nelle scuole, appello della Cgil ai sindaci: "Chiede allo stato di rinunciare a 80 milioni di taglio nel decreto del Fare"

Una protesta delle lavoratrici degli 'appalti storici' a Empoli (foto gonews.it)

"La CGIL invita tutti i Sindaci del Circondario Empolese-Valdelsa, a farsi promotori attraverso la produzione di un appello pubblico in difesa dei lavoratori e lavoratrici del settore degli appalti storici delle scuole e rivolto alla Ministra Carrozza, di una richiesta di rinuncia al taglio  80 milioni di euro definito nel “Decreto del Fare” (Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 -Legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98).

E’ fondamentale ricordare che si parla di lavoratrici e di lavoratori che svolgono le loro attività, nella maggior parte dei casi, a contatto con i nostri figli  nelle scuole; infatti il loro lavoro consiste nella sorveglianza degli alunni e degli spazi scolastici, nella pulizia degli ambienti, nella gestione della mensa e nell’accoglienza degli alunni prima dell’inizio delle lezioni ed anche dopo il loro termine.

Sono figure di riferimento, di supporto e  di completamento di tutte quelle attività di base necessarie per mantenere i servizi richiesti dalle famiglie e dalla naturale evoluzione di una società civile; servizi che purtroppo la scellerata riduzione degli organici statali dei Collaboratori Scolastici non permette più di garantire.

Nella situazione attuale queste lavoratrici e questi lavoratori  sono diretti dipendenti di ditte appaltatrici; svolgono le loro attività in orari di lavoro costituiti da pochissime ore giornaliere (in alcuni casi anche solo una o due); il totale delle ore giornaliere viene frazionato costantemente in più momenti della giornata e su più sedi di lavoro.

Tutto questo a fronte di stipendi di 300/400 €. netti mensili. Inoltre, nel periodo estivo, quando le lezioni nelle scuole sono terminate, la maggior parte di queste lavoratrici e di questi lavoratori, rimane senza lavoro e senza stipendio.

La CGIL  ritiene che invece di continuare a colpire o aggravare ulteriormente le condizioni di lavoro (e, quindi, anche di vita) di chi svolge un’attività così preziosa, è arrivato il momento di fare un “salto di qualità” SOPRATTUTTO DELLA POLITICA,  per andare a cercare altrove, dove le disponibilità ancora ci sono, quei finanziamenti necessari a garantirne il mantenimento; in quest’ottica è chiaro che si deve intervenire sulla riduzione della spesa per l’acquisto di aerei militari, dei “costi” per il mantenimento dei “privilegi” della politica e sull’aumento del prelievo fiscale sulle rendite finanziarie, della tassazione su stipendi e pensioni “d’oro”, della tassazione dei proventi derivanti dai giochi d’azzardo.

Si chiede quindi ai Sindaci del Circondario Empolese-Valdelsa di sostenere pubblicamente tutte queste motivazioni, anche con esplicite e urgenti richieste a quei politici locali che in questo momento siedono in Parlamento".

Cgil Empolese-Valdelsa

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