
“Sono doppiamente soddisfatto di partecipare perché questi mesi di lavoro a Roma hanno confermato un’idea e una convinzione: la Toscana è un modello per l’Italia. La Toscana sta indicando una strada all’Italia. È l’unica regione a discutere e legiferare sul territorio e per il territorio. Ed è l’unica ad aver posto vincoli”.
Così il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Erasmo D’Angelis al convegno “Orizzonte Territorio: La nuova legge per il governo del Territorio della Toscana”, organizzato dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale presieduta da Gianfranco Venturi (Pd).
Una giornata di incontro e confronto che vuole essere “occasione di ascolto”, ma anche di “rappresentazione chiara dello stato dell’arte” di un provvedimento su cui “molto è stato scritto e detto, anche attribuendo contenuti e disposizioni non corrette”, ha spiegato Venturi in apertura dei lavori.
“Anche se non potremo dare risposte a tutti – ha precisato il presidente prima di lasciare la parola ai numerosi interventi programmati – ogni contributo sarà attentamente valutato per portare in fondo questa legge e per un voto che sia realmente consapevole, anche dei consensi e dei dissensi che emergeranno”.
E la Riforma della vecchia legge regionale 1 del 2005, come la messa a punto del “sistema territorio”, è un’esigenza che il Governo nazionale considera “centrale” ha detto D’Angelis. “Ci sono diverse proposte di provvedimento e una proposta di legge che deve ancora essere perfezionata. A dimostrazione che siamo un Paese che ha un estremo bisogno di ripensare il processo di sviluppo e di lavorare per una riprogrammazione e riqualificazione del territorio”.
Secondo il sottosegretario, i “disastri ambientali, anche recentissimi, devono essere governati. Hanno ricadute sociali ed economiche pesantissime. Quando ai tavoli della politica nazionale si parla di urbanistica, di contenimento, di rigenerazione e riqualificazione del suolo, il riferimento alla Toscana è immediato ed inevitabile”.
“Non esiste – ha rilevato D’Angelis – una regione che, come la nostra, su questo tema, legifera e ridisegna il territorio in termini di sicurezza e tutela”. “Facendo un’analisi delle altre realtà regionali, la Toscana emerge anche perché ha saputo vincolare tutte le aree a rischio idrogeologico”.
Un’operazione definita dal sottosegretario “coraggiosissima”, adottata “a seguito di una tragica alluvione” e che pure “ha dimostrato quanto in termini di principi e di contenuti, siamo apripista per il Paese”.
Secondo D’Angelis, una “occupazione di suolo realizzata in maniera devastante, almeno in alcune realtà”, richiama “l’assenza di una cornice nazionale e incide pesantemente sul quadro economico”. “Oggi ci sono milioni di italiani che sicuramente sono a rischio alluvione e frane, e in quelle regioni dove il rischio è elevato, non ci sono vincoli”, ha rilevato D’Angelis.
“Per capire l’importanza del confronto di oggi – ha continuato – basta osservare una foto aerea dell’Italia di qualche decennio fa: un territorio che a stento sappiamo definire. Di fronte ad una sostanziale staticità demografica, si sono accatastate cose su cose, strade su strade in palese assenza di programmazione”.
Il convegno in programma nella Sala delle Feste di palazzo Bastogi “rilancia principi e contenuti” che, “in qualche modo” secondo D’Angelis “possono servire al Governo per costruire una strada da precorrere. E la Toscana sta indicando una strada all’Italia”.
Dal sottosegretario anche un appunto su un “patrimonio dello Stato immenso. Abbiamo un debito miliardario e 4mila miliardi di patrimonio statale che può essere messo sul mercato, in maniera intelligente”. Un patrimonio su cui “si può intervenire” per “colmare vuoti e ridare identità”.
“Il ministero delle Infrastrutture sta lavorando ad una idea di città e di edilizia votata al recupero e alla rigenerazione.
Una strategia che sta dando molti frutti, anche nel settore edile, declinata sul principio di meno espansione e più riqualificazione”. Il “risparmio di suolo” e il suo “ripensamento” può essere “strategico anche di fronte alle sfide europee e alla competizione internazionale. In questo senso abbiamo un patrimonio straordinario”. “Quello che ha la Toscana – ha concluso – è quello che serve per rilanciare il Paese”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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