
Sarà intitolato a Caterina e Nadia Nencioni, le due piccole sorelle di 9 anni e 50 giorni vittime della strage dei Georgofili di Firenze del 1993, il nascente presidio di Libera di Empoli. L’associazione mette piede ufficialmente a Empoli grazie anche alla presenza sul territorio di molti giovani che hanno fatto in passato i campi di lavoro nelle terre confiscate alla mafia e gestite dalle cooperative sociali del posto. Due di loro sono Grazia D’Onofrio e Gloria Noto, che dopo l’esperienza a Castelvolturno alcuni anni fa si sono mosse per avviare a Empoli il presidio di Libera. Oggi, mercoledì 27 novembre, hanno presentato l’iniziativa in municipio a Empoli assieme al referente regionale dell’associazione, Don Andrea Bigalli, e all’assessore alle Attività Produttive Arianna Poggi.
“Purtroppo – ha spiegato Don Bigalli – ci sono molti professionisti che fanno affari con le mafie secondo la teoria per cui il denaro non puzza. Con l’acuirsi della crisi la nostra preoccupazione sale e l’unico modo per difendersi è chiedere alle associazioni attente a questi temi di fare rete. Anche l’Empolese-Valdelsa secondo me è una zona soggetta a gravi infiltrazioni mafiose. La criminalità organizzata oggi studia marketing ed economia e sa come muoversi in territori come questo”.
“I sequestri della passata settimana a Empoli – ha ricordato Grazia D’Onofrio – dimostrano come la nostra zona non sia un territorio immune dalle infiltrazioni mafiose”.
Il debutto di Libera a Empoli è una cena di inaugurazione ufficiale in programma questo sabato, 30 novembre, alle 19.30 al circolo Arci della frazione di Pozzale. Il costo della cena è di 12 euro. Fino a oggi sono state 120 le adesioni ma è possibile iscriversi ancora entro domani chiamando contattare Gloria al 333 7104003, Enrico 3357434754 o il circolo allo 0571/ 92 48 79. Nella prenotazione specificare se si gradisce un particolare menù come vegetariano e/o gluten free.
Nutrita la presenza di ospiti per ‘battezzare’ il presidio ‘Caterina e Nadia Nencioni’: annunciati Ettore Squillace Greco, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze; Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo e presidente di Avviso Pubblico; Pietro Russo, imprenditore antiracket della Arflex, azienda del casertano a cui fu dato fuoco per il non pagamento del pizzo; don Andrea Bigalli con la referente provinciale di Libera Diletta Bistondi; alcuni rappresentanti della cooperativa ‘Al di là dei sogni’ di Caserta Giuliano Ciano, Ciro Corona, Beppe Pagano e Simmaco Perillo che nell’occasione presenteranno l’iniziativa ‘Facciamo un pacco alla camorra’ e la loro attività in un terreno confiscato a Majano di Sessa Aurunca.
Durante la cena verranno utilizzati anche prodotti di Libera Terra provenienti dalle terre confiscate alla mafia e nell’ambito del ‘Mercatale in Empoli’ di sabato 14 dicembre verrà allestito uno stand promozionale della nuova sede del presidio Libera.
Nel portare avanti le attività del presidio Libera Empoli, gli obiettivi prioritari sono quelli di sensibilizzare cittadini e studenti sui principi della legalità, di diffondere principi e finalità di Libera attraverso l’organizzazione di vari eventi ed iniziative sul tema della legalità e dell’antimafia sociale e di far conoscere i campi di volontariato nelle cooperative di Libera che operano sui terreni confiscati. Aggregarsi con belle persone per realizzare belle idee.
Un altro punto fondamentale del presidio è quello di coltivare la memoria e la conoscenza delle vittime di mafia ed organizzare incontri con i testimoni di giustizia, privilegiando nella scelta quelli meno conosciuti e popolari per dar voce agli eroi della quotidianità.
- Da sinistra: Grazia D’Onofrio, Gloria Noto, Arianna Poggi e Don Andrea Bigalli (foto gonews.it)
- Da sinistra: Gloria Noto, Grazia D’Onofrio, Arianna Poggi e Don Andrea Bigalli (foto gonews.it)
- Grazia D’Onofrio, a sinistra, e Gloria Noto di Libera Empoli (foto gonews.it)
- Grazia D’Onofrio, a sinistra, e Gloria Noto di Libera Empoli (foto gonews.it)
- Don Andrea Bigalli (foto gonews.it)
- Arianna Poggi, a sinistra, e Don Andrea Bigalli (foto gonews.it)
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